new icn messageflickr-free-ic3d pan white
View allAll Photos Tagged Ziu+Martine

Link: ift.tt/2Ih0g8o Nome della Pagina: Sardegna al Mare "sardegnaalmare" Grazie a @manu_tegas per aver usato il nostro hashtag #SardegnaAlMare: Ziu martine:blue_heart: _ _ _ #lanuovasardegna#focusardegna#ig_skyline#volgosardegna #volgoitalia#italian_trips#thehub_sardegna#lauralaccabadora #sardiniamylove#sardegna_reporter#sardegna_super_pics#bestsardegnapics#sardegnaofficial#sardiniaexperience #sardegnaalmare #vivosardegna #sosbattormorossardegna #tbt#visitsardinia#ig_perlas#sardegnageographic #yallerssardegna #sardegnagram#volgosocial #travelblog#top_italia_photo #travelgram#worldtravel#instatraveling #yallersitalia www.SardegnaAlMare.it ift.tt/2pRaBRA Creata da: March 30, 2018 at 05:23PM Dalla Pagina: ift.tt/2HWFDPu Info su: www.SardegnaAlMare.it

sigma dp1s

 

www.flickr.com/photos/tamata80/5524118578/lightbox/

 

purtroppo mi sono accorto solo tornato a casa che avevo scattato in JPG

col raw avrei valorizzato di più il cielo. Alla fine comunque non mi dispiace il risultato.

1 maggio 2015 Di norma oggi dovrebbe essere riposo, in teoria dovremmo andare al mare “che dici se prima facciamo una breve camminatina?”, propongo speranzosa, e il Nozz subito mette nel GPS i punti delle nurre di Cuccuru su Corvu, prese da Sardegna Speleologica. “Cerchiamo nurra di Cuccuru su Corvu”. Hai detto niente. Parcheggiamo la macchina al valico e veniamo investiti da uno stretto interrogatorio da gitanti dorgalesi, tipo chi siamo, cosa facciamo, perché, da soli siete matti, conoscete la zona meglio di noi. Te credo, ormai, a parte le nurre, Cuccuru su corvo è cosa nostra. Bon, bando alle ciance, seguo il Nozzolone che mi porta per una specie di traccia manco troppo difficile “la nurra sta qua?” “no, 100 metri sotto!” tento così di deviare verso il basso senza esito, il Nozzolone prosegue dritto poi si ferma davanti a un buco di niente e presume che sia la nurra, anzi ci butta un sasso che finisce dopo un centimetro. “Andiamo sotto allora” macchè, non c’è verso di spostarlo in basso, nemmeno la minaccia “ci vediamo alla macchina” “no!” “perché?” “non puoi andare da sola in quelle condizioni” senti chi parla, in effetti, penso che sia meglio per me non lasciarlo solo in quelle condizioni. Allora, visto che non andiamo sotto, devio per la cresta, per lo meno è più ventosa “tu vai dritto, io vado a vedere la cresta” il chè mi regala la vista di tre mufloni che scappano. Stavolta il Nozz mi raggiunge alla cresta e in breve torniamo alla macchina. “Allora la cerchiamo alla quota giusta, tagliando dritto per dritto il Cuccuru”. Si, ma c’è un vallone di mezzo che, a dire il vero, ci facilita molto la progressione su sti taglienti, inconcludenti calcari. Al punto presupposto non c’è nurra in vista, però siamo stanchi-morti-stufi-grondanti sudore e non è il caso di proseguire oltre. Va beh, andiamo al mare a Ziu Martine. Il Nozz monta una tenda beduina per mettersi all’ombra sotto un sasso che fa ombra di suo, si mette giù tutto nervoso che si vede distante tre kilometri che gli scoccia tutto sto sole di riverbero. Per non aver il riverbero del nervoso me ne vado a zonzo a far osservazioni scientifiche di certi animalacci blu mai visti, tipo barchetta, che infestano tutto il mare schiumoso di suo “saranno scappati dall’acquario di Calagonone sti qua”. Mi vien un gran caldo e tento il bagno tra le bestiacce, ma mi sovviene che se scivolo con sta caviglia mi gioco i calcari, adiosa, leggo il libro sardo e faccio foto artistiche che è meglio!

