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Jeremy's Resurrection's photostream |
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The best part of "Believe" is the "Lie"
-Mi diceva che lei si occupa di...-
-Beh, diciamo che studio le teorie dell'interpretazione conforme dei testi normativi, principalmente nella dottrina tedesca, e soprattutto ai fini della tutela internazionale dei diritti umani. Parecchia semiotica, non so se...-
-ah-
-ma... mi dica-
-beh io... insomma noi volevamo metterci insieme sa, con la concorrenza... ora poi co' sta legge nuova (?), insomma non si capisce niente... insomma anche dal punto di vista del Fisco, ecco, diciamo... vede, io sono un gruppo di società-
-Lei è un gruppo di società. Bene, ecco vede... che lei sia un gruppo di società mi sembra complicato... lei è probabilmente l'unico socio accomandatario di una società capogruppo... non so se mi capisce...-
-Si, insomma, sono un gruppo di società!-
-Certo, capisco benissimo, lei è un gruppo di società. Vede, è che avrei bisogno di alcuni elementi in più... in che senso lei pensa di essere un gruppo di società di preciso?-
-Nel senso del commercialista (?)-
-Certo, nel senso del commercialista, ovvio.-
....
-Ma non c'è un avvocato vero? Non so, più anziano...-
-Mi diceva che lei si occupa di...-
-Studio soprattutto con grande dedizione lo sviluppo di una interessantissima teoria analitica del secondo novecento, secondo la quale Dio si è manifestato nei tardi anni '90, nella forma, direi,senza troppo osare, tesa ad una certa drammaticità, di Charles Barkley, indimenticata ala grande dei Phoenix Suns ed amico personale del dottor Layne Staley, che probabilmente deve intendersi anch'egli diretta emanazione divina.-
-Scusi?-
-No, niente, si figuri, dicevo... io mi occupo soprattutto di fusioni e acquisizioni. Per gli esseri umani che si credono società di solito abbiamo uno psichiatra bravissimo, che ci sentiamo di consigliare eventualmente anche per il suo commercialista. Tuttavia, vista l'eccezionalità del caso, e considerato che non abbiamo mai avuto nessuno che si credesse addirittura un gruppo di società, le consiglierei di aspettare l'arrivo di un avvocato più esperto. Dovrebbe arrivarne uno parecchio anziano fra poco. Se volesse attendere pochi istanti di là, dirò alla segretaria di prepararle un caffè, o del litio.-
-Allora io... vado...-
-Si si, certo, vada vada-
-Beh, arrivederci-
-Arrivederla, buona giornata.-
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Uploaded on Jun 23, 2008
veloce_stanco_dottore
"Noi non scriviamo e leggiamo poesie perché e carino; noi scriviamo e leggiamo poesie perché siamo membri della razza umana". Ecco com'era. Ecco cosa diceva Sick Boy nelle sue serate tardoadolescenziali e low-budget alle ragazze mezze adulte che incontrava. E poi filava via, convinto che l'urgenza di certe voglie potesse manifestarsi solo veloce e precisa come i lampi di chitarra, sicuro che la candele votive e quelle di compleanno, in fondo, scaldano entrambe allo stesso modo ( poco e male). Magari ci poteva uscire una scopata furiosa, o del plegine, così, in futuro. Oppure, più probabilmente, le mezze adulte di cui dicevamo riscoprivano la saggezza antica, se ne fregavano e tutti risparmiavamo un sacco di tempo. Ce l'aveva ancora quell'aria da pericoloso calciatore sudamericano che, forse in preda all'ansia di colmare determinate insicurezze venute su, pensa te, a livello di sedute pomeridiane al telefono