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follonica (londra04)

Eh no. Follonica è solo il titolo di una canzone dei Baustelle che sto ascoltando. Questa, ma credo sia chiaro, è una foto di Londra. Oltretutto io a Follonica non ci sono mai neanche stato.

Ovviamente nella mia settimana londinese abbiamo frequentato i celeberrimi pub dove abbiamo anche provato le roboanti specialità locali.

Abbiamo scoperto che in realtà molti pub non sono veri pub “artigianali”, nel senso che in realtà fanno parte di una catena. Insomma, come ci sono decine di Pret o Caffè Nero ci sono anche decine di pub che hanno lo stesso marchio (che a dirla tutta, non ricordo neanche... lo camuffano bene, ma la magia sparisce all'arrivo dei menù, che ovviamente, sono tutti uguali).

Però un paio di pub “veri” li abbiamo testati.

In particolare siamo andati in uno, in zona London Bridge, che era davvero inglesissimo.

Anzitutto il barista era uguale a Frodo del signore degli anelli: ricciolino e bassetto. Ma la vera chicca era l'ubriacone seduto al banco che si alzava ogni cinque minuti per andare al bagno e che sporadicamente si rivolgeva al nostro tavolo per farci domande del tipo “Da dove venite?” o “Ah, quindi potete capire lo spagnolo?” “E il messicano lo capite?”...

Quella sera la cucina inglese ha probabilmente mostrato il suo lato più wild, dato che ho osato una sorta di panino con bistecca e cipolle sottaceto. Intemperanza pagata chiaramente carissima, dato che credo di averlo digerito al ritorno in Italia, due giorni dopo.

Lezione numero uno: mai sfidare la cucina di un paese straniero. Vieni punito.

Per fortuna che abbiamo trovato anche un ristorante italiano dove facevano la pizza uguale-uguale a come la fanno qui a Milano (altro che la pseudo-pizza che mangiai l'anno scorso in Serbia...).

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Taken on September 22, 2011