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This is Castro dei Volsci (fr) italy ecco la Ciociaria

CASTRO DEI VOLSCI è un paese nel cuore della Ciociaria, a 100 km. da Roma, sulla Ferrovia Roma-Cassino-Napoli, dichiarato, nel 1964, dal Ministero della Pubblica Istruzione zona di notevole interesse pubblico "perché raccoglie punti pubblici di belvedere di eccezionale importanza panoramica... ed inoltre la parte alta di Castro dei Volsci forma un complesso di cose immobili aventi valore estetico e tradizionale". Infatti, dagli spalti dell'antica Rocca, dove la tradizione popolare addita la grotta in cui si rifugiarono la leggendaria regina Camilla e suo padre Metabo, è sempre possibile ammirare uno spettacolo vario e suggestivo.

Nelle giornate nebbiose, sembra di trovarsi sulla tolda di una nave pronta a salpare in un mare grigio e tempestoso sul quale affiorano, come isolette baciate dal sole, le cime dei colli sparse nella pianura; quando il cielo è limpido e sereno, par d'essere sul proscenio d'un teatro sconfinato: da Palestrina a Cassino, sui monti lontani, come su ciclopiche gradinate, siedono i paesetti e le cittadine della valle; nelle notti estive, il paesaggio diventa incantevole e si ha l'impressione che l'ampio cielo stellato, ripiegandosi dolcemente all'orizzonte, si distenda ai vostri piedi come un'immenso tappeto. L'abitato, sul pendio meridionale del colle, conserva ancora intatto, con archi, torri e muri di nudo sasso, l'aspetto del borgo medievale, stretto intorno alla fortezza.

La campagna, che si estende fino alla sponda destra del fiume Sacco, è intensamente abitata e costellata da graziose abitazioni. L'osservatore che curioso s'addentra nell'abitato, ha l'impressione che qui il tempo si sia fermato; vede casette di pietra grigia, addossate l'una all'altra come per sorreggersi a vicenda e riscaldarsi, viuzze strette e tortuose pavimentate di cotto e una piazza così piccola da sembrare un salotto e, dappertutto, un silenzio e una calma che niente minaccia di turbare.

L'ingresso principale del Paese è in Porta della Valle, sino al 1960 raggiunta per alcuni gradini da cui si distacca una rampa tesa a raggiungere la Rocca con salite rettilinee e svolte a gomito, ardite e ripide, che sventra gruppi di case, si lascia sormontare da altre porte, da altri archi ogivali, di continuo intersecati da altre rampe più o meno brevi o strette. Grovigli di case e piccole abitazioni con prospettive assai particolari e ricche di colore locale. Man mano che procede, la rampa prende il nome di Via della Porta della Valle, Via dell'Orologio (a sinistra della quale si ammira un solido portale cinquecentesco con bugnatura a cunei e cilindri) e Via Civita.

Sullo spiazzo terminale sono i ruderi della Rocca colonnese (sec. XVI) ed il monumento alla Mamma Ciociara, inaugurato il 3 giugno 1964. Quest'ultimo è stato eretto a perenne testimonianza dell'eroico e mirabile sacrificio che, durante la seconda guerra mondiale, le madri di Castro e dei comuni limitrofi misero in atto dinanzi al turpe scempio, che le famigerate truppe del generale Juin riservarono alle loro figliole.

CENNI STORICI

Le origini di Castro dei Volsci, anche se le notizie storiche sul suo conto sono scarse, si perdono nella notte dei tempi. Certamente il suo territorio fu abitato sin dall'età neolitica, come si può ricavare dal rinvenimento di industria litica sulla sponda destra del fiume Sacco e dalla presenza delle mura megalitiche, che cingono la cima di Montenero per circa 1 km. Lo storico Michele De Mattias, in un suo accurato studio, avanza l'ipotesi che Castro sia sorta sui resti dell'Arx Carventana. La fortezza volsca avrebbe avuto la funzione di vigilare su una delle strade secondarie (tramites transversi), che univano la via Appia alla via Latina.

I Volsci usavano, per costruire le loro abitazioni e le opere difensive, pietre e legnami facilmente reperibili sul posto. L'impiego dei laterizi fu introdotto nella zona dagli etruschi e dai romani. L'osservazione dei recenti scavi in località Casale fa pensare, sia per l'impianto delle costruzioni sia per i materiali usati, ad edifici sontuosi di epoca imperiale; la totale assenza di suppellettili ed utensili fa pensare che gli abitanti, allontanatisi in un primo momento per sfuggire alle violenze degli invasori, tornarono sul posto per recuperare ciò che i barbari non avevano asportato o distrutto.

Probabilmente i romani distrussero l'ipotizzata rocca volsca di Castro perché era stata loro di ostacolo e non la ricostruirono perché era diventata inutile. Fortificarono invece Montenero, che fronteggiava gli irrequieti e bellicosi Sanniti, stanziati ad est fino a Ceprano. Dopo la sconfitta definitiva dei popoli latini (340 a.C.) e mentre Roma assimilava lentamente i Volsci, fiorì a cavallo del fiume (Trerus Amnis) il Forum Subtreranum, mercato appartenente ad uno dei centri vicini: Fabrateria Vetus - Fregellae - Fabrateria Nova.

Questa la tesi sostenuta dallo storico toscano Mario Lopes Pegna nella sua "Storia del popolo etrusco". In tale periodo la Rocca perse la sua importanza. Al tempo delle invasioni barbariche, la valle fu devastata ripetutamente e la popolazione, per mettersi in salvo, si rifugiò sulle alture.

Dal 542 al 552, i Benedettini costruirono il monastero di S. Nicola sul colle di Castro ed il castello di Ambrifi ai piedi del Monte Calvilli (m. 1100). Intorno al monastero sorse l'attuale centro di Castro, che subito riprese, insieme con il nome, anche il suo vecchio ruolo di fortezza a difesa del confine dello Stato pontificio "Castruni Castri" e/o "Castrum. S.Petri".

Nel 1165, la Rocca fu incendiata dalle truppe del Barba guidate da Cristiano di Magonza. Nel 1186, il Balivo della provincia di Campagna, Lautei Milano, che risiedeva a Castro, affidò la Rocca all'abate Giordano di Fossanova. Nel 1410, Papa Giovanni XXII (il napoletano Cossa) vi infeudò per la prima volta i Colonna. Nel 1501, fu feudo di Rodrigo Borgia, figlio di Lucrezia; nel 1556 dei Carafa, nel 1562 tornò a Marcantonio Colo il condottiero della flotta papalina alla battaglia di Lep il quale concesse a Castro lo Statuto. Nel 1816, il Conestabile Filippo III Colonna rinunziò al giurisdizione sul feudo, che, da allora, prese il nome di Castro dei Volsci.

 

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Taken on December 8, 2005