Il Molino Stucky di Venezia è un edificio storico che costituisce uno dei maggiori esempi di architettura neogotica applicata ad un edificio industriale.
Per architettura neogotica si intende, nella storia dell'arte occidentale, uno stile che intorno al XIX secolo reintrodusse le forme dell'architettura gotica. Queste ultime erano cadute in disuso dopo l'affermazione del Rinascimento e degli stili sviluppatisi in seguito.
Il Molino sorge sull'estremità occidentale dell'isola di Giudecca accanto ad un altro antico stabilimento, il Fortuny, ed è stato costruito nel 1895 per iniziativa di Giovanni Stucky di nobile famiglia svizzera (imprenditore e finanziere svizzero), il cui padre si era spostato nel Veneto sposando un'italiana della famiglia Forti, che affidò la progettazione all'architetto Ernst Wullekopf.
L'idea originale di istituire un mulino nella laguna veneta venne a Giovanni Stucky intorno alla metà dell'Ottocento , l'imprenditore decise di sfruttare il canale veneziano per un veloce trasporto via acqua del grano da destinare al mulino dell'isola di Giudecca.
L'impianto modello - dotato di illuminazione elettrica alimentata a gas - dava lavoro, a pieno regime, a millecinquecento operai .
Wullekopf volle dotare l'edificio della classica e caratteristica facciata neo-gotica con impresso il nome del proprietario del mulino sormontato da un gigantesco orologio, un prospetto diventato da allora un simbolo dell'architettura industriale in Italia.
L'inizio della decadenza del Molino Stucky - che fu anche adibito a pastificio - ebbe inizio a partire dagli anni 1910, fino alla irreversibile chiusura avvenuta nel 1955 dopo un lungo periodo di crisi.
La fine delle traversìe dell'antico complesso è giunta a metà degli anni 2000 con la stipula di una partnership economico-finanziaria fra Acqua Marcia e la catena di alberghi Hilton, in base alla quale l'area è stata destinata a complesso immobiliare dotato di residence, centro congressi e sede alberghiera.