|
|
Giulia Nuvole's photostream |
|
la migliore specie
Una volta ci tornai lì
dove il vento si infilava fra i capelli
e il tempo aveva un altro gioco
dove ci incontrammo quella volta
quando ero ancora una creatura
e i desideri li portavo alti
e tu mi guardavi ma non dicevi niente
però come sapevi guardarmi
c'è ancora lo stesso vento
ma la ragazza seduta ad aspettare
lei non è più la stessa
L'amore non muore
ma può smettere di essere vita
Ero della migliore specie
umana ma non troppo
avresti dovuto stringermi allora
Conservai ogni minuscolo dettaglio
ebbi la meglio scoprendo nuovi modi
i più dolci e lenti per farmi fuori
fui l'unica a notarlo e da poche cose
dagli specchi coperti
dal panorama del viadotto
miseramente goduto dall'auto sbagliata
fra baci dati male, troppo violenti
non riuscivo ad accettarla
la solitudine dell'uomo
D'amore non si muore
ma si può smettere di vivere
Ero della peggiore specie
umana ma non troppo
avresti dovuto salvarmi, al tempo
Ho frantumato gli ultimi ricordi
perchè da allora non ho più cuore
dicono che succede in questi casi
non c'è gusto a star soli
ma io mi spogliai di tutto
nudi, ci tuffammo e nuotammo
ed eravamo insieme, ricordi?
io nuda in pieno inverno
proseguii da sola, ricordi?
quella paura che tu hai già conosciuto
ora tocca me, puoi capirmi?
Avremo potuto essere della migliore specie
ma siamo solo troppo umani
fossimo stati un pò più sinceri
ma siamo solo troppo umani
puoi capire questo?
lo capisci questo?
Padre, Madre,
se d'amore non so più vivere
potreste liberami adesso?
- giulia nuvole -
All rights reserved
Uploaded on Jul 9, 2009
maggio, 'e desidero solo colori'
Un lungo respiro, come per riprendere fiato dopo l'apnea. Un lungo respiro delicato, come per riprendere coscienza della realtà senza abbandonare del tutto il sogno. Sollevo appena la palbebra dell'occhio sinistro, quello libero dal cuscino, la lascio ricadere e la apro di nuovo. Senza chiedermi l'ora resto a guardare quell'immagine sfuocata, sperando che il sonno si lasci portare via da solo. Un raggio tiepido si fa spazio tra le persiane semi-chiuse, filtro di una periferia che si sta svegliando, pigra. Autobus, saracinesche, rifornimento settimanale di dolcuimi pre-confezionati per il bar, camion della spazzatura, ritiro di plastica e rifiuti organici, è giovedì.
Ha piovuto tutta la notte e tutto ieri e l'altro ieri, e un vento tiepido ha scortato pioggia e nuvole per chilometri e chilometri. L'estate è poco oltre la soglia, preannuncia l'appagamento di necessità impellenti, le persone sono come le stagioni¹ e quindi tutti hanno bisogno di tornare, ad un certo punto. E io scelgo la bella stagione. Già pregusto il nuovo grattandomi il braccio lasciato scoperto dalla manica corta del pigiama a righe.
Una figura inizia a delinearsi nell'immagine ancora sfuocata, un uomo, il mio uomo, in realtà uno qualunque, con una vita qualunque. Immagino di averlo accanto adesso, guardarlo mentre lui mi guarda, dirgli buongiorno accarezzandogli i capelli neri, sfiorare quelle sue ciglia scure con le labbra. Basterebbe, adesso. L'ho amato, come si ama sempre, amo ancora, come si ama sempre oltre la soglia di un 'poi': senza nessun tipo di desiderio. Volevo la sua vita, ma perchè? Non sono invecchiata con lui, ma di lui. Ho lottato contro anni e contro strade, contro paure e contro il mio stesso sangue, ho incontrato e combattuto altre gioie con il coraggio di cent'anni di vita. Sciocca, ho creduto di dovermi battere contro un destino che non c'è, quando poi ho smascherato il mio vero nemico, insospettato, invincibile, proprio lui che sentivo fondersi in me quando lo guardavo, che avevo inciso sulla pelle e ancora più a fondo, al quale mi illudo di aver imparato a dire 'no'. Io non voglio nulla adesso che amo il suo ricordo, ho riscattato i miei anni e difendo questa solitudine come l'attesa migliore, un ritorno segretamente desiderato degli occhi di un altro uomo, in un giorno lontano, di un sentimento uguale ma nuovo, perchè sarà il tempo ad essere ingannato dal suo stesso gioco. E tornerò bambina.
