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Lisbona |
Lisbona, [esiste].
(I) Terribile affermazione questa,
perché del resto, in che consiste
l’anima di una città (consistenza/ anima
fra di sé termini contraddittori)?
Lisbona è solo la luce e il fiume,
diceva un amico scrittore: due cose che
non sono propriamente città, ossia
Lisbona non esiste, non è niente.
Affermazione che, però, non
sottoscriverei. Lisbona è piuttosto una
città che non si comprende. Non si
lascia abbracciare, se non nelle
splendide viste dei belvedere o quando
si va al suo incontro provenendo
dall’altra sponda del fiume in
traghetto. “Lisbona oscillando come una
grande barca” (Sophia de Mello), immagine-miraggio della città luminosa
che una volta raggiunta in prima istanza
spesso delude.
(II) Si riscopre Lisbona nei dettagli.
Lisbona è una città di dettagli, una
città frammentaria come ogni discorso o
vivenza. Perciò le foto di Sandro Petri
ce la restituiscono: sono le foto non
solo di uno spirito sensibile ma anche
di un eccellente grafico, attentissimo
ai particolari. Una breve teoria di
frammenti di una città che non si comprende ma si percorre, vivendo del suo quotidiano, che ogni
giorno coglie di sorpresa con qualcosa
che non avevi notato proprio lì, dove
passi sempre, e che ogni giorno un
popolo forse rassegnato ma sempre
ostinato aiuta a inventare.
“Lisbona esiste
perché noi la inventiamo”
(canzone popolare citata nel film “O
Bobo”, di José Álvaro Morais)
Manuele Masini
Ottobre 2007.
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