Cosa ha trovato Mimmo?

Cosa ha trovato Mimmo?

Cassetti, armadi, credenze, scatoloni e scatolette, spesso nascondono - al buio- oggetti e libretti impensati. Il nostro si è imbattuto in un libricino hard dei primi del Novecento. Roba da far impallidire le moderne escort. Quando si dice la nemesi storica.

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Uploaded on Jan 27, 2012

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L'Umbria è seduta a prua

L'Umbria è seduta a prua

Potrà capitarci di tutto, meno l'affondamento della Concordia. Benché la concordia, qui, sia naufragata da un pezzo e non per colpa del vituperato Schettino. Meglio non lamentarsi troppo per la mancanza del mare. Avessimo avuto il mare anche noi, adesso staremmo dando la caccia a un’ex ballerina moldava senza cabina, così in tanti si sarebbero potuti domandare cosa diavolo ci facesse una bionda platino in plancia di comando. Restando in tema di acque il governo ha fatto marcia in dietro sulla loro privatizzazione. Ricorderete che si era alzata trionfante la voce dell'assessore regionale Stefano Vinti, che ora attribuisce il dietro front sul decreto, alla forte mobilitazione popolare. Non ci sembra si sia trattato solo di questo, quanto del fatto che l'inghippo non poteva funzionare. L'attuale esecutivo è indifferente alle grida della piazza: “preferisco che ascoltiate!”. Sono in arrivo i provvedimenti sulle liberalizzazioni. Sono in tanti a essere con-Vinti, che penalizzeranno l'Umbria più di altre regioni, maggiormente industrializzate perché già allineate con i mutamenti dovuti alla globalizzazione. Ma l'Umbria no. La nostra è ancora una regione dai forti connotati di specificità, in tema di accoglienza turistica, produzioni alimentari e manifatturiere. Quelli che Monti e la sua legione di bocconiani considerano parassiti della società o pessimi contribuenti (non parliamo solo di farmacisti, notai e avvocati, ma di buoni artigiani, di bravi imprenditori edili, restauratori, ceramisti, tessitori, falegnami, fabbri, idraulici, sarti su misura e buone trattorie) potranno chiudere domattina per lasciare spazio al made in China, ai kebab, alle catene alimentari low cost. Siamo proprio sicuri che sia indispensabile liberalizzare per crescere? Quanto risolveranno 5.000 farmacie in più? Se è passata la giusta protesta vintiana sull'acqua – basata sullo stato sociale e sulla tutela del bene comune - perché non considerare bene comune il patrimonio di saperi dei nostri artigiani? Sorge il sospetto che lo smembramento delle categorie giochi a favore di volontà, poco chiare, che non hanno come fine quello di rimettere in piedi le finanze, ma solo le banche. E’ inutile varare penalizzanti riforme sociali, l’Italia non può farcela da sola, deve poter disporre di firewall più forti. Siparietto. Prima che la motonave Monti, in rotta strumentale verso chissà quale schianto, collida contro l'isola Angela Merkel, vorremmo che anche dai nostri palazzi si levassero sentite proteste. Talvolta, sottotraccia, la caratteristica ideologica delle liberalizzazioni è di smembrare le piccole grandi realtà che sono state in grado di mettere insieme i territori. Le stesse che la politica, le banche e le fondazioni dichiarano di voler difendere. Mare o non mare questa volta l'Umbria sta seduta a prua. Pregasi evitare collisioni annunciate. Beata umbritudine, umbra beatitudine.
Giovanni Picuti
abcabc@cline.it
dal Corriere dell'Umbra del 26.1.2012

Nella foto, cavalli allo stato brado nelle praterie del monte Subasio

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Uploaded on Jan 26, 2012

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La mobilità e il trasporto non si fermeranno mai

La mobilità e il trasporto non si fermeranno mai

Non saranno gli scioperi del trasporto a fermare la nostra macroeconomia. Il gas aumenta? Lui si porta a casa la bombola ricaricata.

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Uploaded on Jan 25, 2012

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Sul ponte del Concordia e sullo sfondo l'isola del Giglio

Sul ponte del Concordia e sullo sfondo l'isola del Giglio

In verità quella è la costa sud dell'isola di Kea, la prima delleCicladi provenendo da Sunion.
E quel marine in primo piano sono io

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Uploaded on Jan 25, 2012

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Sfasciare i prosciutti, per farne salsicce

Sfasciare i prosciutti, per farne salsicce

nella foto il dopopranzo del maiale - la tavola di casa Pascolini a Gualdo Tadino

Ripubblico volentieri questo mio articolo comparso sul Corriere dell'Umbria del 9.1.2010.

