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vale....'s photostream |
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La Ballata degli Impiccati e dei Bombardati
"Tutti morimmo a stento
ingoiando l'ultima voce
tirando calci al vento
vedemmo sfumare la luce.
L'urlo travolse il sole
l'aria divenne stretta
cristalli di parole
l'ultima bestemmia detta.
Prima che fosse finita
ricordammo a chi vive ancora
che il prezzo fu la vita
per il male fatto in un'ora.
Poi scivolammo nel gelo
di una morte senza abbandono
recitando l'antico credo
di chi muore senza perdono.
Chi derise la nostra sconfitta
e l'estrema vergogna ed il modo
soffocato da identica stretta
impari a conoscere il nodo.
Chi la terra ci sparse sull'ossa
e riprese tranquillo il cammino
giunga anch'egli stravolto alla fossa
con la nebbia del primo mattino.
La donna che celò in un sorriso
il disagio di darci memoria
ritrovi ogni notte sul viso
un insulto del tempo e una scoria.
Coltiviamo per tutti un rancore
che ha l'odore del sangue rappreso
ciò che allora chiamammo dolore
è soltanto un discorso sospeso"
[Fabrizio De Andrè]
Fabrizio, pensando solo a Gaza...
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Uploaded on Jan 11, 2009
Boycott Israel: se compri prodotti israeliani diventerai parte di questi crimini di guerra
-Lista dei prodotti israeliani:
AHAVA: prodotti estetici e dermatologici distribuiti in Italia da P.M.
CHEMICALS S.R.L./Milano
AMCOR: purificatori e condizionatori d'aria, insetticidi
ALBATROSS: fax e sistemi di posta elettronica
CANTINE BARKAN Ltd: vini con etichetta Reserved, Barkan e Village
CANTINE DELLE ALTURE DEL GOLAN: vini con etichetta Yarden, Gamla e Golan distribuiti in Italia da GAJA DISTRIBUZIONE, Barbaresco (Cuneo)
CARMEL: prodotti d'esportazione come avocados, fiori recisi e succhi di frutta
CALVIN KLEIN: alcuni capi di vestiario sono realizzati in Israele
DATTERI DELLA VALLE DEL GIORDANO varietà Medjoul e Deglet Nour
EPILADY/MEPRO: epilatori
HALVA: barrette di sesamo
INTEL: microprocessori e periferiche
JAFFA: agrumi
MOTOROLA: prodotti di irrigazione e fertilizzanti
MUL-T-LOCK Ltd: porte blindate, serrature di sicurezza, cilindri e attrezzature
NECA: saponi
PRETZELS: snack salati della Beigel
SALI DEL MAR MORTO: prodotti cosmetici
Società Gitto Carmelo e Figli Srl di Messina: ha costruito una strada che passa nei territori occupati ed è a solo uso dei coloni
SODA-CLUB Ltd.: sistemi per carbonare e sciroppi per la preparazione di
soda e soft drinks
SOLTARN Ltd: pentole e tegami in acciaio antimacchia
VEGGIE PATCH LINE: hamburger di soia e prodotti alternativi
-Per generi : marche
Abbigliamento: Ask Retailer; Gottex, Gideon Oberson, Sara Prints, Calvin Klein
Aromi e spezie: MATA, Deco-Swiss, Israel Dehydration Co. Ltd.
