Omaggio all'Unità d'Italia (Cossogno, Intrasca, monumento ai Caduti in guerra)

    L'Italia ha faticato molto per essere un unico Paese. Molte sofferenze, guerre, spargimento di sangue di umili soldati che combatterono con entusiasmo e dedizione, per convinzione autentica o anche semplicemente perche' indottrinati dai loro generali, come sempre è avvenuto lungo il cammino della Storia.

    Se 150 anni or sono l'Italia è divenuta un Paese unico, non per questo è ora un Paese unito e coeso. Non è ancora quella Nazione che Mazzini e Garibaldi sognarono e per la quale si sacrificarono le masse popolari e gli intellettuali piu' nobili.
    Neppure la Destra italiota al potere, pervicacemente incollata alle cadreghe, riesce ad accordarsi sui patriottismo che dovrebbe essere cemento e motivo di ispirazione retorica di quella compagine assurda e litigiosa. Le prese di posizione espresse sono schizofreniche e surreali. Esprimono bene il vuoto ideologico, la mancanza di ideali e di progetto comune.

    Esistono, all'alba del terzo millennio, quattro Italie ben distinte, Nord, Centro, Sud e Sardegna. Esistono anche tante altre Italie divise per reddito, lavoro, occupazione, possibilità di evasione fiscale, livello di salute, accesso alla cultura, inquinamento e benessere.

    Per questo motivo è assolutamente nefasta la propaganda di quei nordisti che, in un'Italia ancora da comporre, aspirano alla spaccatura, alla disunione, alla diffidenza, Invece di adoperarsi per convincere gli italiani della necessità storica di costruire un grande Stato forte e solidale non solo al momento di andare a combattere guerre altrui in posti lontani e desertici, ma sempre!
    Pensate ai contribuenti della Germania occidentale che si sono volentieri sobbarcati l'onere di inglobare la DDR colmandone il dislivello economico.

    Quando agitiamo al vento la bandiera tricolore, come simbolo di Unione e come aspirazione ideale, non dimentichiamoci di esaltare e promuovere l'Unione e la fratellanza anche all'interno degli altri Paesi del mondo. Ce ne dimentichiamo spesso, quando corriamo dietro a qualsiasi sogno autonomista in Spagna, Russia, Cina, Africa et etc etc..

    Abbiamo plaudito perfino alla spaccatura della ex Jugoslavjia, primo e forse unico esperimento di autogestione dell'Economia, alla spaccatura della ex URSS fra etnie che ora si combattono fra bombe, attentati e odio insanabile. Abbiamo incoraggiato qualsiasi movimento nel mondo che puntasse alla frammentazione. Siamo attratti, noi italiani, da una sorta di "entropia politica". Nello stesso tempo siamo tutti convinti europeisti.. Miopia?

    Immaginate per un attimo gli italiani come affetti dalla rara sindrome della coerenza. Pensateli a rivolger l'attenzione e gli auspici non aiBaschi secessionisti in Spagna o ai monaci tibetani in Cina foraggiati dalle superpotenze occidentali con la complicità del Vaticano ma .. ai Tirolesi di casa nostra.. Coloro che annunciano di essere in Italia contro-voglia, per nulla integrati ma neppure disintegrati e poco cassaintegrati.. Pensate ai Sardi, da sempre anelanti all'autodeterminazione (insofferenti giustamente delle troppe servitu' militari) .. Pensate ai Valdostani , non paghi dei privilegi accordati da De Gasperi per la non-fuga in Francia..Pensate a quei Friulani che si sentono appartenenti all Slovenjia, e parlano sloveno.

    Abbiamo poca memoria. Ci dimentichiamo dei secoli passati, quando tanti signorotti locali, satrapi e feudatari, si facevano la guerra, a spese altrui con la pelle altrui, per difendere l'orticello di casa, la propria bandierina contro le altre bandierine..

    Dobbiamo capire che l'Unione fa la Forza e specialmente la Pace.. Piu' Stati autonomi significa piu' occasioni di scontro e rivalità.

    Non ci serve il federalismo locale ma un grande, auspicabile federalismo mondiale. Non ci servono tanti governucoli di campanile, arraffatutto e privi di prospettiva. Non ci servono nuove frontiere. Le frontiere vanno abbattute, spianate.

    Non soltanto dobbiamo costruire un'Italia unita realmente nel tessuto sociale e non solo sulla carta, ma anche una società di Stati che sia parte di una Organizzazione di Nazioni Unite autorevole e dotata di poteri coercitivi.

    Nel 1861 è iniziato il lungo cammino che i nordisti non devono e non possono fermare..Specialmente non devono farlo per sistemare qualche poltrona in piu' alle Regioni o alle Province..O per accaparrarsi la direzione di qualche grande banca..magari federalizzata.

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    1. pier1970 (27 months ago | reply)

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    2. Andra MB (27 months ago | reply)

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    3. Stauromel-AlquimiaDigital (27 months ago | reply)

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    4. Cristina Negrini (27 months ago | reply)

      D'accordo in tutto! Bisogna essere uniti tutti per combattere la più grande battaglia che ci aspetta tra poco e cioè quella per salvare l'ambiente.

    5. LiberaMenteDonna [deleted] (27 months ago | reply)

      NO WAR! Io sto con Emergency e con chi è per la Pace!


      Visto / Seen in NO WAR! Io sto con Emergency e con chi è per la Pace!
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    6. fabyd (27 months ago | reply)

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