con l'amica del cuore, sembrava misteriosamente affascinare le belle farfalle. (Poi magari col tempo si scopriva che l'amica del cuore abitava due vie più in là, e allora non si capiva perché cazzo mai si dovessero parlare solo al telefono, o confessarsi nella toletta della festa.) Sembrava, all'epoca, così misteriosamente ispirato, così perfetto dal punto di vista di un promettente ritrattista, che le idee parevano nascergli spontanee e purissime, come la misteriosa Atena dalla testa di Zeus o l'acqua Levissima. Perché son tutti buoni a setacciare le antologie scolastiche in cerca di belle parole da legare col filo rosso dell'amour o, a voler essere più ambiziosi, coi raggi de le soleil. Certo, la capacità di sembrare artista e scopatore, con le meraviglie senza mentolo sempre disponibili in tasca, quello è tutto un altro carisma. Intanto questo però non lo capivano le dolci farfalle, forse non la capivano gli amici, ognuno appresso ai suoi demoni che iniziavano a ghignare maligni come Lupo Alberto in versione Les Paul Standard. E, infondoinfondo, non lo capiva tanto bene nemmeno lui, tanto che oggi si sorprende a girare di notte per le via della città non più sua. Così, di notte, ché se almeno fosse vampiro, o bagnino, si spiegherebbero un sacco di cose; e invece, cari miei, non si spiega proprio niente, a parte, certe volte, questa splendida stanchezza. Stanco di vedere le solite cose, si proprio così, perché no: i sociopatici comprano o non comprano scarpe da jogging senza fare jogging, vestono o non vestono come professionisti Nba senza saper giocare, infastidiscono o non infastidiscono le belle farfalle che vanno o non vanno alle feste del mercoledì, dove si fanno o non si fanno scopare da un barman sedicente ambientalista, girano o non girano sulla macchina del papi che intanto manda o non manda la famiglia in montagna e si scopa o non si scopa la donna delle pulizie, la quale guarda o non guarda il Grande Fratello e compra o non compra un cellulare da seicento euro che ha o non ha come suoneria il trillo live dell' horrendo tsunami. E poi quella stessa donna delle pulizie piange o non piange per una figlia che la da o non la da ad un tunisino per un buco dai cazzo un buco per favore ti prego solo un buco cazzo. E giù tutti a dire fuori i tunisini dall'Italia, e giù nessuno a dire certo magari tua figlia, se lo spacciatore era ligure, la dava a un italiano eripiùcontenta? Altre belle farfalle, nello stesso tempo ma nella metà opposta del piccolo mappamondo della tua città, dicono oggi mi sono messa così tutta scollata che c'ho procedura civile e tu dici per fortuna che ti piace il denaro perché se ti piacevano le spade la davi a un tunisino, e loro dicono cazzodiciscusa e tu dici no no scusa volevo dire ad uno di Spezia e insomma ormai hai fatto un casino e adesso se qualcuno di questi aspiranti avvocati pieno di virtù milanesi e vizi colombiani si mette a fare l'eroe ti tocca uncinare la sedia del bar e fare un ulteriore casino però sicuramente più old skool e le farfalle di un tempo saprebbero capirti oppure forse no, la verità è che tutto succede più veloce di te ed anche di questo pezzo veloce
perchè sei
sempre più
stanco noncelafaipiù, proprio più
basta basta basta
.(punto)
[Photo courtesy of marinella]
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Uploaded on May 12, 2008
I'll take
I'll take Granada in a garbage bag with latin written on it that says " It's hard to give a shit these days".