Bevande: Askalon, Latroun, National Brewery Ltd., Carmel, Eliaz Benjamina
Ltd., Montfort, Yarden Vineyards, International Distilleries of Israel
Ltd. (Sabra), Gamla, Hebroni
Budini: OSEM, MATA, Israel Edible Products Ltd. -Telma
Cipolle: Beit Hashita, Carmit, Sunfrost
Formaggi: Kfir Bnei-Brak Dairy Ltd., Tnuva, Central Co-op, MATA, Haolam
Frutta: Assis Ltd., Carmel Medijuice, NOON, PRI-TAIM, Agrexco USA Ltd.,
Yakhin, PRI-ZE, FIT (Federation of Israel Canners), Jaffy's Citrus
Products
Prodotti a base di pomodoro: FIT, Medijuice, Pardess, Yakhin, VITA
Prodotti dolciari (caramelle e noccioline): Carmit, Elite, Geva, Rimon,
Karina, Lieber, Oppenheimer, OSEM, Taste of Israel, Israel Edible
Products - Telma
Olive: Beit Hashita, H&S Private Label, Shan Olives Ltd. (Hazayith)
Marmellate, conserve, sciroppi, miele e frutta candita: Assis Ltd., I&B
Farm Products, Meshek Industries (Beit Yitshak 778) Ltd., VITA
Pesce: Noon, Yonah, Carmel, Ask retailer/frozen fillets
Prodotti a base di tacchino: Hod Lavan, Soglowek, Yarden, Ask retailer/butcher/Deli
Prodotti dietetici: Elite, Froumine, OSEM, Israel Edible Products - Telma, Kedem, Afifit Ltd., Magdaniat Hadar Ltd., Tivon
Prodotti di forneria: Affifit Ltd., Barth, Elite, Einat, Froumine, Hadar, Israel Edible Products - Telma, Magdaniat Hadar Ltd., OSEM, Taste of Israel
Prodotti vegetali:
Yakhin, PRI-TAIM, PRI-ZE Growers/MOPAZ, Sanlakol, Carmelit Portnoy, Tapud, Sun Frost
Salse per pizza: Jaffa-Mor, VITA, H&S Private Label, MATA
Zuppe, salse e dadi: Israel Edible Products Ltd. - Telma, OSEM, MATA, Gourmet Cuisine
Software e componenti per computer: Four M, Cimatron, Eliashim Micro Computers, Sintel, Ramir (Adacom), Rad, Orbotech, Shatek, Scitex, 4th Dimension Software Ltd., magic Software, 32-bit
Per approfondire:
articolo
Vale (non io) e Kathie, manifestazione per il boicottaggio di Israele, Ramallah, gennaio 2009
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Uploaded on Jan 8, 2009
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Tre candele per tre ore
Oggi sono andata al consolato italiano di Gerusalemme est...il delirio...
Sembrava un grande formicaio.
Israele apre un corridoio umanitario e quindi per la fatidica ora bisogna conciliare due cose: la logistica (coordinamento con le altre agenzie di cooperazione per evitare di portare tutti le stesse cose, individuazioni delle reali necessità, procurarsi le cose...) e la visibilità. Mi sono interrogata a lungo su questa parola e credo che la prossima volta che ci andrò chiederò spiegazioni. La visibilità di cosa? Di una azione ipocrita? Del lavarsi le mani insanguinate? Del erigersi a Ponzio Pilato di 600 palestinesi -e questa volta non solo di uno-? La visibilità del governo italiano.... Credo che il governo italiano (e non solo quello) nella mia mente è illuminato con fari al neon...c'è scritto solo GOVERNO ITALIANO – VERGOGNA.
Mentre prendevo coscienza della relativissima utilità di questa azione, pensavo a cosa succederà quando i generatori smetteranno di funzionare, quando finirà il gasolio...
Torno a casa, tutti parlano di questa tregua, arrivano messaggi per raccogliere sangue, vestiti, cibo...
Una Ramallah mobilitata non solo dalle manifestazioni...
E intanto le tre ore sono già passate.
E intanto la tregua c'è stata solo sui giornali perchè, al di fuori di Gaza City, Israele ha continuato a bombardare e sparare.
E intanto con tre ore non riesci neanche a trasportare dieci feriti
E intanto vediamo quanti altri medici e infermieri che prestano soccorso fanno fuori sparando sulle ambulanze
E intanto penso che è assurdo che se sei in pericolo di vita non puoi scappare.
Non esisteranno profughi a Gaza, solo morti.
"Tre ore.
In tre ore si può fare bene all'amore. In tre ore si può fare una cena soddisfacente. In tre ore si può andare da Milano a Firenze, ma si prende la multa per eccesso di velocità.
In tre ore si può leggere un giornale, in tre ore si possono fare tante cose.
