Icarus
Avete presente icaro?
Icaro, che affascinato dal sole ha fritto la cera della sua unica via di fuga e quindi si è fritto a sua volta.
Mi sento un po come Icaro in questi giorni,
Credo l'ultima molecola di cera che teneva il tutto assemblato sia andata sciogliendosi più o meno mentre i miei occhi si ono posati su una lettera molto formale dove mi veniva delucidata una serie di ragioni secondo le quali io sono uno stronzo e che, sempre a detta di queste righe, sarebbe molto cortese da parte mia non spingermi oltre Padova, se non per attività turistiche.
Ho risposto con un semplice vaffanculo, senza intestazione ne data, anche perchè le cose giuste non hanno un gran bisogno di parole.
Precipito velocemente, attraverso un strato di cose che riescono a farmi dimenticare.
Le cazzate mi distraggono dal quadro completo e provo uno strano senso di gratitudine verso tutte quelle persone che portano problemi alla mia cortese attenzione.
Qualsiasi cosa che io faccia per cambiare il corso delle cose non fa altro che spingermi più velocemente verso il basso.
Non credo nel destino.
Credo però che alcune cose abbiano una sorta di energia che le porterà sempre a fare un certo percorso, in qualsiasi posto esse nascano.
In tutto questo spero di capire qualcosa, anche per potermi preoccupare un pò.
Mentre una serie di persone attorno a me avanza inesorabile verso la pazzia io mi diverto nell'osservare la loro muscolatura facciale tesa in orribili attimi di rabbia, vene pulsanti e nocche lacerate.
Mentre Santiago mi parla di cose che non mi interessano la mia mente è così lontana.
Penso al fatto che ho perso il tappo dell'obbiettivo della reflex per l'ennesima volta e che devo ancora due piotte alla barista sotto casa mia.
Oggi è mercoledì, devo portare fuori quella immondizia del cazzo.
- Ma cazzo, ci sei? Hai sentito quello che ho detto?!
In un colloquio tra due sole persone indicarsi con l'indice accompagnata da faccia stupita come per dire "ma chi? io?" è una tecnica vietatissima.
- Si si, dai, sistemo io, stai buono
- Ma allora sei deficente, non mi ascolti !! Ti ho chiesto se posso contare su di te per questo week end
- Se te la senti di dare una responsabilità così grossa a una persona che non riesce nemmeno ad ascoltarti. In quel caso volentieri.
Avrei un saccco di ragioni per arrabbiarmi, forse molto più di altri ma spesso trovo di meglio da fare, così finisco per dimenticarmene.
Godo delle piccole cose, quelle futili che però in un modo o nell'altro ti fanno la giornata.
Sorrido all'idea di Pixie, verso la quale so di comportarmi un pò da merdallaro ma non riesco a farne a meno.
Pixie mi mette allegria, con i suoi 20 centimetri di altezza, i dreadlocks legati in testa e il suo modo di fare così spontaneo.
Penso a come lei possa essere nata e cresciuta qui ed essere così pura.
Oggi il semaforo di piazzale Osoppo si deve essere rotto e accompagnato da una piccola sommossa popolare è rimasto rosso per quasi 10 min.
Indagato numero uno l'autista e un po come succede in una processione religiosa tutti si sono avvicinati a lui per chiedergli come mai.
Ho calcolato aprossimativamente che una persona media in questa città passa circa due mesi della sua vita ad aspettare al semaforo.
Io compreso.
Mi sono girato verso la ragazza seduta a mio fianco e gliel'ho detto, non so perchè.
Lei è rimasta li a guardarmi, come se fossi un marziano sceso sulla terra per cercare pezzi di ricambio dell'ufo.
- Non le fa nessun effetto sapere questo?
- E molto tempo - dice lei con un sorrisino accennato.


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Uploaded on Jun 10, 2009
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Ordinary heroes
Il dettaglio invece che l'universo.
Il particolare invece che l'insieme.
Mi sono sempre soffermato sull'elemento piccolo, dimenticando tutto il resto.
Succede così che mi innamoro dei dettagli, e fermo il tempo per restare li a scrutarli, mentre il mondo va avanti e tutto passa.
Quando torni alla realtà sono sempre costretto a fare i conti con le conseguenze della mia temporanea assenza.
Ma poco importa, quando nel giro di qualche giorno troverò un nuovo dettaglio.
Questa è la mia vita e se penso che sta finendo un dettaglio per volta sono felice.


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Uploaded on May 1, 2009
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730 giorni per scoprire che il buio è in realtà soltanto una gran richiesta di luce
Non ho mai avuto memoria per le date.
In tutto questo la mia gentile Alice ha trovato tutte le ragioni di cui necessitava per farmi sentire in colpa ad ogni ricorrenza.
Quantomeno sono coerente però, le dimentico tutte.
Abbiamo festeggiato un anno assieme non molto tempo fa e mi ero preso la briga di scriverlo su ogni post it o agenda che sia.
In questo 26 Aprile 2009 ricordo.
Il mondo di due anni fa è una immagine nitida nella mia testa.
Mentre il giorno passa so sempre con esattezza cosa succedeva due anni fa.
Ripenso alla tua strana teoria delle bolle, dove la realtà è suddivisa e racchiusa in bolle.
Mentre guardo il 26 scarlatto sul calendario ho la netta sensazione di essere in una di quelle bolle.
Spesso il tempo scorre e non mi accorgo di quanto tutto passa.
Oggi so che da due anni a questa parte il mondo ha cambiato volto, e con esso anche io.
Giocherello con la cicatrice che mi hai lasciato chiedendomi se anche tu oggi nel guardare il calendario sei rimasta li ferma per qualche istante.
Avrei giurato che avresti ripreso a pubblicare.
Non lo hai fatto però.
Alice sicuramente fraintenderà, ma devi sapere che nella mia quotidianità non conta quello che dici, fai o pensi, ma soltanto quello che riesci a dimostrare.
La serenità con cui ti scrivo queste righe non posso dimostrarla in nessun modo.
Ma è così.


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Uploaded on Apr 26, 2009
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Born under the rain
Sotto questo cielo cupo, in un'abitacolo che corre nella notte festeggiamo il nostro anno di vita passata assieme.
Ti ho regalato una reflex con la speranza che ti serva a salvare ogni ricordo, anche perchè di bei ricordi insieme ne abbiamo collezionati davvero molti.


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Uploaded on Apr 19, 2009
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