Diaologo semiserio tra Margherita Petali Rossi e Blu e una non so che.
[Margherita Petali Rossi e Blu] Sarà forse che leggendo altri che scrivono di sé e per sé, su gli altri e per gli altri mi è venuta voglia di scrivere anch’io allo stesso modo di quelli che scrivono sui blog. Perché ormai sono anni che scrivo e quando si scrivono racconti, o si cerca disperatamente di metter su la fragile impalcatura di un romanzo che ti può crollare in qualunque momento, specie quando sai ke non lo finirai mai, oppure quando ti rendi conto che rubi parole agli altri, o ancora che quello che scrivi non lo pensi e non lo penserai mai e ti senti una prostituta del pensiero…dicevo quando si scrivono questi testi di narrativa, belli o brutti che siano…si finge sempre, come l’eterna espressione di un orgasmo mai provato. Si finge perché nei personaggi che creiamo, o ci mettiamo quello che siamo stati e non saremo più, o quello che vorremmo essere, o quello che avremmo voluto essere ma non ne abbiamo mai avuto il coraggio. Nei blog invece non si finge, diciamo ciò che pensiamo di getto, apriamo il rubinetto senza sapere come faremo a chiuderlo, nessuno ce l’ha spiegato, nessuno ci ha dato istruzioni su come si frenano quegli attacchi di emorragia della nostra anima e arriva un punto in cui si ha paura che essa esca tutta e non resti più nulla..solo il vuoto, immenso, desolato come la terra di Eliot, colmo di tutta la nullità e l’annullamento di cui siamo capaci, buio come quando apri gli occhi sul nero che hai dentro e vorresti accendere una luce che non c’è. Una luce, che per quanto tu ti sforzi sarà sempre e soltanto un riflesso degli altri.
Già, io mi sono sforzata tante volte di vivere la mia solitudine come indipendenza, la mia essenza come dono segreto…ma ogni volta mi sono ritrovata a vivere di luce riflessa e a non volerlo ammettere. Chi di voi non l’ha mai fatto? Chi di voi per una volta non è stato luna!?…E vorrei sapere da quelli che sono stati sole come si fa…perché non l’ho mai imparato e forse mai ci riuscirò…vi voglio bene.
[La non so che] Mia dolce Margherita, è la fase del "faccione" o di "luna piena". Non credo esista un abecedario della 'cosa'. Quello che so, però, è che domani il cantiere sarà aperto e sarai tu il centro in cui posizionare l'ago di quel compasso...