Abbandono
Ritorna in questi giorni, in mente e poersistente, la voglia di
occuparmi del senso di abbandono. Ma l'abbandono, questa volta, mi ha spinto ad occuparmi del vuoto. Il vuoto, non come spazio da agire, da regista, da attore, ma il vuoto come presenza quotidiana nella vita di ciascuno. Un vuoto non necessariamente assenza, ma piuttosto presenza, motore delle cose. Così, questa volta per strade diverse, la voglia di occuparmi di abbandono mi spinge verso il sacro. Da bambino mi insegnarono che il silenzio, il vuoto più consistente con cui ci confrontiamo, inveitabilmente, è presenza di dio. Del divino direi adesso. Abbandono, vuoto, silenzio, divino. Quasi un cerchio. Would you like to comment?Sign up for a free account, or sign in (if you're already a member). |
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