Stesso piano...

Stesso piano...

Viviamo indifferenti,
ma sullo stesso piano.

Qualcuno il suo futuro
saluta con la mano.

Qualcuno guarda solo
verso il suo obbiettivo.

Qualcuno passa in fretta,
qualcuno resta vivo.

Se c’è un piano per tutti,
è un po’ sconclusionato.

Non me l’avevan detto
quando sono nato...!


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Uploaded on Feb 21, 2012

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GRUIIIIIK...!

GRUIIIIIK...!

Capita tuttavia che un invito buchi la barriera di sana indifferenza incollata sui miei occhiali neri.
Così, recentemente, un club ultraselettivo ed ultradissoluto richiede la mia presenza ad una serata bondage.
Avevo appunto uno specialista fra le mie conoscenze. Decido di fargli uno sqillo di Skype, dato che per espandere la mia mancanza di disponibilità tipica delle Stars, non possiedo che un forfait venti minuti + tre sms.
-Alex, sono invitata ad una serata bondage.
-Ah guarda, Maya, come…
-Smetti di importunarmi con le tue chiacchiere senza interesse, tinca.
Il bondage, non è quello che si applica sulle ferite?
-No, quello è il bendaggio
-E’ l’arte di montare gli spezzoni di film?
-No quello è il montaggio.
-OK ricevuto.
-Posso venire con te?
-Certamente no, l’invito dice uno + 1, è appena sufficiente per me ed il mio ego,
bisognerà già che mi stringa. Bene ciao.
Avendo dedotto dalla conversazione che una serata bondage era più o meno una serata bendaggio e montaggio, mi arrotolai in due bei rotoloni di garza, fermando con pezzi di scotch, qua e la, strisce di pellicola. Completai con due tubi collegati dal naso alle orecchie. Poi presi la Limousine fino al luogo ultraselettivo ed ultradissoluto – la Schwelle 7 a Berlino, nel caso vogliate tentare di farvi rimbalzare all’entrata.
Il proprietario, un gran calvo, probabilmente pensionato dell’antiterrorismo, mi lasciò passare dopo un’ esame oculare interminabile. Quando si ha un’aura così intensa come la mia e dei tubi nelle narici, dovete abituarvi ad essere guardati. La gente, tenta sempre di captare una particella della mia energia, è normale, ma è anche la ragione per cui io fulmino al Taser chiunque provi ad allungare la mano su di me.
All’interno della Schwelle 7, avanzando fra drappeggi e candele, si allargavano una cinquantina di persone tutte vestite di latex. Dedussi immediatamente che il bondage era in effetti uno sport apparentato con l’immersione subacquea, ma con i tacchi a spillo.
- Allora sgallettate, avete dimenticato le vostre tube? Dissi notando un gruppo di donne che tenevano i loro belli al guinzaglio – una sana pratica che dovrò considerare non appena avrò trovato qualcuno di decente (Ahmadinejad, il mio cuore è libero e la tua barba è dolce).
- Silenzio, rispose una delle dominatrici. La performance sta per comuinciare ed il maestro Zatoishi Sashimi ha bisogno di un silenzio totale. Dopo aver lungamente scaricato il mio Taser sull’impudente che aveva osato parlarmi con questo tono, mi accorsi che effettivamente, tutti si erano silenziati versione mutismo. Appena disturbata dall’odore di bruciato proveniente dal cadavere convulso ai miei piedi, acconsentii a mettermi al diapason con l’atmosfera museale del luogo. Notai allora la scena, dove un asiatico in kimono preparava una sottomessa Danese in costume tradizionale – una pelle di bestia su vestito di aringhe cucite vive. Avendo dimenticato i nomi degli officianti, li chiamerò d’ora in avanti Pokémon Sudoku e Grunt Larson.
Una musica da film di samurai si alzava da dietro le tende rosse e ricordo di aver pensato : “Ollalà, come se la tirano”, ma Fra il pubblico nessuno fiatava. Capii che bisognava puntare all’inesistenza.
Cinquanta persone facevano come se assistessero ad una scena d’intimità che, per la più grande delle combinazioni, si trovava a svolgersi su una piattaforma e sotto dei fari, dopo averti sollevato di cinque euro all’ingresso.
Stravaccata su un canapé-cubo, un bicchiere di spumante in mano, decisi di non spezzare l’incanto. Sia resa grazie al mio self-control : non sono un mostro. Non dico ai marmocchi che Babbo Natale non esiste, in consequenza di ciò, non dico ai feticisti che Pokémon Sashimi è maestro di bondage come io sono cruciverbista.
A dimostrare che, malgrado i miei sforzi, io ho un’anima.
A qualche metro, il dominatore giapponese comincia il suo lavoro di tessitura. Che dura un’eternità, probabilmente perché questi immigrati asiatici sono pagati ad ora. Per ogni nodo sentivamo l’intensità drammatica. Ad ogni corda tirata una riflessione esistenziale profonda.
E’ il momento in cui il mio ventre si è messo a gorgogliare. Grouiiiiik.
Concentrata sulla performance, restai disinvolta, plom plom plom, l’aria di niente. La sottomessa, già metà insaccata, rovesciò la testa indietro, gemendo nella lingua natale – un lungo “strøøøøø” uscì dalle profondità della sua gola, o può darsi dalle branchie delle aringhe che agonizzavano attorno alle sue anche. Mi trattenni dal saltare sulla scena, Tazer alzato, urlando” Ma finitela una buona volta, non vedete che quest’animale soffre”.
Gli altri spettatori sospiravano di gioia. Allora cercai sul mio telefono il numero di Greekpeace, Pokémon Sushi fece colare della cera calda sulla coscia della Danese.
“Strøøøøø”, ancora una volta. E grouiiiiik, uscì dal mio ventre.
Qui è necessario procedere al coito interrotto che chiamiamo disgressione. (Prendete nota per l’ampliamento del vostro vocabolario). Per un sorriso del Disegno Intelligente, o più probabilmente una merdina morfologica, la mia pancia, non si manifesta CHE nelle atmosfere di raccoglimento.
In tempo normale, sa comportarsi. Ma mai durante i funerali, le prime notti romantiche, le riunioni di lavoro, i minuti di silenzio.
E manifestamente, mai durante le serate bondage che esigono un silenzio perfetto.
Grouiiiik.
Malgrado un interessante tentativo di farmi passare per una pianta in vaso, poi per un pneumatico, tre persone avevano già notato il rumore – e la sua origine.
Fortunatamente, la performance arrivava alla fine. La sottomessa, attaccata asimmetricamente ad un gancio al soffitto, si faceva tirare negli spazi dal maestro giapponese che diceva "humpf humpf" a causa dello sforzo.
Grouiiiiiiiiiiiiiiiiik
L’ultimo gorgoglio, risuonò in tutta la stanza, facendo tremare il suolo, esplodere le finestre – prova se ce ne fosse bisogno che non si scherza con Maya Mazaurette, né con il suo transito intestinale.
Cinquanta feticisti si girarono nella mia direzione. Pokémon Manga rischiò di lasciare la sua corda.
La Danese mi lanciò uno sguardo accusatore. Le aringhe stesse sembravano fissarmi.
-Malmø smoerrebr- ! dichiarò la Danese.
Davanti a quello che mi sembrò rivelare una dichiarazione di guerra, ma non sapremo mai con questa lingua di barbari, optai per la sola azione sensata : verificare le batterie del mio Taser, constatare che sarebbe stato figo folgorare tutti i partecipanti ( specialmente che alcuni sarebbero stati capaci di amare il trattamento), e conseguentemente, tirare uno sprint da ninja sotto anfetamina.
Mi ci vollero dieci minuti per raggiungere il più vicino Burger King e dieci secondi per inghiottire trentacinque Whoopers. Asciugando il ketchup che colava sul mento, notai che tutti i clienti mi guardavano con stupore e tremore.
- E’ la mia aura pensai.
Poi levai i tubi dalle mie narici, e questo fece che andasse un poco meglio.

