Mi chiamo Alessandro Job, ho 29 anni e amo sognare e raccontare la vita e le mie emozioni attraverso il vino.

Questo è quello che sono, nella sua pura essenza e senza fronzoli.
Perchè proprio il vino?

Perchè certe cose sono difficili da spiegare solo con le parole, mi serve un passepartout.
L’emozione che mi trasmette il vino e che cerco di trasmettere in ogni mia singola bottiglia è qualcosa di molto intimo, unico, personale, per niente commerciale o legato a regole di mercato, ma fortemente legato alla Terra.

Voglio provare a cambiare il linguaggio del vino e delle sue emozioni. Voglio renderlo più accessibile. Un vero veicolo di comunicazione tra le persone.
Questo è il motivo perché 4 anni anni fa, dopo una tradizione portata avanti dal 1985 da mio nonno, ho voluto cambiare filosofia. Basta quantità cerchiamo di far appasionare e innamorare le persone per il vino e per le sue potenzialità. Rendere le persone spontanee, senza barriere culturali. Almeno per un momento.

Voglio sentirmi libero come il vino quando sgorga nelle bocche delle persone rendendole Spontanee, Felici, Libere da pregiudizi, Generose: Uniche.

Solo i versi di una poesia possono farvi capire fino in fondo la vera anima del vino:


Una sera l’anima del vino cantava dalle bottiglie:
“Uomo, verso te lancio o caro diseredato,
dalla mia prigione di vetro e dalle mie chiusure vermiglie,
un canto pieno di luce e di fraternità.

So bene, sulla collina che arde, quanta ce ne vuole
di fatica, di sudore e di sole cocente
per infondermi la vita e per donarmi l’anima,
ma non sarò malevolo né ingrato
perché provo una gioia immensa quando scendo
nella gola di un uomo sfinito dal lavoro;
e il suo caldo petto si fa dolce tomba
dove mi trovo assai meglio che in un a fredda cantina.

Non odi risuonare i ritornelli delle domeniche
e la speranza che bisbiglia nel mio seno palpitante?
I gomiti sul tavolo, le maniche rimboccate,
tu mi glorificherai e sarai contento;
Io accenderò lo sguardo della tua donna affascinata;
ridarò la forza e i colori a tuo figlio
e sarò per questo fragile atleta della vita
l’olio che rassoda i muscoli dei lottatori.

Ti scenderò dentro, ambrosia vegetale,
grano prezioso gettato dall’eterno Seminatore,
perchè dal nostro amore nasca la poesia
che spunterà verso Dio come un fiore raro!”

Charles Baudelaire
“Les Fleurs du Mal”

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