In onda Guernica: Gaza dicembre 2008

    Dopo che la fine della tregua è stata più volte interrrotta da Israele nel corso di questi mesi con incursionie e uccisioni..
    Dopo due anni e mezzo di embargo, senza medicine, senza farina per comprare il pane, senza elettricità per far funzionare gli ospedali, senza gasolio per cucinare..
    Dopo il blocco delle "frontiere" dopo che a centinaia di persone è stato impedito di uscire per fare una chemioterapia, per fare un esame, per partorire...
    Dopo sessanta anni di occupazione...

    ...c'è chi ancora lo chiama terrorismo...

    "E leggerò domani, sui vostri giornali, che a Gaza è finita la tregua.
    Non era un assedio dunque, ma una forma di pace, quel campo di
    concentramento falciato dalla fame e dalla sete. E da cosa dipende la
    differenza tra la pace e la guerra? Dalla ragioneria dei morti? E i
    bambini consumati dalla malnutrizione, a quale conto si addebitano?
    Muore di guerra o di pace, chi muore perché manca l'elettricità in
    sala operatoria? Si chiama pace quando mancano i missili - ma come si
    chiama, quando manca tutto il resto?
    E leggerò sui vostri giornali, domani, che tutto questo è solo un
    attacco preventivo, solo legittimo, inviolabile diritto di autodifesa.
    La quarta potenza militare al mondo, i suoi muscoli nucleari contro
    razzi di latta, e cartapesta e disperazione. E mi sarà precisato
    naturalmente, che no, questo non è un attacco contro i civili - e
    d'altra parte, ma come potrebbe mai esserlo, se tre uomini che
    chiacchierano di Palestina, qui all'angolo della strada, sono per le
    leggi israeliane un nucleo di resistenza, e dunque un gruppo illegale,
    una forza combattente? - se nei documenti ufficiali siamo marchiati
    come entità nemica, e senza più il minimo argine etico, il cancro di
    Israele? Se l'obiettivo è sradicare Hamas - tutto questo rafforza
    Hamas.
    Arrivate a bordo dei caccia a esportare la retorica della democrazia,
    a bordo dei caccia tornate poi a strangolare l'esercizio della
    democrazia - ma quale altra opzione rimane? Non lasciate che vi
    esploda addosso improvvisa. Non è il fondamentalismo, a essere
    bombardato in questo momento, ma tutto quello che qui si oppone al
    fondamentalismo. Tutto quello che a questa ferocia indistinta non
    restituisce gratuito un odio uguale e contrario, ma una parola scalza
    di dialogo, la lucidità di ragionare il coraggio di disertare - non è
    un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro l'altra Palestina,
    terza e diversa, mentre schiva missili stretta tra la complicità di
    Fatah e la miopia di Hamas. Stava per assassinarmi per autodifesa, ho
    dovuto assassinarlo per autodifesa - la racconteranno così, un giorno
    i sopravvissuti.
    E leggerò sui vostri giornali, domani, che è impossibile qualsiasi
    processo di pace, gli israeliani, purtroppo, non hanno qualcuno con
    cui parlare. E effettivamente - e ma come potrebbero mai averlo,
    trincerati dietro otto metri di cemento di Muro? E soprattutto -
    perché mai dovrebbero averlo, se la Road Map è solo l'ennesima arma di
    distrazione di massa per l'opinione pubblica internazionale? Quattro
    pagine in cui a noi per esempio, si chiede di fermare gli attacchi
    terroristici, e in cambio, si dice, Israele non intraprenderà alcuna
    azione che possa minare la fiducia tra le parti, come - testuale - gli
    attacchi contro i civili.
    Assassinare civili non mina la fiducia, mina il diritto, è un crimine
    di guerra non una questione di cortesia. E se Annapolis è un processo
    di pace, mentre l'unica mappa che procede sono qui intanto le terre
    confiscate, gli ulivi spianati le case demolite, gli insediamenti
    allargati - perché allora non è processo di pace la proposta saudita?
    La fine dell'occupazione, in cambio del riconoscimento da parte di
    tutti gli stati arabi. Possiamo avere se non altro un segno di