Ancora intorpidita lascio che l'altra metà di viso rimasta nascosta tutta la notte abbandoni il cuscino, mi alzo, a piedi nudi raggiungo la finestra e lascio che il nuovo sole, prologo del giorno che arriva, inondi la stanza con grazia lieve. Davanti allo specchio del bagno guardo quel viso che mi appartiene ora più che mai, una piccola cicatrice sulla fronte, il sopracciglio sinistro sempre spettinato, un minuscolo neo sul mento. Sono qui, sono io.
cominciamo.
*********************************
Girerò per le strade finché non sarò stanca morta
saprò vivere sola e fissare negli occhi
ogni volto che passa e restare la stessa.
Questo fresco che sale a cercarmi le vene
è un risveglio che mai nel mattino ho provato
così vero: soltanto, mi sento più forte
che il mio corpo, e un tremore più freddo
accompagna il mattino.
Son lontani i mattini che avevo vent'anni.
E domani, ventuno: domani uscirò per le strade,
ne ricordo ogni sasso e le striscie di cielo.
Da domani la gente riprende a vedermi
e sarò ritta in piedi e potrò soffermarmi
e specchiarmi in vetrine. I mattini di un tempo,
ero giovane e non lo sapevo, e nemmeno sapevo
di esser io che passavo-una donna, padrona
di se stessa. La magra bambina che fui
si è svegliata da un pianto durato per anni
ora è come quel pianto non fosse mai stato
E desidero solo colori. I colori non piangono,
sono come un risveglio: domani i colori
torneranno. Ciascuna uscirà per la strada,
ogni corpo un colore-perfino i bambini.
Questo corpo vestito di rosso leggero
dopo tanto pallore riavrà la sua vita.
Sentirò intorno a me scivolare gli sguardi
e saprò d'esser io: gettando un'occhiata,
mi vedrò tra la gente. Ogni nuovo mattino,
uscirò per le strade cercando i colori.
Agonia, C. Pavese
all' Angelo, mia coscienza
"Let the storm clouds pass and the tempest fade, dry your eyes my dear and don't be afraid because the daylight is coming and all our ghosts they have names"²
¹: sophia, people are like seasons
²: sophia, storm clouds
All rights reserved
Uploaded on Jun 9, 2009
aprile
'A te non rinuncerei mai!' è così che è cominciato tutto. Qui la sera si finisce per annegare in una serie di drink colorati serviti in bicchieri di plastica, in un locale dalle luci rosse e blu, a ballare sui Joy Division e i Cure. Oppure si finisce per annegare e basta. Le strade sono deserte, è bello guidare a quest'ora, l'asfalto si lascia risucchiare veloce e i lampioni sono bagliori di un istante, come se la notte, incredula, battesse ripetutamente le palpebre o, divertita, giocasse a far sparire per un attimo i contorni delle sue immagini.
'A te non rinuncerei mai!' . Lui è seduto accanto a me, non mi lascia, con un gomito posato sul bordo del finestrino, guarda fuori in silenzio, sempre in silenzio. La strada è sinuosa e regolare, ma io sono incapace di rispettare la grazia delle curve. Senza staccare le spalle dallo schienale tendo il braccio e accenedo l'autoradio, la voce vibrante di un uomo sta annunciando una lunga serie di numeri, morti, feriti, dispersi, un disastro rompe l'eco di quel 'mai' che mi aveva già riempito la testa e stava lentamente scendendo nello stomaco e fra poco le avrebbe invaso le viscere sottoforma di ricordo di un'emozione calda ora frammista a risentimento.
Il tragitto prosegue nello spazio vuoto tra i pensieri e le parole, ponte crollato tra i desideri e la vita, quella distanza impercorribile che impedisce alle nostre mani di sfiorarsi. Per quanto tempo ho lasciato queste dita a metà strada, e forse anche oltre?
