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This is  Giuliano di Roma (fr) Italy La Ciociaria | by Peppino Diana
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This is Giuliano di Roma (fr) Italy La Ciociaria

Da sapere:

Giuliano di Roma ha dato i natali a Costanza Troiani, ivi nata il 9 febbraio 1813, terza di quattro figli rimase presto orfana di madre, e grazie all’interessamento del vescovo di Ferentino, Mons. Patrignani, fù accolta nel Conservatorio delle Monache della Carità, sotto la Regola di S. Chiara, crebbe nell’ambiente religioso, e innamoratasi di Dio prese i voti monacali con il nome di Caterina di Santa Rosa. Per le sue esperienze di vita si dedicò con dedizione all’assistenza dei piccoli in età scolare, quando espresse il desiderio di dedicarsi alle missioni, ove riteneva più utile la propria opera fù chiamata da Mons. Guasco ad operare in Egitto dove il Monsignore era Delegato Apostolico, durante il trasferimento in Egitto Mons. Guasco morì, Costanza Troiani fù la guida delle consorelle rimaste senza riferimenti.

Non senza peripezie e contrattempi cui la missionaria seppe far fronte, giunse nella città de’ Il Cairo nel Settembre del 1859, fù invece a Clot-bey che fondò una missione per l’assistenza, l’educazione, la redenzione delle adolescenti di colore.

Da questa sua iniziativa nacque e si diffuse l’Ordine delle Francescane missionarie d’Egitto.

Ebbe vita modesta, dedicata al prossimo ed all’amore per la propria religione, si impose quindi come modello per le consorelle, le sue virtù la portarono dopo la sua morte avvenuta a Clot-bey il 4 maggio 1887 alla causa di beatificazione.

La sua salma fu trasferita dalla cappella di Clot-Bey il 3 novembre 1967, nella chiesa del Cuore Immacolato di Maria, annessa alla Casa generalizia di Roma.

La causa per la sua canonizzazione, ebbe inizio nel 1937.

È stata beatificata il 14 aprile 1985 da papa Giovanni Paolo II.

Giuliano di Roma è situato ai confini occidentali della provincia di Frosinone, a cavallo del passo della Palombara che segna lo spartiacque fra la valle del Sacco e quella dell’Amaseno.

Il nome deriva dal medioevale Castrum luliani a cui, dopo l’unità d’Italia, è stato aggiunto il richiamo alla provincia romana da cui dipendeva il comune.

Dalla Cronaca di Fossanova si hanno altre notizie riguardanti il XII secolo: nel 1151 il papa Eugenio III sostò per qualche mese a Giuliano, organizzando da qui spedizioni militari con le quali recuperò Terracina, Sezze e Norma.

Nel 1165 il paese fu saccheggiato due volte: prima dalle truppe di Federico Barbarossa che si opponeva al papa Alessandro III e poi dalle truppe papali che grazie all’aiuto di Guglielmo re di Sicilia, ripresero il controllo del paese. Nel 1186 sostò per nove giorni a Giuliano il figlio di Federico Barbarossa (futuro Enrico VI).

Egli aveva organizzato una spedizione militare contro il papa Urbano III, reo di essersi opposto alle sue nozze con Costanza, erede al trono di Sicilia.

Nel 1187 Giuliano passò alle dirette dipendenze del papa e vi rimase fino all’elezione di Innocenzo III (1198), il quale era legato da rapporti di parentela con la famiglia dei conti di Ceccano, ed in cambio del loro appoggio gli restituì le terre.

A Testimonianza dei loro buoni rapporti c’è la sosta che Innocenzo III fece a Giuliano nel 1208, mentre si recava nell’abbazia di Fossanova.

Il conte Giovanni da Ceccano organizzò per lui banchetti e tornei, dei quali la cronaca di Fossanova fornisce una precisa descrizione.

Dalle visite di Papi e imperatori nel castello di Giuliano si può dedurre che nel XII secolo esso doveva offrire tutti i “comfort” richiesti in simili occasioni, cioè rifornimenti per le truppe, facilità di movimento per i corrieri, possibilità di rapide comunicazioni con Roma e con gli altri centri più importantiI Conti di Ceccano, conosciuti anche come Annibaldi, restarono i signori di Giuliano per tutto il XIII e per buona parte del XIV secolo, finché non entrarono in contrasto con i Caetani.

