Prima di entrare nel Castello vero e proprio, bisogna soffermarsi sulla piazza del castello (Piazza Camillo Mancini, anticamente parte del Fortilizio) nella quale si arriva attraversando la porta del torrione. Gli edifici di questa piazza, furono realizzati dalla famiglia Colonna, come ampliamento del Castello.
Sul fondo della piazza si staglia maestosa la mole del Castello Dei Conti; il palazzo che si trova prima del vicolo di accesso (oggi edificio privato), anticamente rappresentava il sistema difensivo in direzione della piazza.
Percorrendo lo stretto vicolo in curva si raggiunge l'ingresso del Castello, formato da un arco gotico del XII secolo in pietra calcarea; l’ingresso stesso è però una costruzione aggiunta (rivellino) davanti alla porta più antica, che era l’accesso all’interno della cinta muraria, e che conserva ancora intatti i fori dei cardini di pietra nei quali la porta venne inserita e su di un lato una croce incisa sulla pietra.
L’ingresso è composto da due ambienti; saliti alcuni gradini, si gira verso sinistra e si incontrano, nella parete opposta, due archi gotici affiancati. Salendo un'altra rampa di scale si entra direttamente in quella che era la “piazza d’armi”, sul cui lato sinistro si trova la cisterna.
A sinistra della rampa un corpo di fabbrica alto due piani, costruito nell'epoca dell’istituzione del carcere, ospitava il tribunale dei Colonna. Al pian terreno c'era la cancelleria, mentre al primo la sala delle udienze con un pavimento ancora intatto in lastroni di pietra. Questa parte dell'edificio è addossata ad un muro di notevole spessore, che anticamente doveva costituire il muro di cinta del castello.
Sul lato sinistro del cortile si affaccia la porta della chiesetta di S. Angelo, nella quale vi sono tracce di affreschi; al suo lato destro si possono notare le pietre angolari di una torre.
La Torre Mastio è l’edificio più antico e probabilmente quello che ha dato origine all'intero complesso ed è citata inoltre in svariati testamenti di vecchia data. Essa possiede camere voltate sovrapposte nelle quali sono visibili ancora le antiche feritoie per l'inserimento delle balestre e la porta d'ingresso posta quasi due metri più in alto del cortile d'ingresso, tipica delle torri medioevali.
Attraverso il Mastio si accede in una sala a volta con un pilastro centrale, le cui pareti perimetrali sono caratterizzate da due porte gotiche con arco acuto, dalle quali, da una parte si accede ad un'altra torre, inglobata nel corpo di fabbrica, arricchita da affreschi del XIII secolo che rappresentano allegorie di monaci che raffigurano i mesi dell'anno.
Sulla facciata prospiciente il secondo cortile interno, si può ammirare, inglobata nella muratura, l'antica merlatura di tipo ghibellino. Sulla stessa facciata è stato poi inserito, a sinistra, un occhio ottagonale, che è identico a quello che si trova sulla facciata della cattedrale di Fossanova e nel palazzo comunale di Priverno.
Questo elemento architettonico non è un caso. L'abbazia di Fossanova fu iniziata nel 1187 e consacrata nel 1208 da Innocenzo III e vi partecipò il conte Giovanni de Ceccano in testa a 50 cavalieri bardati per l’occasione; a lui si attribuisce la realizzazione di questa parte del castello, che sancisce il passaggio dalla fazione imperiale a quella del papato. Lo stesso Giovanni è colui che partecipò alla realizzazione a Ceccano della chiesa di S. Maria a Fiume, già nel 1196, prima cioè della realizzazione di Fossanova, il primo esempio di abbazia cistercense in Italia.
Nella parte a Sud-Est c' è quel che resta di un ambiente voltato a crociera: si tratta di un arco gotico del XIV secolo, in tufo dell’Arnara, molto simile a quelli della chiesa di S. Nicola.
I maggiori cambiamenti si sono avuti dopo il 1860 quando il Marchese Berardi, che aveva acquistato il castello, lo fece restaurare dall'architetto Antonio Cipolla, dando al Castello forme neo-gotiche nelle facciate e le merlature che rivestivano la torre ed il corpo di fabbrica, nonché nelle bifore dell’ultimo piano, che venne trasformato da sottotetto a residenza.
Quest'aspetto viene documentato in molte foto dell'epoca, ma tuttavia di questa fase costruttiva resta ben poco; il Castello dopo la chiusura del carcere mandamentale al suo interno negli anni '70 viene lasciato in uno stato di abbandono e degrado, fino a che il comune lo acquista e ne decide il restauro.
I lavori di restauro (eseguiti non senza polemiche riguardo il mancato rifacimento delle merlature ottocentesche), hanno previsto la demolizione di tutte le costruzioni recenti, incongrue all'impianto originario dell'edificio e ai suoi ampliamenti, col fine di recuperare il più possibile le facciate originarie e consentire la lettura delle tre diverse fasi costruttive (Castello Medievale, Castello dei Colonna, Palazzo Comitale di fine 800).
Dalle logge del Castello, vere e proprie "terrazze sulla Ciociaria", è possibile ammirare un'affascinante panorama; lo sguardo spazia dai Monti Ernici al Monte Cairo, dalla valle del Sacco a Montecassino, dalla bellissima chiesa di Santa Maria A Fiume a Castel Sindici, fino al centro storico sottostante.
Per visitare il castello è indispensabile la prenotazione al numero 3667192583 (Ufficio informazioni del Castello).