S. Lorenzo ai Monti
S. Lorenzo de Ascesa
(S. Lorenzolo ai Monti)

Questa chiesuola che il volgo soleva appellare s. Lorenzolo per le sue piccole dimensioni, era situata nella strada detta Macel de' Corvi alla fine di questa presso il clivus argentarius (Chiavi d' oro) la quale nel medio evo diceasi anche la Scesa di Leone Proto. Era filiale dei ss. Sergio e Bacco, e alrc Sisto V demolì una vicina chiesa di s. Niccolò, situata pure presso il Macello de' Corvi, le sue ragioni furono trasferite a s. Lorenzolo. Narra il Bruzio che nella chiesa si custodivano entro un vaso guarnito di argento indorato parte delle ceneri del santo martire. Più tardi fu posta sotto la giurisdizione di s. Marco. Nel suo pavimento si leggevano iscrizioni dei primi anni del secolo decimoquarto, tra le quali alcune della famiglia dei Ciciaroni. La prima era stata tolta dal suo posto ed i frammenti in due luoghi diversi posti kmk materiale del pavimento.

È la seguente:
HIC REQUIESCIT FRANCISCUS CICIAROUS
CUIUS ANIMA REQUIESCAT IN PACE
. . . . . . . .
. . . . . . . .
APOSTOLICA SEDE VACANTE POST MORTEM PP.
. . anno DNI MILLo CCC . . .

Un' altra epigrafe aveva sulla lastra scolpiti due candelabri e nel mezzo la leggenda:
TEVOLO IACOVIELLO VETRALLA.

Ai Ciciaroni riferivasi pure la seguente:
HIC REQUIESCIT IACOBUS CICIARONUS QUI OBITT ANNO DNI
MCCCLX PONTIFICAT. D. CLEMENTIS PP. VI
INDICT . . . MES . . . SCAVI DECEMB.

p165 Vi si leggevano pure due epigrafi in vernacolo romano del secolo XVI:
VINCENTIA MOLIE (sic) DE
CELMIRO DA COREGIO

D. O. M.
MARIA GIOVANNA DE VIETTO
DE VACHESANI DEL PAR
MEGIANO 1573.

Il codice di Torino l' annovera fra quelle della prima partita. Avea una sola nave con tre altari, la fronte della chiesa era rivolta a settentrione. A questa chiesa apparteneva un' epigrafe esistente già nella villa Peretti poi Negroni, oggi Massimo, che fu scoperta nell' anno 1767 dal p. Galletti. L' epigrafe ricorda la famiglia Ascarelli, la quale stabilì l' anno 1291 un fondo per lampada da ardere in ecclesia s. Laurentii de ascesa Prothi, nome col quale nei secoli di mezzo era designata, siccome dicemmo, la salita di Marforio. Circa il sito dell' antica resta tuttora una chiesuola semimoderna detta s. Lorenzolo, ed annessa al già conservatorio di s. Eufemia, in cui da pochi anni dimorano i padri delle Scuole Pie.

Era parrocchiale e le si apriva innanzi una piccola piazza alla quale menava la via proveniente dalla chiesa dello Spirito Santo. Bruzio scrive che era lunga palmi 83 e larga palmi 31: egli dice che "vi sono in chiesa distrutti archi grandi," aveva annesso un campanile ed il cimitero: le famiglie comprese nella parrocchia erano 315 e soggiunge che possedeva una casetta in una vicina piazza detta piazzetta della Pietà ed un canone sopra altra casa nel vicolo delle Sperse: in tutto possedeva una rendita di 267 scudi.
Da Le chiese di Roma di Mariano Armellini 1891;
Raccolta Internet de Le chiese di Bill Thayer
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