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Storia della Fotografia : Gruppo f/64
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Il Gruppo f/64 fu fondato da Ansel Adams nel 1932 allo scopo di riunire alcuni fotografi aderenti alla straight photography(*).
Il manifesto costitutivo fu sottoscritto da otto fotografi:
Ansel Adams
www.anseladams.com/index.asp?PageAction=VIEWCATS&Cate...
Imogen Cunningham
www.photoliaison.com/Images/Imogen_Cunningham_Album/index...
Willard Van Dyke
images.google.it/images?gbv=2&hl=it&sa=1&q=Wi...
John Paul Edwards
images.google.it/images?gbv=2&hl=it&sa=1&q=Jo...
Consuelo Kanaga
images.google.it/images?gbv=2&hl=it&sa=1&q=Co...
Sonya Noskowiak
images.google.it/images?gbv=2&hl=it&sa=1&q=So...
Henry Swift
images.google.it/images?gbv=2&hl=it&sa=1&q=He...
Edward Weston
www.edward-weston.com/edward_weston.htm
Il termine f/64 si riferisce alla minima apertura di diaframma nello scatto di una fotografia e al conseguente valore massimo di profondità di campo. È la simbolica risposta al pittorialismo che definisce l'approvazione della straight photography.
Il gruppo concentrò il proprio operato sugli stimoli forniti dall'attualità e dai risvolti sociali. Si propose di rilanciare l'arte contemporanea sul principio dell'indipendenza ideologica del fotografo e della fotografia, rifiutando i crismi della corrente pittorialista che, seppur propri delle arti grafiche, erano qualcosa di diverso dalla pura fotografia. Una pura fotografia che non doveva avere alcuna velleità qualitativa, tecnica o stilistica, quindi, ma doveva dedicarsi in maniera essenziale, diretta (straight), alla cattura della quotidianità.
«Mentre la fotografia non può mentire, i bugiardi possono fotografare.»
(Lewis Hine)
*La straight photography ("fotografia diretta") è un movimento fotografico che si propone di riprodurre in maniera obiettiva la realtà senza l'ausilio di alcuna implementazione tecnica.
Nacque nella prima metà del Novecento in risposta alla corrente del pittorialismo. Ebbe il suo centro nevralgico negli Stati Uniti, in relazione alla diffusione della fotografia documentaria, alla nascita della figura del fotoreporter e alla crescente attenzione di matrice giornalistica nei confronti delle grandi questioni sociali. In questo senso si inserisce il messaggio della straight photography: qualunque cosa in grado di alterare la fotografia rende automaticamente meno puro lo scatto e, quindi, meno vero.
Tecnicamente, questo significa un netto distacco dall'utilizzo di filtri o obiettivi pre-esposti e di particolari procedimenti di sviluppo e stampa.
Fonte : wikipedia
Posted at 1:15PM, 31 May 2009 PDT
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grazie Marco, c'è da leggere ma sopratutto da vedere.
Posted 36 months ago.
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Tanta roba!!!!...grazie Marco
Posted 36 months ago.
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Dai Massi che ti tengo impegnato fino alla prossima lettura porfolio :)
Posted 36 months ago.
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Non sono d'accordo con una parola o quasi con quanto sopra per un principale motivo. (che andrebbe ovviamente approfondito).
Mettere un filtro degradante non crea una foto meno pura che non passando 2 ore in camera oscura a bruciare e mascherare o peggio, che non applicando proprio il sistema Z. di Adams.
Di fatto, c'è una previsualizzazione (ma nella testa dell'autore, già questo rende la cosa non pura) e un'esposizione alterata che non è conforme a come si presenta la scena in quel determinato momento.
Successivamente con un lavoro di sviluppo e stampa si ottiene il risultato prefissato.
Quindi non capisco il nesso.
Il gruppo f64 era (per dirla sinteticamente ed in maniera riduttiva) un gruppo di smanettoni di camera oscura.
La straight photography rifiuta qualunque cosa in grado di alterare la fotografia citando addirittura un netto distacco dall'utilizzo di filtri o particolari procedimenti di stampa.
Se non è particolare il procedimento di Adams mi chiedo cosa non lo sia.
Infine, anche se capisco bene il senso delle parole di Lewis, e mi posso anche trovare d'accordo, tale consenso in realtà non è sincero.
Anche volendo NON traviare l'immagine con "viste" furbe da parte del fotografo, la fotografia rimane sempre un procedimento meccanico con cui attraverso una lente si fotografa la realtà che ci sta di fronte.
ma è risaputo che basta fare la differenza tra una lente da 35 mm ed una da 100 che la realtà è di per sé già falsata.
Pur senza cambiare il punto di ripresa.
(oppure dovremmo scattare pressapoco sempre con un 50 mm)
In definitiva per come la vedo io il PURISMO è solo un'emerita baggianata.
Morale, la fotografia è la cosa più falsa che ci sia.
Anche perché un'immagine super pura può essere usata per uno scopo diverso da quello che si era prefissato l'autore ed ecco che il suo senso viene totalmente stravolto.
Originally posted 36 months ago.
(permalink)
LeAli... edited this topic 36 months ago.
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