antropo-socio-psico-cultural-Flickr - Dinamiche Flickriane / Discuss

Current Discussion

Facebook acquista Instagram, accordo da un miliardo di dollari. Colpo grosso di Zuckerberg
Latest: 2 months ago
Campionato per street photographers con premi.
Latest: 5 months ago
Lulu e gli altri ... il flickreriano si fa editore.
Latest: 13 months ago
[Pubblicità]: Nuovo gruppo
Latest: 21 months ago
Manifestazione oggi a Roma per i diritti del popolo Rom e Sinti - io ci sarò
Latest: 21 months ago
Fotografare il tempo che scorre
Latest: 22 months ago
Intervista a Mimmo jodice
Latest: 22 months ago
ciao a tutti! Breve questionario
Latest: 24 months ago
ancora sul copyright... attenzione
Latest: 26 months ago
Obama-Joker, Berlusconi-Joker: Photoshop per la Democrazia
Latest: 26 months ago
Aiuto per tesi di laurea
Latest: 27 months ago
Tano D'Amico - Roma. Popolo rom schedato, sgomberato, senza pace
Latest: 29 months ago
More...

Search this group's discussions

[Segnalazione] [culture] Del Turismo e del Viaggio

view profile

hidden side is a group administrator hidden side  Pro User  says:

Flickr di questi tempi è infestata dalle foto di derivazione turistica.

A mio avviso il tourismo non ha più niente a che vedere con il "Viaggio".
Forse si dovrebbe proprio proibire il tourismo.
--------------------------------------------------------------------------

Invece le emozionanti foto di abschied ci mostrano cosa è il viaggio.

-- from abschied - (?)

Non perdete neanche una foto di questo bellissimo set sullo Yemen.
Non perdete una solo foto pubblicata da abschied.
Originally posted at 2:17AM, 28 August 2006 PDT (permalink)
hidden side edited this topic 70 months ago.

view photostream

sangiopanza2000  Pro User  says:

Sono, in parte, d'accordo con te. Il "viaggio" lo si può fare anche dietro l'angolo di casa propria. Il turismo però può essere anche viaggio. Un viaggiatore si distingue da come "vede" le cose. E da cosa, vede. Certo, se uno va ai Caraibi, ed a noi fa vedere solo le foto del villaggio dove si è rinchiuso per 15 giorni, dell'animazione e delle partite di beach- volley che ha fatto, beh, è vero: ce le può risparmiare. Ma se, insieme ad alcune di queste, pubblica anche quelle della popolazione o dei panorami che ha incontrato durante il suo paio di uscite fuori dalla "gabbia dorata", allora direi che possiamo accettare queste, sicuramente, ma anche alcune delle altre.
Posted 70 months ago. (permalink)

Kalufunsui [deleted] says:

Ciao Hidden, grazie dell'ottima segnalazione, un contatto immediato :)
Posted 70 months ago. (permalink)

view photostream

Francesco Lamonaca says:

Credo che nel viaggio , esperienza sempre più rara e sempre più legata al mondo del lavoro, la condizione umana più peculiare sia quella dell'alienazione. Una scomparsa temporanea del se di fronte agli imprevisti e alle meraviglie che questo ci propone.
In una singolare congiuntura linguistica troviamo che "travel"(viaggiare) abbia una stretta parentela con "travailler" "trabajar" "travagliare". Potremmo quindi immaginare che il viaggio presupponga uno sforzo,un lavoro, mentre il tourismo rappresenta ormai una episodica liberazione da tutto ciò e , cosa peggiore, un momento dove affermare il "se" in contesti sempre più uguali a se stessi. Per farla breve il viaggio presuppone e "regala" dei rischi che il tourismo cerca di eliminare o rimpiazzare con programmate escursioni.Infine se nel viaggio la meta è un posto lontano e una condizione diversa da quella che si vive, nel turismo la vera meta è il ritorno a casa.
Perdonatemi il linguaggio un pò presuntuoso, gli studi di sociologia mi hanno rovinato, ma vi assicuro che sono un ragazzo semplice. :)
Posted 70 months ago. (permalink)

view photostream

sangiopanza2000  Pro User  says:

Come affermo nel mio intervento precedente, il viaggio, secondo me, non è la meta, che, secondo telamonjuice, deve essere lontana, ma gli occhi e lo spirito con cui si osservano le cose che possono stare anche appena oltre la soglia di casa. Come a 10.000 miglia da qui. E quindi il viaggiatore rimarrà tale anche quando, per una volta, deciderà di fare il turista. Come è estremamente difficile che un turista riesca a diventare viaggiatore, anche se, incontrando le persone giuste e con una lunga opera di educazione da parte di queste, ci si potrebbe anche riuscire.
Anche se penso sia dura se ti capita un compagno di viaggio che, in un week-end lungo, di quattro giorni, a Londra, all'ora di pranzo del secondo giorno pretende di cercare un ristorante italiano, perchè senza spaghetti non resiste. Come è capitato a me qualche anno fa.
Capite? Era via da meno di 24 ore, e sarebbe tornato a casa dopo 2 giorni e non riusciva a resistere senza pasta!!!!
Posted 70 months ago. (permalink)

view photostream

Francesco Lamonaca says:

