Play for change - la parola alle donne
Play for Change
reportage a cura di Zaklina Paunku e Francesca Ronconi

Nella scalinata laterale di Piazzale Michelangelo a Firenze si susseguono ininterrotti spettacoli che intrattengono i passanti che arrivano per ammirare il tramonto dall'alto. Di venerdì o di domenica, c'è una cantante e chitarrista che arriva dopo pranzo per occupare il posto in cui esibirsi. Il suo nome è Luana Primavera.
Questa donna ha un lavoro che le permette di vivere e nel tempo libero canta per il pubblico improvvisato, trasportando con i pochi mezzi a disposizione l’amplificatore e l’attrezzatura, montando il tutto almeno tre ore prima del concerto per assicurarsi la postazione. Dopo la lunga attesa, Luana inizia il concerto e improvvisamente le parole di Tracy Chapman inondano la piazza: ''Don't you know They're talkin' bout a revolution. It sounds like a whisper ''. Quella di Luana è una rivoluzione personale, una rivoluzione sussurata attraverso la musica e comprensibile a chi decide di ascoltare veramente.
Le abbiamo chiesto tre parole per descrivere il mestiere di musicista di strada. “La magia!” ha risposto “però la magia è come la felicità, dura un attimo. Per tre ore sei come invisibile, però ci sono dei minuti in cui sembra che tutti siano lì a guardarti incantati e tu lo senti ed anche quella è magia. Entusiasmo, perché la gente viene e rimane lì per te; e soprattutto aggregazione perché la musica non allontana ma unisce”.
Uno dei maggiori ostacoli che i musicisti di strada devono superare è la limitazione imposta dal Comune di Firenze alle esibizioni di strada. Dal 2009, infatti, un’ordinanza per gli artisti di strada dispone delle postazioni per ogni tipologia di arte. Il Comune ha poi emesso un bando per chi volesse ottenere il permesso ad esercitare la propria arte sul suolo fiorentino. Ad oggi gli artisti che hanno ottenuto i permessi sono considerati "storici", mentre gli altri che non hanno partecipato al bando, come Luana, sono definiti "temporanei". Gli ''storici '' possono suonare o esibirsi nelle loro arti tutto l’anno in postazioni privilegiate del centro storico, i ''temporanei'' invece solo per 30 giorni l'anno e in luoghi ben delimitati, come i portici di Piazza della Repubblica o Piazza Santa Croce.
Niente però fino ad ora è riuscito a scalfire l’entusiasmo e la passione di Luana, che dopo il concerto torna a casa decide di dedicare un pensiero a chi ama la sua musica: “Alla fine della giornata mi ritrovo ad osservare la guazza che scende inesorabile sull'amplificatore e a ripensare alle serate trascorse. Improvvisamente non mi sento più sola e comprendo che io canto per le persone che si lasciano conquistare dalla musica, fossero anche solo gocce nel mare, ma non sono forse quelle gocce a formare l'oceano? Quelli che credono che suonare in strada sia semplice si sbagliano di grosso: questa è una scelta di vita, pensata, consapevole e voluta, una scelta animata dalla voglia di riscatto e soprattutto dalla ricerca di contatto con le altre persone; le stesse persone che quando mi abbracciano, applaudono, sorridono, mi lasciano un fiore o qualche bigliettino, mi fanno per un momento dimenticare il freddo, il caldo, la fame o la sete'.

Reportage realizzato nel progetto 'La parola alle donne' con il finanziamento della Regione Toscana, LR. 16/2009 'Cittadinanza di Genere';, promosso da COSPE, Associazione Nazionale Stampa Interculturale e Associazione Stampa Toscana.
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