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Uploaded on Apr 1, 2008
Trasporti ( eccezionali)
Cammini fra le vie note, le strade del quartiere pancia, e c'è stato un tempo al sapor di Tequila in cui le parole fuggivano come cani da caccia, si rifugiavano sugli alberi, e vegliavano il tuo sonno segaiolo di adolescente. Il tuo sonno sottratto alle veglie insensate, alle voglie di vestiti leggeri come il cotone delle maglie estive, i passi insicuri delle ragazze quando hanno già deciso, alle spavalderie incertezze e ad ogni molecola della tua povera merda. Tempo trafugato con metodi inediti, ché resti sempre lì accanto a te, come certe troie di fine anno che camminano in modo dispari e stan sempre strette al braccio di chi le paga. Si inseguono gli attimi, credono di giocare a formare un bel ritratto in forma di vignetta, arguta come saprebbero disegnarla certi fumettisti argentini che hai bene in mente, tempo stoico che tuo nonno se lo sapesse ma guarda non importa il nonno basterebbe quello della copisteria. Chissà cosa faranno quelle parole tutte tue, ora che il sonno non lo rubi più e non ci sono tette reggae o calzoni farciti ad aspettarti nella dolce alba. Forse attendono guardinghi sugli alberi della Piazza Santa Caterina, forse le hanno prese in prestito i poeti sociologi, gli avvocati calvi, o i medicisenzafrontiere, i tempi brevi dell'amore e quelli lunghi dell'oblio. E adesso diranno che le sere servono per fare surf crowding sull'esistenza, affascinare le dolci fanciulle o bere troppo, proiettarsi rallentarsi o lasciarsi crescere i capelli, scorgere qualcosa, qualcuno, un barlume di vecchia moto. L'alba è dolce per qualcun altro, un ragazzo malvestito che sei stato tu, ma ora ti osserva in modo studiato, sorride attento e lo sa che quella maglietta fa nostalgia e a te ti aspetta al varco del lavoro, dei libroni in cui certi intelletti, buoni a suggerire un taglio di barbaecapelli, hanno scritto massime, note, redazioni, o notarelle. Te l'hanno detto che devi farti i conti, caro il mio Sig. Fristico, ci sono delle priorità da rispettare, scadenze da onorare. Intanto però ai pianoforti da accordare non ci pensa nessuno, e presto o tardi i martelletti si consumeranno, ogni nota sarà sfasata fino a consumarti le dita, gli occhi ed il cervello urticato dalla notte frettolosa.
Ogni cosa acquista la sua dimensione, ogni pagina di ogni libro va passata nella macchina dei bancari che distingue la moneta falsa da quella vera, bello il mio Dottor Mastico. Tutti quei grilli stanno stretti nella testa tua, fanno un gran male saltando e gridando, hanno il furore delle cavallette atque la pazienza atroce dell' horrida volpe. E le ragazze con la pelle liscia che non hanno bisogno di difendersi quando ti parlano, mio buon Distico, le hai solo immaginate da incosciente pudico; loro non esistono, e se esistono sono un ricordo di quando bastava molto meno per farsi paura da solo. Ora hanno occhi da lupa, calcolano rischi e benefici come il peggiore dei promotori finanziari. Loro lo sanno come lo sai tu, che tutta una vita senza un Dio non si può vivere, ti fanno notare che ci vogliono secoli per inventarne Uno nuovo, ché a mettere insieme grungepokerproustfilosofiaanalitica non fai nemmeno un semidio reazionario, persino incapace di inventare, non dico il fuoco, ma nemmeno un fornellino da campo buono per scaldarsi nell'inverno delle montagne. Nemmeno il vino buono esiste, dicono, c'è solo del vino che costa di più. E se non esiste il vino buono, si vede che non vale proprio la pena di.
Poi.
Poi c'è Sick Boy che dice che lo sciame dei pensieri di donna è un giorno entrato nella casa dei doganieri e vi ha sostato irrequieto, e dice cazzo ti rendi conto lo sciame di insetti schifosissimi che sosta in un punto ma è irrequieto come metafora dei pensieri di una donna porca troia ma noi quando la diremo una cosa così? Dice smettiamola di scrivere le nostre puttanate su questi fogli consumati, tanto vale appiccicarci le caccole. C'è Sick Boy che dice Evenflow toughts arrive like butterflies è il più grande verso della storia dell'umanità, dice io l'ho detto in tempinonsospetti. C'è Sick Boy che vive la dipendenza come un navigato consumatore e ti guarda come i pusher di resine guardano il tossico da strada. Ma tu non ci salti fuori dal tuo cerchio, ché né conosci i confini e, finché ne sei dentro, almeno non farai la figura di merda del soldato first to go last to know, ucciso dal fuoco amico.
Ma.
Ma quando nell' occhio del ciclone malefico ci sei proprio tu e sei proprio solo osservi le tempeste che vengono da ogni parte e si potrebbero anche mescolare, a creare l'ultimo rifugio dei vigliacchi, beh quando ci sei tu lì nel mezzo di ogni burrasca, allora, facendo due conti, per ognuno hai il suo pacco in consegna, ognuno si aspetta qualcosa.
