Padova è una strana città che si vanta di ciò che non ha: il Prato senza Erba, il Santo senza Nome e il Caffè senza Porte; infatti, Prato della Valle, la terza piazza monumentale al mondo per estensione, in realtà è una piazza; Sant'Antonio da Padova per tutti i Padovani è "il Santo" e basta; lo storico caffè Pedrocchi, fu costruito nell'Ottocento senza porte perchè fosse sempre aperto giorno e notte per tutti.
Questo ragionare "per sottrazione", applicato agli aspetti storicamente più importanti della vita della città (rapporto con il territorio, religiosità e socialità), fa parte ancor oggi della cultura padovana, per cui la bellezza della vita non sta nell'aggiungere orpelli, ma nel liberarsene, badando all'essenziale.
E se oggi il caffè Pedrocchi di notte resta chiuso, la vita sociale ritrova l'antica dimensione di libertà nelle strade e nelle piazze, con lo spritz bevuto all'aperto, in quello che forse un giorno verrà definito il Bar senza Muri.
Che cosa ci piacerebbe vedere sul pool...
- la città (ovviamente), cercando anche di indagare i suoi angoli meno noti; la Basilica del Santo l'abbiamo vista quasi in tutte le salse... dimostriamo che a Padova c'è anche altro che vale la pena di essere visto;
- la provincia e la campagna intorno, cercando di porre l'accento su ciò che la caratterizza come territorio padovano: il primo piano di un albero o di un fiore, che potrebbe essere stato scattato dovunque, non è molto in tema con il gruppo;
- la gente, la vita, la socialità, tutto quello che descrive gli aspetti tradizionali o contemporanei, conformisti o trasgressivi del vivere in questa città, tenendo però sempre ben presente che la foto deve in qualche modo raccontare qualcosa di Padova: un gruppo di amici che fanno bisboccia in casa, di solito non è molto rappresentativo.