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Group Description

Neotopografia - New Topographics
Photo from a Man Altered Landscape
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"New Topographics."
Term first used by the American William Jenkins (1975 exh. cat.) to
characterize the style of a number of young photographers he had chosen
for the exhibition at the International Museum of Photography, Rochester,
NY, in 1975. These photographers avoided the ‘subjective’ themes of beauty
and emotion and shared an apparent disregard for traditional
subject-matter. Instead they emphasized the ‘objective’ description of a
location, showing a preference for landscape that included everyday
features of industrial culture. This style, suggesting a tradition of
documentary rather than formalist photography, is related to the idea of
‘social landscape’, which explores how man affects his natural
environment. Jenkins traced the style back to several photographic series
by Edward Ruscha in the early 1960s of urban subjects such as petrol
stations and Los Angeles apartments.

www.absolutearts.com/artsnews/2004/04/12/31961.html

en.wikipedia.org/wiki/New_Topography

New Topography or New Topographics is a movement in photographic art in which the landscape is depicted complete with the alterations of humans. It is sometimes seen as a reaction against natural landscape photography, of the sort exemplified by Ansel Adams' photographs of Yosemite. While natural landscape photographers are often careful to depict only wilderness, the photographers of the New Topographics show landscapes that include roads, housing projects, bridges, and other man-made additions to the landscape.

The 1975 exhibition New Topographics: Photographs of a Man-Altered Landscape defines this movement. William Jenkins organized this exhibition for the George Eastman House International Museum of Photography and Film, Rochester, NY. It included works by
Robert Adams,
Lewis Baltz,
Bernd and Hilla Becher
Joe Deal
Frank Gohlke
Nicholas Nixon
John Schott
Stephen Shore
Henry Wessel, Jr.

Exhibition Catalog

New Topographics: Photographs of a Man-Altered Landscape, William Jenkins, ed. International Museum of Photography (Rochester, NY), 1975.

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Manifesto della neotopografia (27/07/2002)

Noi siamo i discendenti dei Nuovi Topografi, che ci hanno indicato la
strada da percorrere.

Di Adams ce n\'è uno solo: Robert.
Rinneghiamo l\'estetismo compiaciuto e la Falsità dei truccatori:
crediamo nella Verità solo e soltanto perché essa è nuda e invisibile.

Noi non pieghiamo nulla e nessuno al volere della nostra indole: siamo
inermi e sopraffatti dalla Bellezza, e non la ricerchiamo. Noi non
cerchiamo nulla.

Fotografiamo il territorio circostante perché non si deve mettere in
posa: esso sta, qui e ora.

Non aspettiamo l\'attimo fuggente: esso è, qui e ora.
Non attendiamo l\'affanno di un nuovo progetto, né una nuova idea: il
progetto siamo noi stessi.

Il neotopografo ama fare la fotografia, perché in quel momento essa è
solo il nutrimento della sua anima.

Il neotopografo non ha il culto della personalità, ma ama ciò che
guarda.

Il neotopografo non vuole "fare una bella fotografia", ma si abbandona
all\'inconscio tecnologico della macchina perché la Bellezza entri con
passi felpati dalla porta di servizio.

Chiunque può divenire neotopografo, purché abbia la fede.

Lo Stilita
pietropesaresi.altervista.org
Lezioni di Neotopografia

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La fotografia dei New Topographics


" mondo é infinitamente più interessante
di qualunque opinione possa avere su di lui "

Nicholas Nixon


I primi anni ' 70 hanno registrato la affermazione della correrne culturale denominata "Nuova Oggettività".Un nuovo modo di affrontare i problemi della rappresentazione del territorio e delle umane interazioni che in Europa ebbe nello scrittore e regista tedesco Peter Handke un indiscusso caposcuola. In continuità ideale con la ricerca formale degli europei, taluni tra i più sensibili fotografi americani di quella generazione iniziarono ad interrogarsi sul concetto di stile nella rappresentazione del territorio attraverso la fotografia.

Nella primavera del 1975 il critico W.Jenkins raccolse in una mostra alla George Eastman House di Rochcster NY, un
certo numero di questi fotografi coniando per loro (non senzaqualche distinguo da parte di taluno dei partecipanti) la
definizione di "New Topographics" (Nuovi Topografi).

Il sottotitolo della mostra recitava: A Man Altered Landscape (Il paesaggio modificato dall' Uomo) ed era indicativo del tentativo dei fotografi di "leggere" il paesaggio attraverso le tracce lasciate dall'uomo sulla sua superficie visibile.

Il nodo essenziale era quello dello "stile', un problema di Calviniana e Barthesiana ascendenza. I Nuovi Topografi avrebbero voluto rappresentare il Mondo senza interpretarlo, senza introdurre nella loro lettura del Mondo quell'insieme correlato di pregiudizi e preconcetti di cui siamo, inevitabilmente e "culturalmente" portatori, vero e proprio "grado zero" della fotografia che si impegnava a rappresentare un paesaggio lontano anni luce dagli stereotipi della wilderness (Ansel Adams) o dalla celebrazione estetica della norma (Minor White).

Una "campionatura della realtà " che si é spinta a considerare persino le variabili atmosferiche come disturbanti "bizzarrie" (Gholke). Negli anni successivi alcuni dei fotografi coinvolti nell'avventura della cosiddetta "Nuova Topografia" hanno continuato ad avere stretti contatti con la cultura europea fino a scegliere di lavorare quasi esclusivamente nel Vecchio Continente. L.Baltz, R.Adams e S.Shore di cui si segnala una pregevole riedizione dell'ormai introvabile "Uncommon Places" adottando un punto di vista "freddo", tendevano a sottolineare gli aspetti sublimi delle cose di tutti i giorni. Caso emblematico di questo approccio "neutro e del trattamento" minimo dei soggetti e quello dei tedeschi Berndt e Hllla Becher, con una vera e propria scuola tedesca i cui esponenti di spicco sono i loro allievi Axel Hutte e Andreas Gursky.

Una certa maggior carica ironica e l'utilizzo del grande formato hanno permesso a Joel Sternfeld di realizzare le sontuose immagini contenute in "American Prospect" (ristampato ora in un formato più ampio ed arricchito
di fotografie inedite appartenenti al progetto onginale).

Luigi Tirittico

Lugi Tiriticco, insegnante, fotografa dal 1982
si occupa attivamente di fotografia americana dal
1986. E' curatore del sito di immagini e critica
fotografica www.fotologie.it

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