Non si riesce, l'ho sperimentato personalmente, a fare cinquanta chilometri con un convoglio di aiuti su strade di guerra, non si riesce a trasportare, scaricare, e poi evacuare un convoglio umanitario.
Siamo messi così male, però, che una proposta che agli occhi del mondo dovrebbe sembrare insultante ed oltraggiosa (fermiamo per tre ore al giorno i nostri crimini contro l'umanità come il bombardare scuole e ospedali) suona come un passo avanti e una apertura.
Ma questa aggressione contro i civili palestinesi (oramai non regge più la favola della guerra chirurgica) è talmente violenta, indiscriminata, totale, che per le vittime tre ore saranno maledette, ma anche bendette insieme. E questo è forse ancora più terribile.
Io mi vergogno. Mi vergogno del nostro governo, mi vergogno dei nostri giornali, mi vergogno delle Nazioni Unite, mi vergogno dell'Unione Europea.
Vorrei che ci fosse qualcuno che aiustasse a tradurre lo sgomento e la vergogna e la rabbia che provano tutti quelli che riescono a sapere cosa realmente sta accadendo a Gaza nonostante le menzogne che la propaganda occidentale propina, in qualche cosa che sia utile a fermare questa ennesima strage, quest'altro crimine contro l'umanità. Che dovrebbe indignare più degli altri, perché perpetrato da chi ha mezzi, da chi ha cultura, da chi ha strumenti per fare altro. E invece sceglie deliberatamente di assomigliare a tutti gli altri Stati, governi, dittature che si sono macchiati di crimini contro l'umanità."
[Maso Notarianni, da Peacereporter]
Manifestazioni di studenti, Ramallah, Gennaio 2009
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Uploaded on Jan 7, 2009
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Vergogna e silenzio...
Leggo così frequentemente la parola "vergogna" in questi giorni.
Vergogna per un massacro di quasi 600 persone in pochi giorni, vergogna per le bombe lanciate su case, ospedali e moschee, vergogna per un combattimento tra muli e carretti contro carroarmati, vergogna per un genocidio...
Il genocidio è iniziato il 27 dicembre 2008......
Per i Palestinesi il genocidio è inziato sessant'anni fa e dura da sessant'anni...
Questa è la questione.
La vergogna viene fuori quando ci sono i missili e i corpi squarciati di fronte a una telecamera.
Ma l'indignazione per un embargo che dura da due anni e mezzo, per l'impossibilità di uscire dalla striscia per andare a fare una chemioterapia, la disoccupazione alle stelle, l'impossibilità di pescare al largo (e quindi di pescare!!) pena mitragliatori israeliani addosso, il blocco delle materie prime (farina, petrolio compresi) dov'è, dov'è l'indignazione per la morte lenta, quella lontana dalle televisioni?
La vergogna è di chi, nascondendosi dietro alla paura di un crescente antisemitismo, continua a giustificare un colonialismo e un occupazione mistificandola a scontro religioso o di civiltà.
La vergogna è nel silenzio sui sessant'anni dell'occupazione della Palestina, sui posti di blocco ai chekpoint, sull'impossibilità di andare all'università o al lavoro, sulla distruzione e l'espropriazione di terre, sulle case dei coloni costruite sulle macerie dei villaggi palestinesi, sulle torture, sulle umiliazioni, sulle lacrime delle madri che vedono arrestati i loro figli perchè fanno volantinaggio in università, sulla disperazione delle mogli che guardano l'IDF portare via incappucciati i mariti mentre gattonano come cani.
La vergogna è dei fratelli musulmani che, incatenati dentro la logica del profitto e del commercio con chi permette questo cronico genocidio, se ne fottono della Palestina.
La vergogna è dell'Egitto che non apre le frontiere su Gaza.
La vergogna è dell'Unione Europea, della politica italiana (comunisti compresi) che morsi dal senso di colpa di una Shoa finita sessant'anni fa e mangiati dalla loro mentalità "alleta" tacciono su una Nakba che invece dura da sessan'anni.