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Uploaded on Feb 16, 2012

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Giustizia per le vittime dell' amianto...!

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Uploaded on Feb 14, 2012

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a conquistare la nostra primavera...Play Video

a conquistare la nostra primavera...

ancora un giorno va'...

ancora un giorno va'...

Secondo una leggenda,
una merla bianca con un piumaggio splendido, era regolarmente strapazzata da gennaio con il suo gelido freddo che si divertiva ad aspettare che la merla uscisse dal nido in cerca di cibo, per spruzzare la terra di freddo e gelo.
Stanca delle angherie sempre frequenti, un anno la merla decise di provvedere a fare scorta di cibo in dicembre e per un mese intero e poi si rinchiuse nel suo nido per tutto il mese di gennaio che allora aveva 28 giorni.
La merla nell’ultimo giorno del mese, credendo di aver raggirato il pestifero gennaio uscì dal nido e si mise a fischiare per prenderlo in giro.
Gennaio si arrabbiò talmente tanto che prese da febbraio 3 giorni, durante i quali scatenò vento, gelo, pioggia e bufere di neve.
La merla si rifugiò in un camino che fumava e vi rimase per 3 giorni ed era sì salva però le sue
piume erano annerite per il troppo fumo assorbito e così rimase nera per sempre.

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Uploaded on Jan 31, 2012

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