milano, presidio a difesa dei ferrovieri ( e qualche considerazione sulla crisi di Susa)

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    .. Mentre i valorosi ferrovieri della wagon-lit seguitano ad opporsi alle assurde e reazionarie politiche dell'azienda ferroviaria nazionale, e lo fanno con una forma di protesta pacifica ma anche incisiva, leggiamo sui giornali di tristi e lugubri eventi che turbano l'opinione pubblica e provocano pericolose spaccature nel fronte già diviso della Sinistra italiota.

    La situazione in val Susa sembra precipitare nel caos foriero di inquietanti esiti politici e anche giudiziari, nonche' umani.
    Ancora una volta la protesta popolare, fondata o infondata che sia, nata dal dissenso della popolazione locale di quelle montagne, viene incanalata nel solito "binario morto" della guerriglia di Black Block e "anarchici antagonisti".
    La situazione pare molto tesa, tesissima, drammatica.. Un giovane leader del movimento è precipitato da un traliccio mentre sfidava in diretta radiofonica le forze dell'ordine. Si trova in gravissime condizioni in ospedale. E' una triste notizia comunque.
    Credo sia controproducente e inutile focalizzare i rancori contro gli "addetti all'ordine" della Polizia e dei Carabinieri, lavoratori proletari che eseguono ordini governativi.

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    Voglio esprimere, senza tema di cadere in contraddizione, che sono molto convinto della inopportunità di investire risorse dei cittadini italiani in quella grande opera assai costosa e di dubbia resa economica costituita dalla linea ad alta velocità oggetto di scontro. Uno scontro sempre piu' fisico, duro, inconcludente e meno dialettico, democratico..

    E' un'opera classista, ossia destinata a favorire un ristretto pubblico di utenti facoltosi che cercano in carrozza tutti i comfort dell'aeroplano e sono disposti a non badare a spese..
    Anche dal punto di vista del business, come semplice cittadino, stento a comprendere quale senso abbia creare il cosiddetto corridoio ferroviario TAV Est-Ovest, da Budapest a Parigi, quando sappiamo che per raggiungere capitali europee distanti fra loro molte centinaia di chilometri il treno è oggi non concorrenziale, disagevole, tutto sommato scomodo. Basta considerare il calo delle tariffe aeree dovuto ai vettori low-cost come Ryanair o EasyJet.

    Secondo fonti pro No-TAV citate dai giornali, la linea del Frejus che collega attualmente Lione con Bardonecchia non avrebbe tuttora un traffico passeggeri tale da giustificare lo sventramento della montagna valsusina ricca di minerali radioattivi, il deturpamento della zona naturalistica e l'impiego di enormi capitali internazionali. In crisi economica possiamo razionalmente rischiare di costruire "cattedrali nel deserto" ?
    In epoca democristiana abbiamo assistito al sorgere di autostrade e strade nel Sud (ma anche nel Nord) volute da politici locali per scopi elettoralistici che son divenute occasione di lauti guadagni per mafia, n'drangheta e camorra.
    Ricorderei, sinistramente, che a Bardonecchia la Giunta comunale è stata sciolta per "infliltrazioni mafiose" alcuni anni or sono)

    A tutto cio' aggiungerei la considerazione che noi italiani disponiamo di una rete ferroviaria a bassa velocità che fa acqua da tutte le parti. Carrozze fatiscenti su alcune tratte, ritardi inspiegabili, affollamento, guasti alla climatizzione, manutenzione pericolosamente scarsa al punto da metter a rischio l'incolumità dei viaggiatori.

    Molte linee secondarie regionali sono state soppresse per motivi di costo, anche se con convinto si sia trattato di sprechi gestionali e pressioni di potentati vari e lobbies politico-affaristiche.

    Perche' non potenziare, invece, proprio la ferrovia regionale italiana assicurando nuove proficue commesse a FIAT, sempre sul piede di guerra e desiderosa di "evasione" ?
    Le commesse ferroviarie avrebbero positivi effetti sull'indotto industriale e si potrebbe combattere l'inquinamento da veicoli..

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