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Uploaded on Mar 29, 2008
gotta be somebody's jazz
Quando ci suonano io, innanzitutto, questo posto sapeva di acqua di colonia. E poi splendeva di contrari, dai vicoli pisciosi in su. C'erano anche le donne, come no. Centinaia di migliaia di chilometri di gambe, decine di milioni di occhi vivi e intere distese di capelli cromati come le Cadillac- Così cromati, che il vedeva anche il liutaio Tobia, cieco dalla nascita. C'erano i fighetti che si tenevano le donne ed i gioielli e le macchine lunghe e gli occhiali grossi e la moglie non si arrabbiava se tornavano a casa tardi. Ed io una moglie nemmeno ce l'avevo, pensa te. Ce l'avessi avuta altro che tornare tardi, non uscivo proprio di casa... Ma andiamo avanti.
Noi eravamo i Meraviglia Sei, questo perché eravamo sei e meravigliosi e anche perché suonavamo il giovedì all' Alito Di Cernia, il locale più figo del quartiere. All' Alito di Cernia il bere era tanto e non ubriacava mai, e questo perché era molto più cool di qualunque altro posto dove siete stati voi beoni di merda. Luci basse, musica perfetta, donne vestite benissimo, donne vestite pochissimo, baristi vestiti da musicisti, musicisti vestiti da camerieri, gente che non c'entrava un cazzo, mogli vestite da troie di alto borgo, troie di alto borgo vestite da mogli, spogliarelliste papponi poliziotti scapoloni e galeotti: bambini che si avvicinavano al bancone e dicevano: - ehi vecchio, un latte doppio on the rocks, prima che mi incazzo sul serio-. Tutti lì per noi.
C'era John - Catch me - Cantalupo, batterista e dongiovanni, con l'hobby dei debiti. Tanto povero che non poteva permettersi le bacchette e si era fatto impiantare dodici spazzole al posto della dita, così suonava direttamente con le mani. - se non dovessi nascondermi dagli armadi delle donne degli altri - mi disse un giorno - mi farei montare anche un bel pedale sotto la suola-. Sfiorava le pelli delicato come carezzasse i capelli dell' amata, eludeva le sezioni ritmiche come scappasse dall'ufficiale giudiziario ed una volta sorrise in modo così bianco e brillante che si sentì la voce di Tobia tuonare: - ho visto! io vedo! E vedo la luce!- Ma era solo il suo magnetismo che si rifletteva sulla scarpe lucidate ( era un mondo adulto: si sbagliava da professionisti). C'era Fat Mike al piano, duecento chili di sudore e brillantina in parti uguali, cinquatasei di piede. Così grasso che con quelle dita suonava sempre tre tasti alla volta. Quando andava su e giù per le scale le donne in prima fila vomitavano, e invece le biondone vicino all'uscita si giravano ammirate, - sembra tre pianisti insieme-. Fat Mike aveva una macchina scassata, e dentro ci teneva una riserva speciale di vettovaglie miste, finché una notte finì all'ospedale per un mix inedito di cozze e ragù di cervo.
C'era Trembling George ( he knows all the cords) al basso, basso anche lui e tracagnotto, l'unico con una cultura, una bicicletta e persino una donna, non necessariamente in quest'ordine. Il padre l'aveva fatto studiare così tanto che quando non suonava impazziva se non gli davi qualcosa su cui stampare le dita. Di giorno puliva il pesce da Losarto, la miglior bettola del porto, così si teneva in esercizio. Un metro e cinquanta per ottanta chili, troppo diseguale per reggere il bourbon o il finto rock inglese che adesso passano sempre in TV, questa destra ottusa, questa sinistra sentimentale. Mi fece un ritratto una volta, un bel ritratto a carboncino... ma andiamo avanti.