Questi ultimi avevano accresciuto il loro potere nel XIV secolo grazie al pontificato di Bonifacio VIII, ed in seguito al trasferimento della curia papale ad Avignone, lottarono con i Conti di Ceccano ed i Colonna per il controllo della Campagna e della Marittima.

Giuliano era un possedimento ambito perché il suo castello, situato in posizione strategica, permetteva il controllo della Via Marittima nel passaggio tra la valle del Sacco e quella dell’Amaseno, che in quegli anni, a causa dell’impraticabilità della via Appia, era un passaggio obbligatorio per chi da Roma voleva dirigersi a Terracina, Gaeta o nel Napoletano.

Nella seconda metà del XIV secolo scoppiarono lotte intestine tra i Conti di Ceccano, di cui approfittarono i Caetani. Giuliano subì i saccheggi di Francesco o "Cecco” da Ceccano, che si opponeva a suo zio Tommaso, ed era appoggiato da Niccolò Caetani di Fondi.

Giuliano di Roma è situato ai confini occidentali della provincia di Frosinone, a cavallo del passo della Palombara che segna lo spartiacque fra la valle del Sacco e quella dell’Amaseno.

Il nome deriva dal medioevale Castrum luliani a cui, dopo l’unità d’Italia, è stato aggiunto il richiamo alla provincia romana da cui dipendeva il comune.

Dalla Cronaca di Fossanova si hanno altre notizie riguardanti il XII secolo: nel 1151 il papa Eugenio III sostò per qualche mese a Giuliano, organizzando da qui spedizioni militari con le quali recuperò Terracina, Sezze e Norma.

Nel 1165 il paese fu saccheggiato due volte: prima dalle truppe di Federico Barbarossa che si opponeva al papa Alessandro III e poi dalle truppe papali che grazie all’aiuto di Guglielmo re di Sicilia, ripresero il controllo del paese. Nel 1186 sostò per nove giorni a Giuliano il figlio di Federico Barbarossa (futuro Enrico VI).

Egli aveva organizzato una spedizione militare contro il papa Urbano III, reo di essersi opposto alle sue nozze con Costanza, erede al trono di Sicilia.

Nel 1187 Giuliano passò alle dirette dipendenze del papa e vi rimase fino all’elezione di Innocenzo III (1198), il quale era legato da rapporti di parentela con la famiglia dei conti di Ceccano, ed in cambio del loro appoggio gli restituì le terre.

A Testimonianza dei loro buoni rapporti c’è la sosta che Innocenzo III fece a Giuliano nel 1208, mentre si recava nell’abbazia di Fossanova.

Il conte Giovanni da Ceccano organizzò per lui banchetti e tornei, dei quali la cronaca di Fossanova fornisce una precisa descrizione.

Dalle visite di Papi e imperatori nel castello di Giuliano si può dedurre che nel XII secolo esso doveva offrire tutti i “comfort” richiesti in simili occasioni, cioè rifornimenti per le truppe, facilità di movimento per i corrieri, possibilità di rapide comunicazioni con Roma e con gli altri centri più importantiI Conti di Ceccano, conosciuti anche come Annibaldi, restarono i signori di Giuliano per tutto il XIII e per buona parte del XIV secolo, finché non entrarono in contrasto con i Caetani.

Questi ultimi avevano accresciuto il loro potere nel XIV secolo grazie al pontificato di Bonifacio VIII, ed in seguito al trasferimento della curia papale ad Avignone, lottarono con i Conti di Ceccano ed i Colonna per il controllo della Campagna e della Marittima.

Giuliano era un possedimento ambito perché il suo castello, situato in posizione strategica, permetteva il controllo della Via Marittima nel passaggio tra la valle del Sacco e quella dell’Amaseno, che in quegli anni, a causa dell’impraticabilità della via Appia, era un passaggio obbligatorio per chi da Roma voleva dirigersi a Terracina, Gaeta o nel Napoletano.

Nella seconda metà del XIV secolo scoppiarono lotte intestine tra i Conti di Ceccano, di cui approfittarono i Caetani. Giuliano subì i saccheggi di Francesco o "Cecco” da Ceccano, che si opponeva a suo zio Tommaso, ed era appoggiato da Niccolò Caetani di Fondi.

 

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Taken on August 10, 2010