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Com'è bella giovinezza
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Uploaded on Dec 19, 2009 Il male di viviere
Spesso il male di vivere ho incontrato:
Uploaded on Dec 19, 2009 Mi piaci silenziosa
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Uploaded on Dec 19, 2009 Regali di Natale
Desiderare non costa nulla. Lo sa bene Rosy Bindi, che per Natale ha chiesto a Berlusconi di difendersi nei processi e non dai processi. Anche il movimento viola ha espresso analogo desiderio, minacciando lo scontro in piazza, senza considerare che per le festività molti centri storici saranno chiusi al traffico. Zuffe istituzionali a parte, sarà un Natale micragnoso. Arriveranno i turisti a visitare l’albero di Assisi addobbato da Zaia ed estirpato dalle selve di Costacciaro, a chilometro zero. Che trovata brillante, signor ministro, funzionari della Federforeste e frati del Sacro Convento! La questione è imbarazzante, oltre che di scarso richiamo filologico: laudato sii mio Signore per nostro frate abete sradicato. Congratulazioni anche ai produttori del settore oleario, che farebbero meglio ad analizzarli quei lubrificanti offerti a Santa Klaus, patrono di Bari, dove di bruschette lampanti se ne intendono. Questa cosa di portare gli ebeti (pardon, gli abeti) nelle piazze è ormai tradizione inveterata. Ricorre col solstizio d’inverno, stavolta in concomitanza con l’imboscata al monarca assoluto. Parlo dell’opera di macelleria di quel Tartaglia, giunta appena in tempo per suscitare le simulazioni di solidarietà dei berluscofobici, perennemente indignati nei confronti del Cavaliere, che quest’anno il panettone dovrà mandarlo giù con la cannuccia: cosa che ha destato l’allegria di molti, a sinistra. Così impara a lasciarsi processare! Non sono bravo con i sondaggi quanto Mannheimer, ma credo che sia valsa la pena di farsi rompere il muso con un souvenir di alabastro, perché niente è più utile del sangue versato per rivelare l’umana sofferenza e per aumentare il distacco dagli avversari. Come se non fosse bastata l’opera di Spatuzza, a rimandare il boomerang in faccia a chi l’aveva lanciato. Intanto il Natale avanza e le regionali sono dietro l’angolo. Noi cosa regaleremo per queste festività? Niente profumi, tipo Laura Biagiotti, Ferragamo o Chanel, ma fragranze al pecorino di Francesco Rossi, pastore laureato in agraria, che non ha fatto l’Erasmus a Barcellona, dovendo parare il suo gregge a Colforcella di Cascia. Oppure i salumi di Tagliavento, il Bulgari dei macellai bevanati. Più accessibile è la Roveja, che ebbe il merito di contrastare le carestie della Valnerina e che oggi è stata sterminata, perché considerata legume infestante, proprio mentre Carlo Petrini la faceva conoscere al mondo. Della serie, come ti cancello la specie, intanto che Slow Food ne fa un presidio. E smettetela di cercare Adarmando 2007, l’introvabile Trebbiano di Tabarrini, premiato dal Gambero Rosso: “Tre bicchieri”, neanche una bottiglia! E’ Natale e dovrei sforzarmi di essere più buono, prendendo spunto dal Custode del Sacro Convento, ha donato ai bisognosi i prodotti agricoli lasciati sotto l’albero, facendo parlare di Assisi, cuore del mondo francescano e ricollegando la città (non mi chiedete perché e per come) a una ruralità ripudiata. Ma Francesco era il figlio di un contadino o di un venditore di stoffe? Siparietto. Berlusconi fu il primo a congratularsi telefonicamente con Maria Rita Lorenzetti, eletta alle regionali con largo margine di preferenze. Chissà se il nostro governatore - persona capace di considerare con ironico distacco il sangue avversario - lo avrà chiamato al San Raffaele, dispiacendosi per i danni prodotti (non si sa bene se a destra o a sinistra) dalla strenna di alabastro? Beata umbritudine, umbra beatitudine.
Uploaded on Dec 19, 2009 My son, my song
www.youtube.com/watch?v=Jek6iP6AuAQ
Uploaded on Dec 18, 2009 |
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