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Basilicata - Val D'Agri - Un pozzo petrolifero | by francesco_43
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Basilicata - Val D'Agri - Un pozzo petrolifero

Eni: in Val d'Agri estratti mediamente 92.900 barili al giorno

  

Cresce e si consolida, diventando sempre più strategica nel panorama internazionale. E’ la Basilicata del petrolio, quella che vede aumentare di anno in anno le sue estrazioni petrolifere a Viggiano ed a Pisticci.

 

Nei primi sei mesi del 2008, infatti - secondo i dati dell’Eni - dai giacimenti della Val d’Agri sono stati estratti mediamente 92.900 barili al giorno. Pari a 16.722.411 barili nei sei mesi.

 

Un prelievo da guiness considerato che ha superato i dati sull’ultimo semestre 2007 pari a 88mila barili al giorno e il massimo stabilito nel 2006, con una media di 85mila barili al giorno.

 

Nel giacimento di Pisticci, il greggio estratto nei primi sei mesi di quest’anno, invece, ha raggiunto gli 84.298 barili, con una media giornaliera di 468 barili. Numeri importanti, quindi, che rendono più vicino il traguardo dei 104mila barili giornalieri a cui arriverà a regime lo stabilimento lucano. Coprendo, quindi, tra il 7 e il 10 per cento del fabbisogno nazionale.

 

A non essere incoraggianti, invece, sono i dati sulle persone che hanno trovato occupazione nelle strutture dell’Eni. Nel primo semestre di quest’anno, nel giacimento di Viggiano hanno lavorato 44 diretti (cioè dipendenti Eni) e 220 contrattisti interni, mentre a Pisticci gli occupati diretti sono stati 9 e gli indiretti 4. Cifre decisamente poco allettanti (anche se va detto che i bassi numeri sul lavoro sono legati soprattutto alle elevate tecnologie utilizzate) che, al contrario, contrastano con i tanti soldi che sono finiti nelle casse della Regione. L’accordo legato al Programma operativo Val d’Agri, infatti, prevede che sul greggio estratto alla Regione siano versati 345, 392 milioni di euro, ma sino ad oggi al massimo ente sono stati accreditati solo 291,004 milioni di euro.

 

Per il giacimento di Pisticci, invece, l’intesa stabilisce royalty per 5,129 milioni di euro mentre alla Regione ad oggi sono state accreditati solo 3,806 milioni di euro.

 

Sempre sul fronte petrolifero, poi, ad essere incoraggianti sono anche i dati sulla qualità dell’aria e dell’acqua. Secondo i numeri, le percentuali di anidride solforosa, monossido di carbonio e biossido di azoto nell’aria della Val d’Agri sono di molto inferiori ai livelli limite, mentre nell’acqua non risultano presenti fenoli e grassi.

 

Tutto questo, però, non convince l’associazione ambientalista Ola che ha chiesto la verifica delle prescrizioni allegate al Decreto Ministeriale del 5/2/1999 con la conseguente mancata applicazione delle direttive comunitarie in materia di valutazione di impatto ambientale relativo al «giudizio positivo di compatibilità ambientale – pro getto di ampliamento del Centro Oli Val d’Agri».

 

Il parere VIA - rilasciato nel 1999 dagli ex Ministri Melandri e Ronchi – autorizzava, infatti, l’Eni all’ampliamento del Centro Oli Val d’Agri prevedendo, in subordine, l’osservanza delle prescrizioni allegate al provvedimento. Dal 1999 ad oggi, però, non sono stati effettuati i monitoraggi.

Testo di Antonella Inciso

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Taken on September 11, 2009