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Etna - La Valle del Bove vista da Monte Zoccolaro | by Tonyetna
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Etna - La Valle del Bove vista da Monte Zoccolaro

ETNA - 12 agosto 2010

 

La strada per arrivare è ripida, stanche le gambe domandano sosta ma la voglia di vedere cosa c'è su è troppo forte, un primo belvedere fa intuire che da lì a poco si potrà ammirare una vista unica.

Non c'è vento, si può sentire esattamente il rumore delle ali dei volatili che passano a poca distanza.

Il mio respiro è forte per la stanchezza, accendo la videocamera ma quello che vedo nel mirino è troppo distante da quello che i miei occhi riescono a percepire. Muto ascolto il commento meravigliato di qualche turista arrivato a farmi compagnia sulla stretta piazza sormontata da una croce che segnala a Dio che questo luogo remoto e antico esiste ancora.

Un artificio pirotecnico scoppia all'improvviso, pare un boato, la mia attenzione si fa forte. Poi guardo sotto di me e vedo Zafferana festante. La sua compagna Milo pare piccola e silenziosa, protetta dal grembo materno della Valle del Bove che la ripara dal calore di una natura potente che la sovrasta dall'alto.

Dall'altro lato si vede la strada, due auto stanno risalendo verso il Rifugio Sapienza a noi nascosto da quell'enorme barriera naturale della Schiena dell'Asino.

Alzo di poco lo sguardo e anzichè automobili vedo pulmini, minuscoli ai piedi del "Suddestino".

Poco sopra possente l'apparato centrale del vulcano fuma silenzioso alimentando qualche nuvola che da lì a poco coprirà la sommità dell'Etna.

Sotto, rassegnato, il cono dei Monti Centenari aspetta di essere seppellito per sempre quando un nuovo squarcio gli si aprirà al di sopra. Più sereno Monte Simone, mai raggiunto dalla colata del 2008 che nera e sottile si staglia ai suoi piedi. Tutto il resto è un grigiastro inanimato ma non per questo meno affascinante, la valle per eccellenza dell'Aetna scende verso est fino a quando la scura pietra non si lascia prendere terreno da un verde sempre più insistente.

Lo sguardo risale a destra ed a chiudere quella millenaria ferita pronta ad accogliere lava per chissà quanto tempo ancora c'è Pizzi Deneri, silenziosa sentinella che dall'alto ci osserva.

Una visione d'insieme che rende un quadro da post-apocalisse, quando ancora i resti di una distruzione fragorosa terminano di posarsi al suolo. La superficie di un pianeta lontano che nasconde chissà quali segreti all'interno delle sue viscere. Inciampo con un sacchettino di plastica, unica nota dolente del paesaggio, così estranea e intrusa, prova che l'uomo non sa ancora apprezzare abbastanza quell'equilibrio creato dalla natura. Miro l'biettivo verso scorci di particolari enormi celati dalla lontananza che imbroglia le misure, confonde la mente. E poi, sfamato da quel paesaggio che rappresenta la mia passione torno a casa, riguardo da giù quella punta verde dov'ero qualche ora prima e la voglia di tornare mi prende.

 

Antonio De Luca

 

Parole che restano nella mia mente ma che ho anche cercato di condividere creando un video-documentario che si trova a quest' indirizzo: www.youtube.com/watch?v=G-6rmaaFVQE

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Taken on August 12, 2010