«C'era in un angolo della piazza, sotto una cupola d' ippocastani, una panchina appartata e seminascosta. E Marcovaldo l'aveva prescelta come sua. In quelle notti d'estate, quando nella camera in cui dormivano in cinque non riusciva a prendere sonno, sognava la panchina come un senza tetto sogna il letto d'una reggia.» Italo Calvino