Ziu Martine ( Dorgali)

Ziu Martine (Dorgali)

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Link: ift.tt/2Ih0g8o Nome della Pagina: Sardegna al Mare "sardegnaalmare" Grazie a @manu_tegas per aver usato il nostro hashtag #SardegnaAlMare: Ziu martine:blue_heart: _ _ _ #lanuovasardegna#focusardegna#ig_skyline#volgosardegna #volgoitalia#italian_trips#thehub_sardegna#lauralaccabadora #sardiniamylove#sardegna_reporter#sardegna_super_pics#bestsardegnapics#sardegnaofficial#sardiniaexperience #sardegnaalmare #vivosardegna #sosbattormorossardegna #tbt#visitsardinia#ig_perlas#sardegnageographic #yallerssardegna #sardegnagram#volgosocial #travelblog#top_italia_photo #travelgram#worldtravel#instatraveling #yallersitalia www.SardegnaAlMare.it ift.tt/2pRaBRA Creata da: March 30, 2018 at 05:23PM Dalla Pagina: ift.tt/2HWFDPu Info su: www.SardegnaAlMare.it

il Gatto della Spiaggia di Ziu Martine... ha occhi di marinaio e guarda sempre il mare.

Ziu Martine ( Dorgali )

Appuntamento ore 8 con Giammichele, chissà cosa ci propone. “”Qualcosa di semplice viste le vostre condizioni” e ci porta per scala Peichinus, ossia il passo delle galline, passetto passetto. Altro che passetto passetto, è una rampa dritta che levati, fortuna che Giammichele si ferma a fumare ogni ombra che trova. Arriviamo contenti assai a Su Listincu, il lentisco, con fenomenale panorama sul rio flumineddu, laddove c’è un cuile in via di ricostruzione. Come dire, siamo arrivati? Macchè “volete vedere la grotta di Su Listincu?” domande da speleologo a speleologi, certo che siiiiiiiiiiiii. Non contento mi dice che la grotta prosegue bella per una decina di metri, basta infilarsi là. Ossia in una strettoia terrosa che mi riduco un sanlazzaro e mi sono pure portata la digitale per fotografare una colonna che sai quante ce ne sono da noi più belle. Ma tant’è. “Però Giammichè, la grotta soffia” che se fosse nostra l’avremmo scavata che non ti dico quanto. Lui però fa spallucce “sarà qualche buchetto che porta fuori”. Si, 4 kilometri dopo per lo meno. Bon,nostra non è, il mio dovere morale in quanto speleologa l’ho fatto e ora andiamo a Sa Lacana, dopo aver disdegnato una bella salita per Monte Sos Guttorgius un’ora andare e una a tornare (che non avrei disdegnato affatto personalmente..). Sa Lacana è una pozza d’acqua che mai ti saresti aspettato tra calcari. Giammichele me ne offre una tazza come fosse rosolio e tanto la bevo,con somma venerazione, la beve anche il Nozz che di solito fa lo schizzinoso con l’acqua stagnante. Giammichele poi si fa anche le abluzioni, perché qua l’acqua sacra è. Bon, ora ci porta per orchidee. Veramente ne avevo fotografare tante ieri, ma se proprio devo…ce n’erano poche stente, a detta di Giammichele, sono state divelte dai costruttori di sentieri. Anche loro, peggio del costruttore di Tuvixeddu. Poi ci fa vedere la grotta di Su Crou dal basso. Come dal basso!! Ci voglio salire. “Non so se sia il caso con quella caviglia, c’è da arrampicarsi, facile ma c’è”. Il fatto è che questa è una grotta gigantesca a vedersi, mezza montagna bucata, ti fa una voglia che levati, l’avevo vista e vagheggiata fin dagli albori sardi, avevamo pure provato inutilmente ad arrivarci e ora? Noooo!! Ci devo andare, tanto sono a perdere, al massimo muoio e mi seppellite qua che son contenta una cifra. “Sei adulta e vaccinata, vai”. Infatti, mi cerco il sentiero che è anche tracciato, come è tracciata la via di salita per la grotta, ometti provvidenziali che mi indicano la scalata. In men che non si dica sono alla grotta che chiude la infame. Senza aria alcuna poi. Ma la visione è stupenda e perdo tempo a far foto. Quando sento il Nozz che chiama devo scendere. Si,ma dove? Orco cane, e chi si ricorda? Cerco una traccia che mi porta nell’abisso “San Bachisio aiutami tu” e lui pronto mi fa tornare indietro e prendere la via giusta, ecco l’ometto, che smaltita! Torno sana e salva, pimpante assai e scendiamo tutti per scala Su Crou. Bella assai e ben messa. E mò? Al mare a Ziu Martine, che manco scendo e il sole se ne va così resto lì a prendere un sacco di freddo marino, fa tanto bene l’aria di mare, non ti dico quanto! “Nozzolò, è ora di cena, torniamo!” “ma se sono le 5” “si ma ora che si cuoce sto riso che abbiamo comprato…” il tempo di prepararci e torna il sole, perché si sa, lo speleo ama il buio freddo e San Bachisio lo accontenta.