C'era Mark detto La Cagna alla tromba, incazzato come una moglie tradita e scattoso come un peso mosca. Un vero figlio di puttana, ma non solo di lei ovviamente, anche di una serie di ipotesi che se ci penso rabbrividisco anche adesso che son vecchio. Così misantropo che quando qualcuno gli chiedeva un autografo sputava nella scollatura della biondona e poi lo mordeva alla giugulare. Un giorno entra Miles Davis, l'uomo più figo del pianeta, e lui gli chiede di uscire. - Ma perché Mark? gli chiesi e lui sorrise come Lo Spaccone:
- non è dritto abbastanza cazzo, non si vede? Sembra un coglione di cinese con la tromba infilata nella ciotola di riso! Ho un cugino irlandese che è più negro di così!-
- ma Mark! Lo sai quello chi è? Quello è... anzi era... rimpiangerai di averlo cacciato!-
- tanto la vita è tutta un rimpianto-
- ma quello era.... Mark quello era Dio!-
- Intanto Dio ha i capelli lunghi, poi non si buca. E poi Dio da me ci viene col giubbotto antiproiettile cazzo!
Era fatto così, non ci si poteva combattere con Mark La Cagna. Una volta ad un tizio che stava appoggiato al cofano della sua macchina... ma andiamo avanti.
E poi c'ero io che non valevo niente e Katrina, che non era né bella né gentile, però aveva una voce roca da angelo asmatico che faceva impazzire il pubblico e si diceva fosse stata graziosa, esperta di dolci e storie di corna, camionista, zingara, metafora buddista di un giaguaro. Insomma, nessuno sapeva un cazzo. Katrina che rincorreva le note alte deliziose e si adagiava cordiale sui bassi, che dondolava come un luna park e sapeva a memoria cosa voleva fare e cosa non voleva fare. Il sax la guidava e la temeva. Katrina che resisteva ai sorrisi di John ed amava me senza dire niente, ma poi esplodeva in fragorosi orgasmi in mi minore, chiusa nel camerino con un biondino senza argomenti che vendeva rose rosse a chiodo ed aveva sempre una misteriosa disponibilità di dollari. Spende del suo, pensavo io. Il jazz era così: chi spende del suo farà strada.
Eh, il jazz.. E adesso che fine ha fatto? Mi sembra un negro cresciuto in cattività che presto o tardi finirà per dar via tutto lo zoo.
Cantalupo è stato ucciso da un banda armata di mariti cornuti e figli naturali nati con la spazzole al posto della mani; l'hanno trovato al polo sud che suonava pelli di foca per un pubblico di strana gente senza naso che fra una sessione e l'altra gli pignorava quando una donna, quando un pelo incarnito. Anche Fat Mike un giorno è esploso fragorosamente sul palco di Los Angeles, mentre ascoltava Chick Corea e bestemmiava incredulo di tanta impossibile magrezza; ciò che resta di lui sono solo le scarpe, un paio di mutande taglia 94 e quattro tasti neri trovati nel suo stomaco durante l'autopsia. Il liutaio Tobia, trionfante, ci ha fatto una tastierina per i nipotini. E che dire di Trembling George, morto in manicomio dopo che l'avevano pizzicato ( amen omen) a fare lezioni di solfeggio ad una carpa gigante di nome Sweet Halleluja? Al funerale non sono manco andato... ma andiamo avanti. Perché peggio di tutti se l'è vista Mark La Cagna, che quando uscì Bitches Brew si rese conto che Miles Davis era diventato più negro di lui e tentò di ucciderlo sabotandogli la tromba con una sordina al tungsteno. - gli faccio uno strumento rococò al figlio di troia - fu quello che disse agli agenti mentre lo portavano via. E' morto in galera, dove si cibava solo di ratti e secondini, per un overdose: c'è chi dice di Campari, c'è chi dice di se stesso. Suicidio.... mah, secondo me proprio no, era troppo infelice per una cosa del genere.
Sono rimasto solo io, senza una lira ora come allora, con un bel sax cromato che sembra una Cadillac storpia ( ma d'altronde è il lavoro di un cieco), a guardare questa città dopo l'uragano,che è così dispettoso, ma così dispettoso, che gli si da nome di donna. E tu adesso per favore non dirmi di non pensarci troppo, non chiedermelo anche tu. Ma come faccio io a non ricordare quella musica dal passo antico, odorosa di rimorso, forse sordida e insopportabile?
Ma andiamo avanti.
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Uploaded on Dec 6, 2007
Versos De Ida Y Vuelta
Si Calaber Non Bonus
Scatti Pensieri Parole
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