I norcini della politica

Il maiale non si uccide, come capita di sentir dire da qualche parte. Si ammazza! Sono stato ammesso al cerimoniale, presso una casa di contadini (che privilegio essere definiti tali!) nelle campagne di Gualdo Tadino, dove ho compreso il concetto palmare di asserzioni quali, “fare la pelle” o “prendersi una pacca sulle spalle”. Intanto che gli addetti consumavano il sacrificio, Ivo Picchiarelli, storico del nostro Appennino, illustrava - una a una - le pratiche cruente della liturgia, spiegando come i ritmi stagionali siamo correlati alla morte del nino, al consumo delle carni e per quale motivo ogni porzione commestibile del suo corpo, tenga conto dei ritmi calendariali. La politica dovrebbe prendere esempio dalla trasformazione del maiale, non fosse altro perché il suino comprova come la natura non tollera vuoti, così come non li tollera la politica stessa. Se ciascuno allevasse un proprio maiale, si passerebbero più ore senza parlare di politica, leggere di politica, ascoltare la politica in televisione e sproloquiare di politica in pubblico o in privato. Lo dico non per negare la necessità educativa, sociale, ludica, metaforica, essenziale dell’arte di governare gli uomini, ma per recuperare quella ben più esemplare di governare le bestie, il cui sacrificio assicura la sopravvivenza della specie. Non si campa di sola cicoria e tisane depurative. Ammazzare il maiale realizza un gesto profondamente morale, che ne dicano gli animalisti. E l’operazione va mostrata senza reticenze ai figli. Cristo ci ha insegnato che alla fine qualcuno deve morire, per garantire la vita altrui. Cibarsi di talune parti del verro potrebbe essere definita oggi un’esperienza gastronomica estrema. Mentre mangiano la padellaccia, gli sfrizzoli, i budellucci o i sanguinacci, i figli sono educati, senza troppe fisime, a non lasciare nulla nel piatto. Il Vangelo di Luca raccomanda: “Mangiate ciò che vi sarà messo davanti” e non solo il prosciuttino di Parma, da cui le principesse “à la page”, che ordinano taglieri misti in enoteca, separano il grasso dal magro. Edoardo e Greta, nipotini di Gianfranco Pascolini, dopo aver assistito al sacrificio cruento senza frignare (anzi, con turgore fondamentalista tipicamente gualdese) ci hanno fatto la scarpetta, con quelle parti considerate sacre. Mentre il suino veniva scannato hanno ascoltato le parole secche, sostanziose e definitive, i concetti inequivocabili di chi non ha tempo da perdere. Hanno fatto tesoro di locuzioni aderenti al linguaggio degli antenati Umbri, filologicamente orientate verso origini remote, se paragonate alle demenze linguistiche, alla slavina di frasi defunte, di massime agonizzanti, d’imbrogli parodistici, di proclami di guerre civili a destra e manca, che ascoltano in televisione. L’insegnamento del maiale può ben sostituirsi a una giornata di scuola, ministro Gelmini, perché insegna che non c’è sviluppo, ricchezza culturale e sociale, senza responsabilità individuali e riconoscimento dei ruoli. Intorno al suo sacrificio (e in seguito, alla sua mensa) si realizza quel movimento virtuoso degli interessi e quella ricerca onesta del profitto domestico, indispensabili ad una società economicamente funzionante. Siparietto. L’anatomia del suino riproduce l’ordine, non l’anarchia. Un’anatomia simile a quella della società civile, che se mal governata si dissolve. Il fallimento delle strategie politiche globali, di quelle bancarie, delle strutture amministrative locali, è dovuto all’incapacità dei norcini della politica a gestire le ricchezze a loro disposizione e di metterle in rete. Un norcino di valore deve saper utilizzare al meglio le varie parti del maiale, come un politico in cerca di consensi, deve fornire prova di saper gestire al meglio le risorse della comunità che lo ha eletto. Se no è come sfasciare i prosciutti per farne salsicce. Beata umbritudine, umbra beatitudine.
Giovanni Picuti

abcabc@cline.it

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Uploaded on Jan 24, 2012

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