Arresto l'auto sotto casa, spengo le luci, giro la chiave, slaccio la cintura, apro lo sportello nella solita sequenza automatica, mi accoglie la luce fredda dei faretti del cortile. Lui mi segue verso il portone, cammina a due passi da me senza far nessun rumore, la suola delle scarpe sul selciato, le gambe dei jeans che strusciano fra loro, il suo respiro, niente. D'altro canto io ho smesso di pregare parole da tanto, forse neanche le voglio più.
Vedi, non c'entrano le possibilità, non c'entra in destino, è solo questione di volontà.
Ed eccolo qui: il più grande gesto d'amore che la storia abbia mai visto, c' ho provato tante di quelle volte, ma adesso guardami bene, forse questa è davvero la volta buona, l'ultima, sto per renderti le cose più facili. La lampada da tavolo che ho sullo scrittoio emette un lungo ronzio prima di accendersi, la luce è fioca ma sufficiente ad illuminare la mia piccola stanza. L'amore si mostra per intero in questo istante, più forte che mai. E' tutto adesso che mi volto e scorgo il riflesso nel vetro, specchio appeso alla notte, mi mostra un volto troppo giovane, un cuore troppo affamato, un corpo che ha più fame, più fame ancora, in modo da non sentire. Alle mie spalle il suo profilo senza contorni si riflette ancora un poco, poi sfuma, si dissolve, luce che muore lasciando garbatamente il posto ad una cornice di buio per il mio ritratto. Quanti anni sto per guadagnare adesso, mentre incido un altro segno? guardami bene perchè sto per prendere la forza di mille uomini.
Và pure.
Giulia Nuvole
All rights reserved
Uploaded on Jun 9, 2009
cosa se non tu.
come in un trailer senza fotografi presenti
arrivavo al vetro opaco e con le dita a chiudere
porte o chiedere l'apertura di porte serrate
un solo momento la scusa della fretta
e l'attesa rimane sospesa nell'aria
d'un giorno che cessa d'essere giorno qualunque
come un uragano con un lampo negli occhi
come ogni nervo degli occhi rimane a fissare
cosa di quel fulmineo lampo rimane
cosa se non tu.
- Beppe Costa -
All rights reserved
Uploaded on May 26, 2009
ottava ora della notte
Restano tre monete chiuse nel palmo di una mano, la mia,
due monete da dieci centesimi, una da venti. Un risarcimento.
il dolore può non fare paura
tutti gli uomini sono terribilmente umani (roba da non crederci)
con la verità non ti ci paghi neanche un caffè.
"Vedere il lato bello , accontentarsi del momento migliore , fidarsi di quest'abbraccio e non chiedere altro [...]
fidarsi di quando ti cerca in mezzo alla folla [...]
l'amore è niente di più , sei tu che confondi l'amore con la vita"
P. V. Tondelli, biglietti agli amici
All rights reserved
Uploaded on Mar 23, 2009
la rivoluzione dei cuori
shemà
vision
-
Start a Photo Session PreviewPhoto Session requires JavaScript. If you wish to try Photo Session, please enable JavaScript in your browser and reload the page.
Because Photo Session uses exciting new web technologies, you can only use it if your browser supports them. Download the latest version of Chrome, Safari, Firefox, or Internet Explorer and try again!
You are using an older version of a supported browser, and may experience some problems. If this happens, please download the latest version and try again!
You are using an older version of Safari, and may experience some problems. If this happens, please download the latest version and try again!
You are using an older version of Chrome, and may experience some problems. If this happens, please download the latest version and try again!
You are using an older version of Firefox, and may experience some problems. If this happens, please download the latest version and try again!
You are using Internet Explorer 9, and may experience some problems. If this happens, please download Chrome, Safari or Firefox and try again.
There was a problem creating a Photo Session. Please ensure that you're connected to the internet and then reload the page.
Photo Session is over capacity! Sorry for the inconvenience. Please try again in a few moments.
One moment, please. We're creating a Photo Session just for you!
You must be logged in to create a Photo Session. You'll automatically be taken back here once you log in!
Here's a link to the session. Just copy and paste!
Or find people to invite:
Type a name or email address
Include an optional, personalized message:
-
Grab the link







