#48: fragile

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#47: nuts

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<a href="http://youtu.be/oH9obEgDyT0" rel="nofollow"> [Faussone] E se uno ci pensa su non si può mica rispondere che siamo al mondo per montare tralicci, dico bene?</a>

<a href="http://youtu.be/oH9obEgDyT0" rel="nofollow"> [Faussone] E se uno ci pensa su non si può mica rispondere che siamo al mondo per montare tralicci, dico bene?</a>

Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono. Questa sconfinata regione, la regione del rusco, del boulot, del job, insomma del lavoro quotidiano, è meno nota dell'Antartide, e per un triste e misterioso fenomeno avviene che ne parlano di più, e con più clamore, proprio coloro che meno l'hanno percorsa.
Per esaltare il lavoro, nelle cerimonie ufficiali viene mobilitata una retorica insidiosa, cinicamente fondata sulla considerazione che un elogio o una medaglia costano molto meno di un aumento di paga e rendono di più; però esiste anche una retorica di segno opposto, non cinica ma profondamente stupida, che tende a denigrarlo, a dipingerlo vile, come se del lavoro, proprio od altrui, si potesse fare a meno, non solo in Utopia ma oggi e qui: come se chi sa lavorare fosse per definizione un servo, e come se, per converso, chi lavorare non sa, o sa male, o non vuole, fosse per ciò stesso un uomo libero. È malinconicamente vero che molti lavori non sono amabili, ma è nocivo scendere in campo carichi di odio preconcetto: chi lo fa, si condanna per la vita a odiare non solo il lavoro, ma se stesso e il mondo.
Si può e si deve combattere perché il frutto del lavoro rimanga nelle mani di chi lo fa, e perché il lavoro stesso non sia una pena, ma l'amore o rispettivamente l'odio per l'opera non sono un dato interno, originario, che dipende molto dalla storia dell'individuo, e meno di quanto si creda dalle strutture produttive entro il quale il lavoro si svolge.

Sì, Faussone .. sì.

STORIA: La chiave a stella, Primo Levi
MUSICA: La 1100, Rino Gaetano
LUOGO: restauro della cattedrale di Noto, Siracusa

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GFP #43: imperfect

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fenotipo imperfetto

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GFP #42: orthogonal

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