"Mi chiamo Margherita e avevo un lavoro. Poi un giorno sono diventata qualcosa che conteneva qualcuno e la mia vita ha preso una piega del tutto imprevista. Aspettavo un figlio e i miei tacchi a spillo, la gonna in eco-plastica diventavano improvvisamente estranei, alieni. Monete sotto pelle. Mi chiamo Margherita e facevo la puttana. Sono una puttana. La mia è una storia piena, ma scorre a fatica, almeno non subito. Qui dove mi trovo lo spazio e il tempo sono una cosa sola e scinderli è davvero un'impresa. Scindere è importante adesso. Allora questa cosa qua non la sapevo fare, non la conoscevo. Allora la vita era un pacco regalo, una sorpresa". Il "qui" è una prigione, non solo materiale: è la prigionia della sofferenza, del passato e della difficoltà di darsi una seconda opportunità. Laura Martusciello dipinge il ritratto di una donna fuori dal comune, Margherita, che in nome dell'amore con la A maiuscola sacrifica la sua vita, ma non tutto è perduto: per tutti esiste una seconda possibilità. Un romanzo sulla rinascita, sulla forza di volontà, ma soprattutto sull'amicizia e le tante sfumature dell'amore e dell'affetto.
Laura Martusciello è nata a Genova nel dicembre del 1969 ed ha vissuto a Napoli fino ai 25 anni. Vive e lavora a Roma da oltre quindici anni. Questa è la sua prima opera.
In copertina: foto ...mia!
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