new icn messageflickr-free-ic3d pan white
Chiesa della Madonna delle Grazie (Maggia) | by renzodionigi
Back to photostream

Chiesa della Madonna delle Grazie (Maggia)

La chiesa di Santa Maria delle Grazie detta anche Santa Maria di Campagna, un chilometro a sud-est del villaggio di Maggia, è un edificio sacro di Maggia, in Svizzera.

La costruzione è a navata unica orientata, conclusa a un'abside semicircolare sulla cui muratura esterna è iscritta la data 1511. Le indagini archeologiche del 1976 hanno permesso di escludere l’esistenza di un precedente edificio romanico, accertando che solo una cappella poligonale forse del secolo XV preesisteva alla chiesa cinquecentesca, essa recava l'immagine miracolosa di Maria Vergine.

 

La sagrestia venne eretta tra il 1578 e il 1591. La cappella laterale aperta verso il 1626 (data incisa sul muro esterno) venne dedicata a San Giovanni Evangelista nel primo ventennio del secolo XVIII. La navata fu prolungata verso nord-ovest forse nel biennio 1705-1706; il portico laterale fu aggiunto tra il 1769 e il 1795 e quello principale all'inizio del secolo XIX. In seguito ai gravi danni causati dal 1905 al 1907 dalla costruzione della ferrovia vennero eseguiti lavori di risanamento e restauri negli anni 1919, 1931-1932 e 1976-1980, quest'ultimi a cura di Livio Vacchini e Aurelio Galfetti.

 

All'interno la navata è coperta da un soffitto ligneo a travature con listelli dipinti. Gli affreschi rinascimentali furono eseguiti da diversi pittori tra il 1516 e il 1529 come ringraziamento devozionale per la cessazione della carestia degli anni 1527-1529. Nell'abside: Incoronazione della Vergine attorniata dai simboli degli Evangelisti e angeli musicanti; nel registro inferiore, il Crocifisso tra la vergine e San Giovanni Evangelista e una teoria di dieci apostoli; in basso nello zoccolo, la Rappresentazione dei mesi solo in parte conservata. Sull'arco trionfale: l' Annunciazione del 1528, e i Santi Maurizio e Matteo; sopra i due Santi due iscrizioni ricordano, indicando gli alti prezzi del frumento, la terribile carestia che afflisse la Valle Maggia. Al maestro che dipinse l'abside è ascritta la figura di San Rocco sulla parete sud; la medesima mano realizzò forse anche il San Vittore sulla stessa parete, e sul lato opposto, la Madonna della Misericordia che accoglie sotto il manto i membri della confraternita.

 

Sulla parete meridionale la decorazione si sviluppa su due fasce sovrapposte, dipinte a riquadri da diversi pittori che hanno lavorato insieme forse a ridosso del ciclo dell'abside. Il registro superiore, assegnabile ad un artista arcaizzante, esegue un vasto ciclo con le Storie di Gioacchino e di Anna del 1528 circa; nel registro superiore: dodici scene; da sinistra a destra: Gioacchino cacciato dal Tempio, Gioacchino s'allontana da Gerusalemme, Annuncio a Gioacchino della nascita di Maria, Annuncio ad Anna della nascita di Maria, Incontro alla Porta aurea, Gioacchino nei campi, Nascita della Vergine Maria, Purificazione della Beata Vergine Maria, Anna accompagna Maria al Tempio, Maria in preghiera con l'angelo, Il Sommo Sacerdote convince Maria al matrimonio, Il Sommo Sacerdote raduna i pretendenti di Maria, eseguite forse da una pittore della stessa bottega cui apparteneva l'autore dei sette riquadri inferiori, affine allo stile di Bartolomeo da Ponte Tresa attivo nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli (Lugano) a Lugano.

 

Il registro inferiore - ma non lo zoccolo architettonico in prospettiva - spetta ad un pittore di qualità superiore, identificato in Giovanni Antonio De Lagaia di Ascona; da sinistra a destra sette scene continuano la narrazione: Il Sommo Sacerdote organizza una prova per la scelta del pretendente, Sposalizio della Vergine, Annunciazione, Natività, Adorazione dei Magi, Fuga in Egitto, Strage degli Innocenti (questa scena deriva da un'incisione di Marcantonio Raimondi di Molinella tratta da un disegno di Raffaello).

 

Al pittore del registro superiore sono attribuiti sulla stessa parete il porticato ornamentale, i San Lucio di Cavargna, protettore dei formaggiai, e San Sebastiano sotto le finestre e il frammento dell'Ultima Cena (con gamberi di fiume, salametti e formaggi in tavola) sulla parete nord su cui si conservano dipinti votivi con due Madonne in trono con il Bambino quasi identiche (quello nel registro superiore datato 1516), accanto a quella inferiore si trovano un Santo eremita (Sant'Antonio abate) (?) e un San Giovanni Battista, inferiormente mutilati dall'apertura della porta della sagrestia, nell'imbotte della finestra sovrastante è dipinto un trigramma bernardiniano, un frammento di Natività, resti di un'Adorazione dei Magi, figure di Santi e un'iscrizione del 1526.

 

Nell'abside a fungere da paliotto d'altare è un'Imago pietatis direttamente dipinta sulla pietra. A sinistra sta il baldacchino processionale con la statua della Madonna del Rosario addobbata, opera romana del 1728. La cappella laterale è decorata da stucchi e affreschi manieristici con Scene della vita di Cristo, gli Evangelisti e Santi, del 1626 circa; altare con tela della Madonna col Bambino tra i Santi Maurizio e Giovanni Evangelista, del secolo XVII. Lungo le pareti sono appesi numerosi ex voto prevalentemente ottocenteschi, fra cui spiccano diverse opere di Giovanni Antonio Vanoni di Aurigeno, testimonianza delle grazie ricevute e delle rimesse di molti emigranti valmaggesi.

 

2,514 views
0 faves
0 comments
Taken on January 22, 2011