Vigeland Park, Oslo![]() ![]() Comments_oriana.italy_
|
[?]
This photo also belongs to:
TagsAdditional Information
|
_oriana.italy_
says:
Se passeggiare nel parco vi ha fatto venir voglia di sapere qualcosa in più su Viegeland, non resta che visitare il relativo museo, a poche centinaia di metri da questa oasi verde. Forse solo uno scandinavo, amante della natura come pochi altri popoli al mondo, poteva pensare di realizzare un parco e un museo allo stesso tempo. Creare un'arte in sintonia con la natura circostante e disponibile a tutti.
Il grande scultore è originario di un piccolo paesino, Mandal, situato sulla costa, vicino Lindenes, all'estremo Sud della Norvegia e per questo chiamato Sørkapp, Capo Sud. La famiglia abita questi luoghi già dal 1500 e possiede una fattoria in una zona denominata per l'appunto Vigeland. Il padre, mastro carpentiere e abile incisore nel legno, è colui che avvia inconsapevolmente il giovane Gustav alla futura notorietà.
Nella sua formazione di artista sono fondamentali l'ambiente profondamente religioso in cui cresce, e le vicende del padre, dedito all'alcool e invaghito di una ragazza al punto di abbandonare la famiglia per andare a vivere con lei.
Dopo un primo soggiorno a Kristinia, l'odierna Oslo, per lavorare come apprendista presso qualche studio, è costretto a tornare a Mandal: il padre è morto e la famiglia ha bisogno del suo aiuto. Ma la passione lo chiama e nel 1888 torna nella capitale.
E' uno dei periodi più duri nella vita dell'artista. Senza un soldo, è costretto a sopravvivere dormendo qua e là e mangiando quello che riesce a trovare. Sembra di rivivere la parabola di un altro grande personaggio della cultura norvegese, il premio nobel Hamsun che, proprio nel suo romanzo più famoso, "Sult" (Fame), descrive in maniera allucinata il pellegrinaggio di un giornalista alla ricerca di un lavoro che gli garantisca cibo e un caldo riparo dove rifugiarsi.
La fortuna improvvisamente bussa alla porta di Vigeland. Grazie allo scultore Bergslien, che lo aiuta economicamente, riesce a frequentare i corsi serali della scuola d'arte. Di giorno, invece, lavora nello studio di un altro artista.
Nel 1889 presenta il gruppo scultoreo Hagar e Ismael all'esibizione statale annuale. Ha inizio così la sua carriera ufficiale di artista. Inevitabile il trasferimento nel 1891 a Copenaghen, in quel periodo punto di riferimento culturale e scientifico dei paesi scandinavi.
Parte successivamente per l'immancabile viaggio di formazione che lo porta a visitare Parigi, dove conosce Rodin e ne rimane profondamente colpito e Berlino, altro punto di riferimento per la cultura scandinava. Ultima tappa l'Italia, dove ritorna ben due volte, per ammirare i capolavori dell'arte rinascimentale.
Riesce finalmente ad organizzare, nel 1894 e nel 1899, le sue prime ed uniche esposizioni. I primi dieci anni del secolo sono i più prolifici e lo consacrano, almeno in patria, grande scultore. In questo periodo si dedica alla creazione di busti e monumenti di connazionali famosi: Ibsen, Colett e molti altri.
Ma la sua opera maggiore è senz'altro rappresentata dalla progettazione e realizzazione del parco di Frogner che prenderà in seguito il suo nome. La mole di lavoro è imponente, considerato che Vigeland non ha allievi né discepoli. Gli ultimi anni della sua vita sono dedicati quasi esclusivamente alla sistemazione della grande area verde e alla realizzazione del famoso Monolito e delle centinaia di statue lì sistemate.
Il maestro Vigeland, da vero norvegese, non ha mai dimenticato il suo piccolo paesino e, a partire dagli anni '20, fino a poco prima della morte avvenuta nel 1943 ritorna nei mesi estivi all'incantevole località sulla costa, Mandal, da dove tutto ha avuto origine. Anche gli abitanti del villaggio hanno onorato in qualche modo il loro concittadino più famoso, dedicandogli una piccola galleria-museo.
fonte
Posted 27 months ago. ( permalink )