Ss. Vito e Modesto
Roma ieri, Roma oggi di Alvaro de Alvariis
S. Vito ad Lunam
Questa antichissima chiesa è posta accanto all' arco di Gallieno sull'...See more
S. Vito ad Lunam
Questa antichissima chiesa è posta accanto all' arco di Gallieno sull' altipiano dell' Esquilino. Fino dal secolo IX fu chiamata in macello, dal famoso macello di Livia presso al quale sorge.
Sembra che fosse eretta fino dal secolo IV e restaurata poscia da Stefano III. Per molti secoli giacque abbandonata e poi cadde a terra. Sisto IV nel 1477, poco lontano dal luogo della primitiva eresse la chiesa odierna, finchè nel 1566, essendo rovinosa un' altra volta, fu semiabbandonata, rimanendo però titolo cardinalizio, la cui istituzione rimonterebbe a s. Gregorio il Grande. Sisto IV l' affidò alle monache dell' ordine di s. Bernardo, trasferite poscia a s. Susanna, ed in vece loro fu la casa stabilita a sede del procuratore dei Cistercensi, finchè nel 1780 fu dimora di alcuni monaci polacchi.
All' altare dei due santi eponimi della chiesa ricorrevano coloro che erano morsi dai cani rabbiosi, e si narra che una tal grazia appunto ricevesse in questa chiesa fon Federico Colonna duca di Paliano nel 1620, per cui in attestato di gratitudine la fece a sue spese restaurare.
La pietra che in essa si vede a mano destra, elevata sopra due pezzi di colonna e circondata da una grata di ferro, chiamasi scellerata, perchè dal celebre vico omonimo trasferita, ove si vuole che fossero uccisi molti martiri.
Sulla storia di questo insigne titolo v' ha una dotta monografia del principe don Pietro Odescalchi. In questa chiesa fu assunto antipapa per un sol giorno il prete Filippo contro Stefano IV. Il sito ove sorgeva dicevasi ad Lunam, nome che si estendeva anche all' annesso monastero che era detto il monastero maggiore. Se è così, l' origine di questa chiesa rimonterebbe al papa Ilario, che ne sarebbe stato il primo edificatore. — Non so perchè il Vignoli, nelle note al Libro pontificalis, opini che sorgesse sull' Aventino. Il quadro dell' altar maggiore, p812con Maria Vergine e s. Bernardo, è di Andrea Pasquale da Recanati. Sotto Gregorio XVI la chiesa fu di nuovo restaurata coi disegni dell' arch. Pietro Camporese.
Da Le chiese di Mariano Armellini 1891
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