Benino

Benino

La vita è come quel giorno in cui in terza elementare ho preso benino.
Lo sguardo di stupore e biasimo della maestra, mia mamma che mi fa rifare il compito da capo, a casa, e io che torno con la vergogna incisa in ogni molecola a darle il compito vero, il MIO, non il BENINO, io non ero quello, non dovevo essere un benino.

Per tutta la vita ho rincorso un ottimo che non sono mai stata, perchè l'ottimo non esiste e perchè nessuno è in grado di giudicare l'operato di un'altra persona.

Per tutta la vita ho rincorso una domanda sola, la domanda che la vita non ti fa mai, quella che invece tutti ti pongono senza in realtà volere una risposta, mai.

Tante di quelle volte ai milioni di "come stai?" ho risposto "bene". A volte anche benissimo.

E invece dentro stavo come in quel tratto di penna rossa, stavo in quella B con i riccioli e sproporzionata rispetto al resto, stavo in quel tratto deciso ma sbilenco sul foglio incompleto.

Benino, suppongo.

Perchè nessuno me l'ha chiesto allora?

Come sarebbe bella la vita, le domande, le risposte, se qualcuno mi avesse insegnato che un giudizio non è una verità assoluta, che una pennellata non rovina un quadro.

Annaspo ora, è vero. Ma sto sempre bene. Rifaccio i compiti da capo da allora e sbagliare per me è sempre stata una vergogna imposta. Non sono così.

Son fiera dei miei benino.

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Uploaded on Dec 16, 2011

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Buona domenica

Buona domenica

Questo sabato sembra proprio domenica.

Mi affaccio alla finestra e mi chiedo quanto sia caldo l’asfalto. Guardo Teresa e click.
Fermo tutto e tutto attende, sabato è fatto così.

Oggi M. aspetta la serata più bella della settimana, quella in cui potrà ignorare il mondo e decidere di farci entrare solo Lui. I miei amici aspettano di andare a ballare. Teresa da sola, in strada, aspetta che la sua padrona torni a guidarla su quell’asfalto caldo, quanto caldo? E’ molto importante.

Io, dal mio canto, mi siedo qui. C’è un sax che suona molto vicino, troppo vicino, e si mette là nel mezzo, tra la mia gioia e la mia indisposizione.
Vorrei proprio conoscere chi sta suonando questo sax in questo sabato. Sicuramente, come me, non aspetta niente. Sicuramente anche per lui è domenica.

Ho pensieri talmente veloci che si sorpassano, e il filo del discorso si annoda in un secondo. Mi chiedo chi ha avuto il coraggio di cercare di sciogliere questi nodi che ho in testa, e non mi so rispondere. L’altra sera ho desiderato qualcuno che avesse abbastanza unghie per tentarci, e oggi mi rispondo alla domanda che avrei dovuto pormi quella sera: se oggi per te fosse sabato chi accoglieresti tra i tuoi nodi? Chi aspetteresti con quei nodi in gola?

Le risposte non sono sempre così importanti. Infatti non ne ho e me ne fotto. I dubbi nel 90% dei casi nascondono indiscutibili certezze.
Per questo mi rallegro che questa giornata così calda, così intera e vuota, mi sembri domenica.

Non mi pongo il problema di non aspettare nessuno perché inconsciamente lo bypasso.

Mi indovino sempre, io.

Nonostante voglia mettere i tappi per le orecchie alla vita, mi ascolto.

Ieri ho letto una frase su facebook. Diceva “se in un momento di difficoltà cerchi una mano, la puoi trovare alla fine del tuo braccio”. Mi è sembrata molto cretina.

La salvezza, nel mio caso non la cerco. Mi trova sempre lei.
Nonostante io mi nasconda da tutti così bene.

Posso incontrarmi tranquillamente in un sabato e potermi augurare buona domenica.

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Uploaded on Jun 25, 2011

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Pronto?

Pronto?

E’ come se aspettassi il mondo
Perennemente.
Come se mi stesse covando una cabina telefonica e mi avesse fornito come scopo, unico, attendere.
Fisso la cornetta come un tè alla pesca.
Qualcosa che potrà gelarmi lo stomaco e rinvigorirmi la mente

-Sai, carissima, la vita è una merda e lo sappiamo entrambe.
Ma questa non è, e ripeto, NON E’, una ragione valida per metterti il vestito buono e aspettare la tua messa.
Perché il tempo è un cane feroce.
Legalo. Legami. Trova una scusa per fare il tuo dovere, cogli l’occasione per lasciartela sfuggire.

-Che cazzo stai dicendo?

-Quello che hai sempre saputo.
Non sono che una vagina, un utero, una placenta.
Ciò che ti ha generato è il tempo. E’ solo a lui che devi riconoscenza.

Pronto?

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Uploaded on Jun 21, 2011

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Fiera.

Fiera.

Ho 17 minuti
Per colmare il vuoto che ci siamo dati.
Fissate le nostre ore di sonno
Prima di nutrirci ancora
A vicenda.
E mi narri del tuo io.
E mi narro del mio me.
E mi piace
Sia l’uno
sia l’altro.
E mi dici: guarda
Non so se questa teoria
Dell’albatros
Valga per me
Che sto male in terra
Quanto in volo.
Ma tu corri, signore mio
Ti nutri di vento e di polvere
Sei un animale di ben altra stoffa.
Non hai bisogno di librarti
Eccelli già in terra
Ma il vento lo assapori
Come me.
Per questo
In vita
Non potremmo mai
Prenderci per mano.
Mi canti il tuo terreno da lassù
E io da qua, dal basso del mio cielo
Ti spiego l’aria.

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Uploaded on Mar 31, 2011

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C'è ancora posto

C'è ancora posto

Prego, si accomodi.
Non aspettavo nessuno.

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Uploaded on Jan 3, 2011

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