•San Bachisio . Il nome – non riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa – deriva da Bacchus, indica chiaramente che prima che il duca bizantino Zabarda sconfiggesse definitivamente il re dei Barbaricini Ospitone, si praticava il culto orgiastico. Furono poi i bizantini, paghi di salvare le apparenze della religione cristiana senza poterne imporre la sostanza, ad ottenere lentamente che Bacco fosse trattato alla stregua di un santo cristiano. San Bachisio è il patrono di Bolotana ed è proprio nei bassorilievi di quella chiesa che il culto orgiastico risulta manifesto.

 

 

2.4.2014 Irveri. Urka c'è un nebbione che nasconde l'Oddeu e pensare che volevo proprio andare a quella grotta che vedo dalla finestra e mi chiama insistente. Il Nozzolone propone di cercare la nurra dell'Irveri, sempre grotta è. Andiamo. E' dalla prima volta che veniamo in Sardegna che la cerchiamo senza esito, ma stavolta il Nozz ha il punto GPS. Saliamo per l'Irveri dal sentiero per Cartoe incontrando due vecchiotti (avranno la nostra età) che ci mettono al corrente che loro si dirigono ad un ovile ricostruito “noi no, a cercare la nurra” “dove hanno detto che vanno?” chiede lei “in giro senza meta” risponde lui. Ah va beh. Invece seguiamo una serie di ometti col Nozz che, guardando il GPS, borbotta “non è qua” ma gira gira e ci casca sopra. Non l'avremmo mai e poi mai trovata, sta nella fitta, impenetrabile, macchia di lentischi. Stai a 5 cm e non la vedi. Infatti lui l'ha trovata dicendo “il GPS dice che questo è il punto ma la nurra dov'è?” sotto i piedi. E' nurra, ossia dovrebbe essere voragine, Pietro dice che col mare in tempesta esce lo spruzzo d'acqua. Intanto non mi pare sta voragine, c'è uno scivolo terroso e con tutta la titubanza del caso entro nella strettoia dopo lo scivolo. Pozzi non ne vedo, solo due sale una sopra una sotto in mezzo a un caos di basalti rotti. Fortuna che la Sardegna non è sismica,sono parecchio in bilico tutti. “C'è aria?” mi strilla il Nozzolone. Ben un po' d'aria la sento ma da dove provenga non si sa, non saprei nemmeno dove scavare fosse mia, dovrei aspettare il mare in burrasca. Così esco e ce ne andiamo all'ovile ricostruito verso la cima dell'Irveri. Una magnificenza, si chiama cuile ziu Tattanu e il Nozzolone sembra proprio sto Tattanu gli mancano solo le cabrittas. E mò? Sopra incombe la nebbia e il sole brilla solo a Gonone. “Andiamo al mare perchè in palestra dicono che in Sardegna si va per il mare, a camminare in Abruzzo”. Stavolta andiamo a ziu Martine, dovrebbero esserci i fossili e non ne trovo manco uno. Prendo quel po' di sole per le ossa e via,a salutare Giorgio, che si è fossilizzato all'età di 40 anni, il tempo per lui non passa, è sempre uguale. Poi esigo di cercare i fossili per Luca al curvone per cuili Arta che lì ne ho trovati sempre un sacco. Macchè manco uno. É il Nozzolone che ha gufato perchè non vuole la macchina piena di sassi che il traghetto si affonda. A Eranu è presto per cui aiuto a Maria a piantare pomodori, più che altro le do fastidio per cui mi porta a vedere un bosco dove raccolgono legna. Come dire, pomodori non li sai piantare ma legna la sai fare? Segare si!!!!

