Scesi nella strada, andai per le strade di quella Sicilia non più viaggio, ferma, e fumavo e piangevo.
"Ah! Ah! Egli piange! Perchè piange?" urlarono i corvi tra loro, venendomi dietro.
Io continuai il mio cammino senza rispondere, ed ecco, mi venne dietro anche una vecchia nera. - Perchè piangete? - domandò.
Nulla io risposi, e andai oltre, fumando, piangendo; e un facchino che aspettava sulla piazza con le mani in tasca mi domandò anche lui: - Perchè piangete?
Anche lui mi venne dietro, e io passai, sempre piangendo, dinanzi a una chiesa. Ci vide il prete, me e quelli che mi seguivano, e domandò alla vecchia, al facchino, ai corvi: - Perchè piange quest'uomo?
Si unì a noi, e dei fanciulli ci videre, esclamarono:
- Guarda! Egli fuma e piange!
Anche dissero: - E' per il fumo che piange! - E mi vennero dietro con altri, portando dietro di me il loro gioco.
Così pure mi venne dietro un barbiere, e mi vennero dietro un legnaiolo, uno straccione, una ragazza col capo avvolto in una sciarpa, un secondo straccione. Mi vedevano e mi chiedevano: - Perchè piangete? - O chiedevano a quelli che mi seguivano: - Perchè piange? - E tutti diventavano seguaci miei: un carrettiere, un cane, uomini di Sicilia, donne di Sicilia, e perfino un cinese. - Perchè piangete? - chiedevano.
Ma io non avevo nessuna risposta da dar loro. Non piangevo per qualche ragione. In fondo non piangevo nemmeno; ricordavo; e il ricordo aveva quest'apparenza di pianto agli occhi altrui.
(...)
- Non piango, - io continuai. - Non c'è nulla sotto.
E l'uomo Ezechiele gridò: - Molto offeso è il mondo!
- Ma io non piango in questo mondo, - io replicai.
Disse la vedova: - Piange per sua madre.
L'altra donna disse: - Piange per suo fratello morto.
- No, no, - io replicai. - Non piango in me. Non piango in questo mondo.
(...)
E io finii di fumare, finii di ricordare. Smisi di piangere.
Elio Vittorini, Conversazione in Sicilia°
Il padre della madre, il padre con la madre che è la figlia, scambi sanguigni, San Benedetto del Tronto, Dicembre 2011.