lo spettacolo del mare

lo spettacolo del mare

Anche un individuo è un mare di persone diverse: ereditate, imitate, subite, assimilate, confuse, spesso nemiche tra loro, per buona parte inconsce, tutte comunque riassunte nell'impressione unica e complessiva e inconfondibile, per cui un uomo ci colpisce come una schietta individualità e tuttavia sappiamo che è un caos. Come la distesa dei flutti. Costantemente mutevoli e frastagliati l'uno e l'altro, sempre più si conferma la somiglianza fra l'uomo e il gioco delle onde.
(E. Zolla)

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Uploaded on Mar 10, 2012

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finestra azzurra

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Uploaded on Mar 9, 2012

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un elefante a Ferrara

un elefante a Ferrara

Narrano che a Brhamajastany vivessero tre ciechi dalla nascita che fraternamente condividevano lo stesso crocicchio in cui passare le giornate e le elemosine che generosamente il paese destinava loro. Passavano le giornate raccontandosi tutto ciò che non avevano vissuto, ascoltando tutto ciò che giungeva alle loro orecchie, benedicendo Shiva o qualsiasi altra divinità i loro benefattori invocassero.
Un giorno sentirono parlare di un elefante, nobile animale dal portamento altero e dalla memoria portentosa, capace di imprese grandiose grazie alla sua forza immensa, sulla cui schiena gli dei avevano costruito una casa che li portasse per il modo.
Fu così che ai tre ciechi nacque la curiosità di conoscere quel portentoso animale, loro che null'altro conoscevano all'infuori del crocicchio e dei personaggi che lo frequentavano. Con l'aiuto di un loro amico si spostarono dal luogo abituale e si fecero accompagnare al cospetto di un elefante, null'altro potendo fare, per imparare come fosse, che toccarlo. Il primo toccò la sinuosa proboscide, il secondo toccò una possente zampa ed il terzo saggiò l'esile codino, tornando poi, dopo quella fugace esperienza, al vecchio crocicchio ed alle abitudini di sempre, solo i discorsi cambiando: non più parole riportate da altri, ma racconti d'esperienze vissute.
Ah, capisco la gloria dell'elefante, così agile e guizzante può servire gli dei meglio di chiunque altro; veloce nella presa e preciso nel colpire: così si conquista la grazia presso i venerabili.
Di cosa stai parlando, amicosan, l'elefante è grosso, possente e la sua forza è nella statura tanto grande da raggiungere il cielo senza sforzo alcuno. Capisco perché gli dei l'hanno scelto per il loro vagabondare: accanto a lui ogni nemico vien tacendo dalla paura, cosicché il viaggiare è piacevole e sicuro.
Di cosa andate cianciando, amici cari, che bestie avete conosciuto nella vostra esplorazione? So ben io com'è fatto l'elefante, ho avuto modo di coglierlo in pieno con le mie mani: tutta vanagloria e millantato ardore. L'elefante è uno smilzo animaletto con qualche pelo e nessun'altra virtù. Come han potuto gli dei farsi ingannare a tal punto da considerarlo loro portantino? Al primo viaggio sicuro si ricrederanno.
Così parlavano i tre con rinnovato ardore, ciascuno convinto delle proprie parole e portando a supporto della propria argomentazione l'esperienza vissuta in prima persona. Nessuno dei tre intendeva rinunciare a quella che era l'esperienza della sua vita, all'unico atto vissuto appieno in una vita trascorsa ad ascoltare esperienze altrui. Da grandi amici che erano i tre divennero acerrimi nemici, il crocicchio che sempre era bastato a contenerli tutti divenne troppo piccolo, il cibo che sempre era bastato a sfamarli tutti divenne troppo poco, il tempo che lento scorreva sui tre parve correre e trasformò quel luogo di pace in un teatro di battaglie furibonde.
Intervenne la guardia che condusse i tre ciechi al cospetto del gran visir che giudicasse la disputa che con tanto astio i tre portavano avanti turbando la pace del luogo. Ognuno dei ciechi presentò la sua istanza ancora garantendo la veridicità della propria esposizione con l'esperienza vissuta e confutando quella dei due non più amici, di nuovo con tutto l'ardore possibile ed inveendo contro l'ignoranza e l'arroganza dei compari. Il gran visir, con molta pazienza li stette ad ascoltare poi sentenziò: stolti e vanagloriosi tutti, tornate a tacere e riconciliarvi tra voi che la verità è data dalla vostra somma e non dalla vostra divisione. Nessuno ha torto e nessuno ha ragione perché l'elefante ha proboscide sinuosa, zampe possenti e un'esile coda, ma è tutt'uno, un unico animale che, seppur grande, può essere visto con uno sguardo d'insieme che ogni aspetto comprende.
Ora andate, stolti, uscite dal mio cospetto prima ch'io mi adiri completamente e vi faccia bastonare per la vostra arroganza e presunzione. Tornate al vostro angolo di strada...

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Uploaded on Feb 28, 2012  |  Map

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antico e moderno

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Uploaded on Feb 24, 2012  |  Map

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una mattina per noi

una mattina per noi

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Uploaded on Feb 24, 2012

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