 

2.4.2014 Irveri. Urka c'è un nebbione che nasconde l'Oddeu e pensare che volevo proprio andare a quella grotta che vedo dalla finestra e mi chiama insistente. Il Nozzolone propone di cercare la nurra dell'Irveri, sempre grotta è. Andiamo. E' dalla prima volta che veniamo in Sardegna che la cerchiamo senza esito, ma stavolta il Nozz ha il punto GPS. Saliamo per l'Irveri dal sentiero per Cartoe incontrando due vecchiotti (avranno la nostra età) che ci mettono al corrente che loro si dirigono ad un ovile ricostruito “noi no, a cercare la nurra” “dove hanno detto che vanno?” chiede lei “in giro senza meta” risponde lui. Ah va beh. Invece seguiamo una serie di ometti col Nozz che, guardando il GPS, borbotta “non è qua” ma gira gira e ci casca sopra. Non l'avremmo mai e poi mai trovata, sta nella fitta, impenetrabile, macchia di lentischi. Stai a 5 cm e non la vedi. Infatti lui l'ha trovata dicendo “il GPS dice che questo è il punto ma la nurra dov'è?” sotto i piedi. E' nurra, ossia dovrebbe essere voragine, Pietro dice che col mare in tempesta esce lo spruzzo d'acqua. Intanto non mi pare sta voragine, c'è uno scivolo terroso e con tutta la titubanza del caso entro nella strettoia dopo lo scivolo. Pozzi non ne vedo, solo due sale una sopra una sotto in mezzo a un caos di basalti rotti. Fortuna che la Sardegna non è sismica,sono parecchio in bilico tutti. “C'è aria?” mi strilla il Nozzolone. Ben un po' d'aria la sento ma da dove provenga non si sa, non saprei nemmeno dove scavare fosse mia, dovrei aspettare il mare in burrasca. Così esco e ce ne andiamo all'ovile ricostruito verso la cima dell'Irveri. Una magnificenza, si chiama cuile ziu Tattanu e il Nozzolone sembra proprio sto Tattanu gli mancano solo le cabrittas. E mò? Sopra incombe la nebbia e il sole brilla solo a Gonone. “Andiamo al mare perchè in palestra dicono che in Sardegna si va per il mare, a camminare in Abruzzo”. Stavolta andiamo a ziu Martine, dovrebbero esserci i fossili e non ne trovo manco uno. Prendo quel po' di sole per le ossa e via,a salutare Giorgio, che si è fossilizzato all'età di 40 anni, il tempo per lui non passa, è sempre uguale. Poi esigo di cercare i fossili per Luca al curvone per cuili Arta che lì ne ho trovati sempre un sacco. Macchè manco uno. É il Nozzolone che ha gufato perchè non vuole la macchina piena di sassi che il traghetto si affonda. A Eranu è presto per cui aiuto a Maria a piantare pomodori, più che altro le do fastidio per cui mi porta a vedere un bosco dove raccolgono legna. Come dire, pomodori non li sai piantare ma legna la sai fare? Segare si!!!!

Cala Gonone is an Italian seaside town and a civil parish (frazione) of the municipality (comune) of Dorgali, Province of Nuoro, in the region of Sardinia. In 2007 its population was of 1,279 inhabitants. The area around Cala Gonone was inhabited in the Nuragic Era. The remains of a Nuragic settlement can be seen at Nuraghe Mannu on the outskirts of the village, just off the road to Dorgali. The modern village was founded by a colony of fishermen from the island of Ponza at the beginning of the 20th century. The town is situated in the Bay of Orosei on the east of the island and in the geographical region of Supramonte, 9 kilometers from Dorgali, 41 from Nuoro and 108 from Olbia. Close to the village, and reachable by the sea, is the show cave of Bue Marino. Due to its natural environment (the territory is included in the Gennargentu National Park) and to the quality of its waters, Cala Gonone is a popular tourist venue. The beaches of the village are: the Spiaggia Centrale (central beach), S'Abba Durche, Cala Luna, Cartoe, Osalla, Sos Dorroles, S'Abba Meica, Ziu Martine and Cala Fuili.