    reazione? Qualcuno, lì, per caso ascolta, dall'altro lato del Muro?
    Ma sto qui a raccontarvi vento. Perché leggerò solo un rigo domani,
    sui vostri giornali e solo domani, poi leggerò solo, ancora,
    l'indifferenza. Ed è solo questo che sento, mentre gli F16 sorvolano
    la mia solitudine, verso centinaia di danni collaterali che io conosco
    nome a nome, vita a vita - solo una vertigine di infinito abbandono e
    smarrimento.
    Europei, americani e anche gli arabi - perché dove è finita la
    sovranità egiziana, al varco di Rafah, la morale egiziana, al sigillo
    di Rafah? - siamo semplicemente soli. Sfilate qui, delegazione dopo
    delegazione - e parlando, avrebbe detto Garcia Lorca, le parole
    restano nell'aria, come sugheri sull'acqua. Offrite aiuti umanitari,
    ma non siamo mendicanti, vogliamo dignità libertà, frontiere aperte,
    non chiediamo favori, rivendichiamo diritti. E invece arrivate,
    indignati e partecipi, domandate cosa potete fare per noi. Una scuola?
    Una clinica forse? Delle borse di studio? E tentiamo ogni volta di
    convincervi - no, non la generosa solidarietà, insegnava Bobbio, solo
    la severa giustizia - sanzioni, sanzioni contro Israele.
    Ma rispondete - e neutrali ogni volta, e dunque partecipi dello
    squilibrio, partigiani dei vincitori - no, sarebbe antisemita. Ma chi
    è più antisemita, chi ha viziato Israele passo a passo per
    sessant'anni, fino a sfigurarlo nel paese più pericoloso al mondo per
    gli ebrei, o chi lo avverte che un Muro marca un ghetto da entrambi i
    lati? Rileggere Hannah Arendt è forse antisemita, oggi che siamo noi
    palestinesi la sua schiuma della terra, è antisemita tornare a
    illuminare le sue pagine sul potere e la violenza, sull'ultima razza
    soggetta al colonialismo britannico, che sarebbero stati infine gli
    inglesi stessi? No, non è antisemitismo, ma l'esatto opposto,
    sostenere i tanti israeliani che tentano di scampare a una nakbah
    chiamata sionismo.
    Perché non è un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro
    l'altro Israele, terzo e diverso, mentre schiva il pensiero unico
    stretto tra la complicità della sinistra e la miopia della destra.
    So quello che leggerò, domani, sui vostri giornali. Ma nessuna
    autodifesa, nessuna esigenza di sicurezza. Tutto questo si chiama solo
    apartheid - e genocidio. Perché non importa che le politiche
    israeliane, tecnicamente, calzino oppure no al millimetro le
    definizioni delicatamente cesellate dal diritto internazionale, il suo
    aristocratico formalismo, la sua pretesa oggettività non sono che
    l'ennesimo collateralismo, qui, che asseconda e moltiplica la forza
    dei vincitori.
    La benzina di questi aerei è la vostra neutralità, è il vostro
    silenzio, il suono di queste esplosioni. Qualcuno si sentì berlinese,
    davanti a un altro Muro. Quanti altri morti, per sentirvi cittadini di
    Gaza?"
    [M. Barghouti, ex ministro dell'informazione dell'Autorità Palestinese]

    In onda Guernica in Gaza, dal 28 dicembre 2008
    Si ringrazia per la partecipazione lo Stato di Israele, le Nazioni Unite, gli Stati Uniti d'America, l'Unione Europea, tutti i Paesi Arabi Uniti e non e non da ultimo l'Autorità Nazionale Palestinese

    Comments and faves

    1. Enri67I tell, I know and I wait (42 months ago | reply)


      purtroppo si... e secondo me anche peggio..

    2. lia" (42 months ago | reply)

      che angoscia! l'immagine rende perfettamente la situazione

    3. ALMartino Fiero del mio sognare (42 months ago | reply)

      bisognerebbe capire qual'è il terrorismo..ciao Vale

    4. PurpleValentine and âyine added this photo to their favorites.

    5. âyine (40 months ago | reply)

      Ciao, sono amministratore di un gruppo chiamato remember remember the 27th of december. Ci farebbe piacere aggiungere l’elemento al gruppo.

    6. tech9nl77 and Museo de la Paz de Gernika added this photo to their favorites.

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