La violenza sul mio corpo la fa lo stato non i/le migranti
Foto scattata il 17 Ottobre alla manifestazione antirazzista.
_______________________________________________ La lotta continua. Continuano a Bologna le proteste e la solidarietà delle donne, femministe e lesbiche di Bologna con le/i migranti detenuti nel CIE di di via Mattei a Bologna. Particolarmente forte la voce contro il sistema CIE come strumento repressivo e di violenza sulle donne migranti: Armate di microfono, cartelli in cui affermavamo “meno Cie = meno stupri”, slogan e interventi in più lingue, abbiamo ribadito ancora una volta la nostra volontà di non essere complici del razzismo istituzionale e la nostra attiva solidarietà con le donne migranti che si ribellano dentro e fuori dai Cie. Vi rimando al Blog di Vincenza Perilli per leggere della manifestazione del 4 novembre. Marginalia: Noi non siamo complici: mentre ieri l'Italia razzista celebrava le sue missioni di "pace", un nuovo presidio itinerante contro Cie e guerra "interna" Riporto solo questo passaggio: Sull’autobus 14A che ci portava verso il Cie, mentre alcune compagne intervenivano al microfono e altre volantinavano, una giovane immigrata con un bimbo in braccio ha raccontato la sua storia di ordinario neocolonialismo: quel bimbo è figlio di un italiano sposato che l’ha messa incinta per poi sparire – esattamente come usavano fare i nostri nonni nelle colonie italiane – e lei ora, nonostante la paura di violente ritorsioni, vuole reagire a questa ingiustizia. Nello scambio, con lei, di consigli e numeri di telefono, ha acquisito ancora più importanza la nostra azione contro la guerra interna che lo stato razzista ha dichiarato nei confronti delle/dei migranti, una guerra in cui sfruttamento lavorativo e sfruttamento sessuale trovano nei Cie l’arma principale. Would you like to comment?Sign up for a free account, or sign in (if you're already a member). |
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