''...niente di grave, la mia solita claustrofobia. Anche l'altezza mi mette paura, e il sangue e i terremoti; per il resto non temo nulla, tranne la morte, il pensiero di mettermi a urlare in mezzo alla folla, l'appendicite, e un attacco di cuore, già, anche questo; così me ne sto seduto nella mia stanza con l'orologio in mano e un dito premuto sulla giugulare, a contare i battiti ascoltando i misteriosi borbotii del mio stomaco. Per il resto, niente mi turba.'' J.F.