La vergogna è nei mezzi di informazione che continuano a dipingere i Palestinesi come "naturalmente" terroristi senza contestualizzare, senza sentire l'esasperazione di chi le ha provate proprio tutte. Leila Khaled scriveva: "A quelli che si riferiscono alla lotta di liberazione palestinese chiamandola terrorismo, vorrei ricordare: chi e' che ha portato il terrorismo nelle nostre vite? Noi non abbiamo piantato il terrore nella nostra patria, e' il nemico che l'ha fatto. Dunque i termini dovrebbero essere ristabiliti, sforzandoci, per una volta, di vedere da dove e perche' il terrore e' venuto fuori."
La vergogna è nostra, intima.
Per lo stato di Israele e gli amici americani invece la vergogna non basta...
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Uploaded on Jan 6, 2009
In onda Guernica: Gaza dicembre 2008
Dopo che la fine della tregua è stata più volte interrrotta da Israele nel corso di questi mesi con incursionie e uccisioni..
Dopo due anni e mezzo di embargo, senza medicine, senza farina per comprare il pane, senza elettricità per far funzionare gli ospedali, senza gasolio per cucinare..
Dopo il blocco delle "frontiere" dopo che a centinaia di persone è stato impedito di uscire per fare una chemioterapia, per fare un esame, per partorire...
Dopo sessanta anni di occupazione...
...c'è chi ancora lo chiama terrorismo...
"E leggerò domani, sui vostri giornali, che a Gaza è finita la tregua.
Non era un assedio dunque, ma una forma di pace, quel campo di
concentramento falciato dalla fame e dalla sete. E da cosa dipende la
differenza tra la pace e la guerra? Dalla ragioneria dei morti? E i
bambini consumati dalla malnutrizione, a quale conto si addebitano?
Muore di guerra o di pace, chi muore perché manca l'elettricità in
sala operatoria? Si chiama pace quando mancano i missili - ma come si
chiama, quando manca tutto il resto?
E leggerò sui vostri giornali, domani, che tutto questo è solo un
attacco preventivo, solo legittimo, inviolabile diritto di autodifesa.
La quarta potenza militare al mondo, i suoi muscoli nucleari contro
razzi di latta, e cartapesta e disperazione. E mi sarà precisato
naturalmente, che no, questo non è un attacco contro i civili - e
d'altra parte, ma come potrebbe mai esserlo, se tre uomini che
chiacchierano di Palestina, qui all'angolo della strada, sono per le
leggi israeliane un nucleo di resistenza, e dunque un gruppo illegale,
una forza combattente? - se nei documenti ufficiali siamo marchiati
come entità nemica, e senza più il minimo argine etico, il cancro di
Israele? Se l'obiettivo è sradicare Hamas - tutto questo rafforza
Hamas.
Arrivate a bordo dei caccia a esportare la retorica della democrazia,
a bordo dei caccia tornate poi a strangolare l'esercizio della
democrazia - ma quale altra opzione rimane? Non lasciate che vi
esploda addosso improvvisa. Non è il fondamentalismo, a essere
bombardato in questo momento, ma tutto quello che qui si oppone al
fondamentalismo. Tutto quello che a questa ferocia indistinta non
restituisce gratuito un odio uguale e contrario, ma una parola scalza
di dialogo, la lucidità di ragionare il coraggio di disertare - non è
un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro l'altra Palestina,
terza e diversa, mentre schiva missili stretta tra la complicità di
Fatah e la miopia di Hamas. Stava per assassinarmi per autodifesa, ho
dovuto assassinarlo per autodifesa - la racconteranno così, un giorno
i sopravvissuti.
E leggerò sui vostri giornali, domani, che è impossibile qualsiasi
processo di pace, gli israeliani, purtroppo, non hanno qualcuno con
cui parlare. E effettivamente - e ma come potrebbero mai averlo,
trincerati dietro otto metri di cemento di Muro? E soprattutto -
perché mai dovrebbero averlo, se la Road Map è solo l'ennesima arma di
distrazione di massa per l'opinione pubblica internazionale? Quattro
pagine in cui a noi per esempio, si chiede di fermare gli attacchi
terroristici, e in cambio, si dice, Israele non intraprenderà alcuna
azione che possa minare la fiducia tra le parti, come - testuale - gli
attacchi contro i civili.
