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Il progetto di www.zic.it è collegato alla nascita di un nodo redazionale bolognese che ha fatto i primi passi partendo dalla riflessione sull'importanza di acquisire e praticare una capacità di comunicazione adeguata ai tempi, alle opportunità culturali, ai problemi sociali in cui ci imbattiamo quotidianamente.
La nostra avventura editoriale perciò non ignora lo scenario dell'informazione ufficiale e i meccanismi che riducono la pluralità delle voci, che mortificano la libertà di informare e comunicare, che contribuiscono a determinare la subordinazione sociale di larghi strati della popolazione, che spengono dissenso e dialettica, che producono conformismo e una sorta di "linea piatta" dei cervelli.
E’ per queste ragioni che intendiamo lavorare in controtendenza privilegiando la lettura critica della realtà, senza emettere sentenze pregiudiziali. Intendiamo scoprire, verificare, sollecitare, mettendo in evidenza ciò che non appare, rifuggendo da mode e conformismi, considerando le contraddizioni come elemento fecondo, da conoscere e non da esorcizzare, interrogando ogni spunto di trasformazione che si ispiri ai criteri dei diritti personali e collettivi, valorizzando la creatività inespressa, cercando di entrare in contatto con i saperi e le intelligenze collettive esistenti nel territorio, con l'obiettivo di costruire un vero e proprio progetto di "citizen journalism" (giornalismo partecipato).
Per riuscire in questo intento, abbiamo coinvolto tutti i canali comunicativi presenti all'interno del progetto di Officina dei media indipendenti di VAG 61 ( www.vag61.info ): il gruppo di vecchi redattori e redattrici di Zero in Condotta, ragazzi che hanno partecipato all'esperienza del gruppo video Occhio Vago, studenti universitari interessati ai temi della comunicazione, attivisti del Centro di Documentazione dei movimenti “Francesco Lorusso – Carlo Giuliani), altre persone che hanno partecipato ad esperienze di associozionismo da base vogliose di produrre "informazione dal basso".
Fino a poco tempo fa, l’informazione è sempre stata fatta principalmente da professionisti o da persone molto motivate da progetti politici o culturali. Quel tipo di informazione, sia professionale che "militante", ha sempre avuto, in proporzioni diverse, costi di produzione molto elevati e forme di organizzazione nella gestione piuttosto complesse.
Attraverso Internet, invece, produrre informazione non costa praticamente nulla (salvo il "lavoro umano"): la rete, rendendo possibile la diffusione di commenti (e soprattutto una forma di controllo "dal basso") sulle notizie date dai media "tradizionali", ha dato il via a quello che si chiama "collaborative citizen journalism".
L'esplosione del fenomeno dei blog ha dato forza a una forma "individuale" di comunicazione. Oggi, con il delinearsi della figura del cittadino-reporter abbiamo l'opportunità di realizzare un patto, tra i "tecnici" della comunicazione e i loro utenti, finalizzato all'apertura della forma-giornale a integrazioni con la scrittura collettiva dei lettori. Ci sono le condizioni per far sì che una forma di produzione informativa collettiva, proveniente dal basso, tenti di dare voce a intere comunità.
Per noi il termine “giornalismo partecipativo” (in inglese citizen journalism) è quello più adatto per indicare questa trasformazione del giornalismo sotto la spinta della domanda e delle possibilità di partecipazione messe a disposizione del cittadino dalla natura interattiva dei nuovi media. Quando parliamo di “citizen journalism” intendiamo un giornalismo non creato dalle élite ma che arriva dal basso, da chiunque voglia condividere le proprie informazioni e osservazioni. I “citizen journalist” possono coprire argomenti tralasciati dai media tradizionali e questo comporta la crescita di un giornalismo su argomenti di “nicchia”. Le forme del giornalismo partecipativo rappresentano un cambiamento drastico nella filiera di produzione della notizia e si basano sulla capacità di coinvolgimento dei lettori: si può andare dal livello più superficiale, la possibilità per i lettori di inserire commenti agli articoli, alla sollecitazione dei racconti dei "frequentatori del sito" su determinati argomenti, fino a un sito in larga parte costruito grazie ai contributi degli utenti.
Nel nostro giornale on-line la costruzione della notizia e il flusso informativo dovranno avere le sembianze di un percorso circolare che coinvolge attivamente quelli che, qualche anno fa, erano definiti gli utenti finali del processo informativo: si tratta di una forma "irriverente" rispetto alle gerarchie di redazione, in quanto il lavoro dei "redattori cittadini" non è condizionato da poteri e tempi redazionali.
Chiunque potrà diventare redattore su www.zic.it, basterà registrarsi (gratis) e cominciare a inviare le proprie corrispondenze; le quali possono essere veri e propri articoli, inchieste, notizie di attualità, approfondimenti ma anche immagini, video, riflessioni su particolari tematiche e problematiche, spunti e link ricavati dal proprio blog.
La nostra idea, che si ispira al movimento del “free speech” (la libertà di espressione), è quella di una rete collettiva pensata per portare sotto un unico ombrello commentatori, giornalisti, scrittori, specialisti e blogger.
Il nostro obiettivo è l'attivazione di uno scambio libero e rispettoso di idee espresse dai citizen journalists, unito a una dedizione per l’onestà, la trasparenza e la verità dei fatti”, costituendo una rete di "giornalisti mobili" con il compito di trovare e raccontare vicende che non trovano posto nei giornali tradizionali.
Il compito della redazione dovrebbe essere quello di sviluppare una modalità collettiva di scelta degli argomenti evitando il conformismo dei media tradizionali, che tendono a restringere eccessivamente lo spettro di ciò che è degno di essere raccontato all'opinione pubblica, seguendo un'agenda che non sempre coincide con l'interesse pubblico o con quello dei lettori. Per questo, nella fase iniziale, per promuovere questo processo, la redazione lavorerà ad implementare una rete di corrispondenti presenti in tanti luoghi dei nostri territori (dai posti di lavoro alle facoltà universitarie, dalle scuole ai comitati nei quartieri, dalle associazioni culturali ai luoghi dell'aggregazione sociale).
Vogliamo scardinare le porte d'un mondo tradizionalmente sordo alle esigenze del pubblico dei lettori, costruendo uno strumento che apra al mondo e alle idee delle differenze etniche, culturali ed economiche. La nostra sfida è sul terreno dei diritti di cittadinanza, tra cui quello dell'informazione è uno dei più importanti.
La sede delle redazione di www.zic.it è presso l’Officina dei Media Indipendenti Vag 61, in via Paolo Fabbri 110
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