S. Nicola degli Incoronati
S. Niccolò degli Incoronati

Questa chiesuola è situata in piazza Padella; oggi è proprietà della famiglia Lais; ma è ridotta alle modeste proporzioni di una cappellina. Anticamente si chiamava De furcis, e più corrottamente de frecca o de furca, come nel cod del Signorili. Sta vicino al Tevere presso via Giulia: la ragione di questa ultima denominazione la dà il Bruzio, il quale dice che in un orto attiguo alla chiesa vi si custodivano i le forche e nella chiesa vi si confortavano i condannati a quel supplizio.

In un documentoche ho trovato nell' archivio vaticano, scritto da un prete, occulto visitatore delle chiese di Roma nel 1566, trovai di questa la relazione seguente:

"S. Nicola incoronato è dietro strada Giulia. È una chiesuola simile piuttosto ad una cappella che a chiesa parrocchiale. Il cappellano dice che questa chiesa è iuspatronato degli Incoronati quali sono padroni di quest il vicinato. Dice che anticamente era una cappella dove sta l' altare, et all' incontro et appresso la porta della chiesa se faceva la justitia de condannati a morte colle forche, sopra un pozzo, onde lì sotto vi è anco la preta che cuopre il pozzo dove si gettavano i corpi di giustitiati e perciò si chiamava s. Nicola degli iustitiati. Ma dopo che la compagnia de' fiorentini ebbe l' assunto de condannati, di seppellrli forse da 80 anni in qua, quei di casa Incoronati padroni di quel fondo misero quella chiesa come sta. La chiesa è piccola e il detto cappellano dice che le feste quando dice la messa le persone stanno fuora nella strada. Non ha paramento buono, nè sepoltura perchè truvai allora vi havevano sepolto uno e vi ponevano i mattoni sopra. Dice che fa da 150 case di gente vilissima, meretrici, hosti, allogiatori e persone dishoneste la maggior parte, poche case di nobili. Questa chiesa è vicino a s. Giovanni in Ayno a Corte Savella, et a s. Andrea Nazareno pure in Corte Savella."

Nel 1658 fu di nu visitato, ed allora si chiamava s. Niccolò in piazza Padella. "Fu fatta parrocchia da Leone X nel 1512 con diritto di patronato dell' avvocato concistoriale Plancia de Incoronatis purchè alla chiesa assegnasse 24 ducati annu, vi erigesse il fonte e la fornisse di casa rettorale: il reddito era di scudi 63 annui. Vi sono, così la relazione della visita, tre altari, il maggiore di s. Niccola vescovo, dei due laterali un a cornu evangelii dedicato alla B. V. l' altro p425a cornu epistolae è dedicato a s. Orsola. Ha un campanile con due campanelle, non ha cimitero ma in chiesa vi sono tre sepolture. Ha 630 animes. È lunga 16 piedi, larga 9 con tetto umidissimo. La festa è ai 6 di settembre e l' imagine del titolare è dipinta sulla porta della chiesa. Il cortile del sig. duca Cesarini era anticamente cimitero di detta chiesa come si ricordo da una istanza di Pietro Lippa rettore, fatta nel 1656 ai cardinali della s. Visita. Dai Planca passò il giuspatronato agli Incoronati onde ebbe il nome.
Da Le chiese di Roma di Mariano Armellini, 1891;
Raccolta de Le Chiese di Bill Thayer;
Acquerello Achille Pinelli;
Raccolta Foto de Alvariis.
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