Assassinare civili non mina la fiducia, mina il diritto, è un crimine
di guerra non una questione di cortesia. E se Annapolis è un processo
di pace, mentre l'unica mappa che procede sono qui intanto le terre
confiscate, gli ulivi spianati le case demolite, gli insediamenti
allargati - perché allora non è processo di pace la proposta saudita?
La fine dell'occupazione, in cambio del riconoscimento da parte di
tutti gli stati arabi. Possiamo avere se non altro un segno di
reazione? Qualcuno, lì, per caso ascolta, dall'altro lato del Muro?
Ma sto qui a raccontarvi vento. Perché leggerò solo un rigo domani,
sui vostri giornali e solo domani, poi leggerò solo, ancora,
l'indifferenza. Ed è solo questo che sento, mentre gli F16 sorvolano
la mia solitudine, verso centinaia di danni collaterali che io conosco
nome a nome, vita a vita - solo una vertigine di infinito abbandono e
smarrimento.
Europei, americani e anche gli arabi - perché dove è finita la
sovranità egiziana, al varco di Rafah, la morale egiziana, al sigillo
di Rafah? - siamo semplicemente soli. Sfilate qui, delegazione dopo
delegazione - e parlando, avrebbe detto Garcia Lorca, le parole
restano nell'aria, come sugheri sull'acqua. Offrite aiuti umanitari,
ma non siamo mendicanti, vogliamo dignità libertà, frontiere aperte,
non chiediamo favori, rivendichiamo diritti. E invece arrivate,
indignati e partecipi, domandate cosa potete fare per noi. Una scuola?
Una clinica forse? Delle borse di studio? E tentiamo ogni volta di
convincervi - no, non la generosa solidarietà, insegnava Bobbio, solo
la severa giustizia - sanzioni, sanzioni contro Israele.
Ma rispondete - e neutrali ogni volta, e dunque partecipi dello
squilibrio, partigiani dei vincitori - no, sarebbe antisemita. Ma chi
è più antisemita, chi ha viziato Israele passo a passo per
sessant'anni, fino a sfigurarlo nel paese più pericoloso al mondo per
gli ebrei, o chi lo avverte che un Muro marca un ghetto da entrambi i
lati? Rileggere Hannah Arendt è forse antisemita, oggi che siamo noi
palestinesi la sua schiuma della terra, è antisemita tornare a
illuminare le sue pagine sul potere e la violenza, sull'ultima razza
soggetta al colonialismo britannico, che sarebbero stati infine gli
inglesi stessi? No, non è antisemitismo, ma l'esatto opposto,
sostenere i tanti israeliani che tentano di scampare a una nakbah
chiamata sionismo.
Perché non è un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro
l'altro Israele, terzo e diverso, mentre schiva il pensiero unico
stretto tra la complicità della sinistra e la miopia della destra.
So quello che leggerò, domani, sui vostri giornali. Ma nessuna
autodifesa, nessuna esigenza di sicurezza. Tutto questo si chiama solo
apartheid - e genocidio. Perché non importa che le politiche
israeliane, tecnicamente, calzino oppure no al millimetro le
definizioni delicatamente cesellate dal diritto internazionale, il suo
aristocratico formalismo, la sua pretesa oggettività non sono che
l'ennesimo collateralismo, qui, che asseconda e moltiplica la forza
dei vincitori.
La benzina di questi aerei è la vostra neutralità, è il vostro
silenzio, il suono di queste esplosioni. Qualcuno si sentì berlinese,
davanti a un altro Muro. Quanti altri morti, per sentirvi cittadini di
Gaza?"
[M. Barghouti, ex ministro dell'informazione dell'Autorità Palestinese]
In onda Guernica in Gaza, dal 28 dicembre 2008
Si ringrazia per la partecipazione lo Stato di Israele, le Nazioni Unite, gli Stati Uniti d'America, l'Unione Europea, tutti i Paesi Arabi Uniti e non e non da ultimo l'Autorità Nazionale Palestinese
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Uploaded on Dec 28, 2008
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