Cala Gonone is an Italian seaside town and a civil parish (frazione) of the municipality (comune) of Dorgali, Province of Nuoro, in the region of Sardinia. In 2007 its population was of 1,279 inhabitants. The area around Cala Gonone was inhabited in the Nuragic Era. The remains of a Nuragic settlement can be seen at Nuraghe Mannu on the outskirts of the village, just off the road to Dorgali. The modern village was founded by a colony of fishermen from the island of Ponza at the beginning of the 20th century. The town is situated in the Bay of Orosei on the east of the island and in the geographical region of Supramonte, 9 kilometers from Dorgali, 41 from Nuoro and 108 from Olbia. Close to the village, and reachable by the sea, is the show cave of Bue Marino. Due to its natural environment (the territory is included in the Gennargentu National Park) and to the quality of its waters, Cala Gonone is a popular tourist venue. The beaches of the village are: the Spiaggia Centrale (central beach), S'Abba Durche, Cala Luna, Cartoe, Osalla, Sos Dorroles, S'Abba Meica, Ziu Martine and Cala Fuili.

Nuraghe Biriai. “Ajò che non piove, vi porto a nuraghe Biriai” ci dice Giammichele “Biriai? Mai sentito” risponde Pietro. Bon, non l’ha sentito perché sta in territorio di Oliena e si sa, Dorgali e Oliena sono come Atene e Sparta. Per arrivarci percorriamo stradine di campagna che mai avremmo pensato esistere nel verde territorio tra Dorgali e Oliena. Sergio si prende la traccia perché già sa che ritrovarlo è impresa ardua anche per chi non soffre di incipiente Alzheimer come noi. Finalmente parcheggiamo per proseguire a piedi con il solito salto di cancellate “le hanno messe gli archeologi?” “no, il padrone dei terreni”. Chissà cosa coltiva sto qua, cardi spinosi, lentischi ed erbacce invasive che tentano invano di intralciarci il percorso. Giammichele però prosegue intrepido fino a inerpicarsi su un grande masso granitico che troneggia tutto il territorio. “Questo sarebbe il nuraghe?” penso tra me e me. Invece. Arrivata in cima non vedo più né Giammichele né il Nozz. Inghiottiti dal masso che in cima presenta una ripida scala che conduce nelle viscere di Pizzo Biriai. E’ il nuraghe! Scendo pure io e vedo una finestra che si affaccia nell’abisso, una nicchia per la guardia nuragica e il vero interno nel nuraghe abitato da un Plecotus, volgarmente detto Orecchione. Io e Giammichele lo fotografiamo pensando sia l’endemico e raro Plecotus sardus scoperto da Mucedda. Lui si mette anche in posa passando con le zampette da un masso ad un altro del soffitto. “Questo è un protonuraghe, molto antico, tra i primi ad essere costruiti” ci spiega Giammichele mentre ci porta per campi incolti a vedere menhir e villaggio nuragico pertinenza del nuraghe che controllava, vista la posizione, tutto il territorio circostante. Tò ci sono anche schegge di ossidiana! E’ ancora presto e ci resta da vedere il Nuraghe Neulè, stavolta nel territorio di Dorgali. Altra strada più lago che strada, altro sentiero pieno di erbacce e pozze d’acqua. Incuranti di ciò arriviamo al nuraghe che è tozzo, basso e grosso, con tre vani all’interno. Intorno una pozza nuragica all’interno di una costruzione tonda e tantissime capanne, tutte immerse nella lussureggiante vegetazione esplosa con le piogge recenti. Visto che si è ben bagnato i piedi Giammichele ci abbandona al nostro destino e noi, stavolta, andiamo a funghi a Ghivine. Funghi niente ma processionaria a dismisura, pendente da ogni quercia. Il Nozz fa a bastonate a 360° come un rodomonte ma fatti pochi passi non ne può più. Nemmeno io che ogni volta rischio una bastonata vagante “andiamo a ziu Martine a prenderci un po’ di sole” propongo. Il sole c’è quanto basta, va e viene e mi fa passare dal pile al costume ogni 5 minuti. Certo il libro non c’è l’ho ma sto togli e metti mi fa passare il tempo che è una bellezza. “Va ben, ne no preso quanto basta” dico dopo un po’ “torniamo da Pietro e Maria che ci aspettano”. Si ci aspettano con i maiali squartati “volete un pezzo di fegato? Io lo mangio crudo” ci offre Pietro. “No grazie” risponde il Nozz gentilmente “sei un vero nuragico” gli dico che vorrei anche assaggiarne un pezzo così com’è. Invece ce lo cuciniamo con le cipolle, assieme al cuore, per far contento Pietro, si capisce!

Il lato più sassoso di Ziu martine

1