Marco Iegri 12:04am, 20 January 2009
questo racconto che vi propongo l'ho realizzato la scorsa estate, seguendo una onlus conosciuta per caso e la voce di questa passione che spinge a conoscere e a immergersi in realtà diverse. Barvinok è uno dei tanti orfanotrofi ucraini e si trova solo a 50km da Cernobyl. E' chiaramente una realtà complessa, i ragazzi presenti per la maggior parte sono stati lasciati quì a causa della indigenza familiare e non per mancanza di uno o entrambi i genitori. Per loro la vita è segnata da questo momento. Vivono dai 4 ai 17 anni in una realtà fittizzia in cui non c'è spazio per la debolezza o per il bisogno di considerazione e calore che brucia in tutti loro indipendentemente da quanto sono duri. Ho visto pietre sciogliersi in lacrime incapaci di controllare i loro bisogni emotivi. Quì non si impara niente se non sopravvivere e a 17 anni, quando escono, sono gusci vuoti di coscienza che bruciano di vita e presto si spegneranno. Prostituzione, mafia e vodka sono spesso gli ultimi compagni di viaggio. Si riamane in cinta presto , ci si sposa tra simili a volte si pone fine alla sofferenza suicidandosi. Ma gli angeli che ho avuto accanto a me tutto questo ancora non lo sanno. Loro bruciano ma di bisogno di attenzione, affetto, un contatto. Loro voglio essere come i bambini italiani che incontrano durante i due mesi l'anno di affidamento temporaneo. Sono pronti a riempire figure con il pennarello colorato per tutto il giorno se il premio è la tua attenzione. Gli ambienti sono spesso scarni , o non hanno acqua calda o i termosifoni o i bagni, si impara poco , pochi ti seguono e spesso si scapa per tornare quando i morsi della fame non danno scampo. Da questo lavoro nasce un progetto sul disagio e l'abbandono giovanile che stò cercando di portare avanti con vari soggetti tra cui save the children.



Glia angeli di Barvinok - Ucraina

Glia angeli di Barvinok - Ucraina


Glia angeli di Barvinok - Ucraina



Glia angeli di Barvinok - Ucraina



Glia angeli di Barvinok - Ucraina



Glia angeli di Barvinok - Ucraina



Glia angeli di Barvinok - Ucraina



Glia angeli di Barvinok - Ucraina


Glia angeli di Barvinok - Ucraina



Glia angeli di Barvinok - Ucraina



Glia angeli di Barvinok - Ucraina



Glia angeli di Barvinok - Ucraina


Glia angeli di Barvinok - Ucraina



Glia angeli di Barvinok - Ucraina
gfbpublez 9 years ago
wow.
Per me estremamente positivo, magari c'è un pò la ripetitività nello stesso bambino, ma mi piace molto il flusso che ho sentito. é molto bella l'atmosfera di felicità, ma allo stesso tempo di impotenza che si nota. Mi sembra che tu sia molto vicino a comunicare esattamente quello che cerchi..mi rimane solo il dubbio del bambino.. è molto presente, forse troppo (ma io non sono un esperto di portfoli...riceverai commenti migliori:P)
porta avanti i tuoi angeli e fai conoscere a tutti il loro disagio.. è anche questo il compito del fotografo che compie un reportage, un viaggio, un racconto che a volte può essere anche scomodo, ma deve essere raccontato.
Marco Iegri 9 years ago
concordo pienamente sul bambino ripetuto, colgo il suggerimento e correggo e grazie per l'opinione
admin
Alma_Roma PRO 9 years ago
Ci sono lavori che diventa quasi offensivo giudicare solamante da un punto di vista puramente fotografico. Non riesco ad essere obiettivo e quindi non credo di riuscire a farlo.
Però il risultato finale, quello che credo tu volessi trasmettere, è arrivato ed è arrivato come una bomba. Per varie ragioni anche io sono vicino a queste situazioni è so quanto sia distruttiva e priva di senso l'esistenza di questi angeli.
La grande amarezza, forse sarebbe più corretto dire la rabbia, è che questi problemi potrebbero essere risolti con un pò di buonsenso. Ci sono famiglie che sarebbero felicissime di offrire calore a questi angeli, solo che poi entrano in gioco interessi politici di bassissimo profilo, la voglia dell'Ucraina di non dare al mondo un'immagine di paese che non sa badare ai propri cittadini, la scarsa iniziativa del governo sul tema dell'accoglienza, la mancanza di aiuti per provare a far crescere questi angeli nel loro paese ma con un futuro migliore.

Grazie Marco per aver portato questo tema tra di noi e queste immagini rimarrano nel mio cuore per molto tempo.
Secondo la mia opinione, quello che conta nel reportage non è tanto la tecnica quanto lo stile, unitamente alla forza narrativa delle immagini. In questa sequenza, sicuramente, prevale il racconto forte della situazione vissuta a discapito di uno stile ancora leggermente da perfezionare (anche se sul tuo profilo ho visto altre ottime fotografie). Alcuni scatti ricordano lo stile street di William Klein, notevoli la quinta la sesta e la settima fotografia, un pò troppo "costruita" l'ultima, nel complesso un buon lavoro, complimenti.
Marco Iegri 9 years ago
grazie innanzitutto per i commenti: Alma-si in effetti il dramma è forte molto + di quello che appare esternamente, mi fà piacere aver suscitato certe emozioni. In realtò è l'inizio di un progetto + grande che voglio sviluppare sull'abbandono giovanile e la perdita della innocenzza. Andrea - ti ringrazio per la schiettezza , dove vedi lo 'spazio da migliorare ' esattamente? L'ultima in effetti sembra proprio messa li apposta invece quando mi sono avvicinato per prenderla che piantava il foglio è scappata in cima alle scale ...e ho fatto quella che vedi
in realtà non c'è niente da migliorare, e anche se ci fosse non sarei proprio la persona adatta a consigliarti in ciò, io piuttosto con "perfezionare" intendevo personalizzare il proprio stile e questo credo lo si possa fare solo con tanta ricerca su se stessi e tanta tanta cultura fotografica... in bocca al lupo per il tuo bellissimo progetto!
annalisa ceolin 9 years ago
Grazie Marco! Aderisco a tutto quanto scritto da Alma Bravo!
Marco Iegri 9 years ago
grazie molte annalisa !
bravo ...solo bravo .
Provo immensa ammirazione per chi riesce ad usare un mezzo come la fotografia in un modo così puro .
un' abbraccio sincero
Marco Iegri 9 years ago
eeh che belle parole , grazie anche a te per l'apprezzamento
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