Hai ragione sangio, effetivamente riconosco che non è la distanza percorsa che rende il viaggio tale, ma la natura del percorso. Certo che si può viaggiare anche appena fuori dalla porta di casa e che l'idea di viaggio debba essere prima di tutto una condizione mentale, ma vedo nelle grandi distanze un'atto di volonta maggiore a voler intraprendere un cambiamento.
Poi c'è gente che non cambierebbe nemmeno andando al polo nord a piedi.
Posted 70 months ago. (permalink)

view photostream

lui lui  Pro User  says:

io per ovviare a problemi di astinenza mi porto dietro la cocuma ed il caffè.
così posso viaggiare, senza diventare noiosissima...
;))

scherzi a parte, si può/dovrebbe essere insieme viaggiatori e turisti.
perchè c'è il tempo per la scoperta, la curiosità, la meraviglia, lo studio. Ma ci deve essere anche quello del riposo, magari nello stesso posto del viaggio, dove fermarsi, allungare le gambe in un parco, prendere un libro, e "rubare" due ore alla frenesia del "lavoro" di viaggiatore per appropriarsi di quello della pace interiore.

Io viaggio. Ma non amo "sbranare" i posti che frequento, con conoscenze e curiosità e "lavoro": prchè solo quando, ad un certo punto, mi fermo e mi concedo la totale pace, anche di un pomeriggio intero, capisco che quel luogo mi è entrato dentro...
Posted 70 months ago. (permalink)

view photostream

sangiopanza2000  Pro User  says:

Ma cara lui lui, il tuo è viaggiare comunque! Sedersi in un parco e allugare le gambe su una panchina, vuol dire disporsi ad osservare chi e cosa ci circonda, e quindi mettersi nella condizione mentale di conoscere l'altro. Il turista è quello che si rinchiude, come dicevo sopra, nei villaggi senza mettere il naso fuori, o quello che s'intruppa dietro ad una guida, vede 10 posti in 7 giorni, ed alla fine, quando torna a casa, si ricorda dove è stato solo perchè...ha delle foto da pubblicare su Flickr. Ma fa fatica a distinguere un luogo da un altro.
Posted 70 months ago. (permalink)

view photostream

sangiopanza2000  Pro User  says:

@lamon juice: penso che la distinzione a cui ti riferisci tu riguardi più un concetto vicino a quello dell' "esploratore", cioè di colui che affronta viaggi in zone lontane, disagiate, affrontando consapevolmente disagi. Il viaggiatore non è detto che debba essere così. Se vuoi un modello di esploratore, vai a vedere le ultime foto di *Elle*, che è una viaggiatrice, ma sa anche essere esploratrice.
Io esplortatore non lo sarò mai, per esempio, anche se talvolta mi piacerebbe, ma mi fermo al rango di viaggiatore.
Posted 70 months ago. (permalink)

view photostream

Cinzia A. Rizzo / fataetoile  Pro User  says:

Grazie Hidden. Quella foto lassù è bellissima.
Fare turismo e viaggiare, secondo me, sono due linee immaginarie differenti, che però spesso si intersecano, soprattutto a seconda del soggetto di riferimento.
Tutti noi possiamo essere semplici turisti o trasformarci in viaggiatori o, ancora, legare la parola turismo a uno spostamento che ha solo finalità ludiche e il viaggio, invece, a finalità di lavoro, di studio, di conoscenza.

Ma non solo questo: è come fare un confronto tra un fastfood e un raffinato luogo di degustazione...
Originally posted 70 months ago. (permalink)
Cinzia A. Rizzo / fataetoile edited this topic 70 months ago.

view photostream

hidden side is a group administrator hidden side  Pro User  says:

a) Grazie a tutti per la partecipazione a questa discussione.

b) Non siate pigri dietro la foto di abschied si nasconde un paese intero, lo Yemen rappresentato da un fantastico SET di oltre 90 foto una più bella dell'altra .

c) Ovviamente con la frase iniziale " si dovrebbe proprio proibire il tourismo lanciavo, con un paradosso, una piccola provocazione.

Ma la frase non è tanto buttata la ... io ho la convinzione che il turismo, per quanto sia fatto "con consapevolezza e rispetto", ...porti un danno sociale e culturale enorme nei paesi "beneficiati" ...

Non mi soffermo a parlare dei danni che il turismo dei turisti ricchi fa sulla cultura dei paesi poveri visitati ... ma su questo ho una visione assai pessimistica.

Parliamo invece di come il turismo, che niente a vedere con il viaggio, ha letteralmente distrutto i centri storici di tutte le mete europee.

Passeggio sul Dam, o sulle Ramblas o a Piazza Navona e vedrò nell'ordine:
- il venditore di giocattoli luminosi (se statici cinese se volanti cingales)
- il mimo con la cravatta congelata al vento ed il sarcofago umano d'oro
- gli stessi ragazzi che bevono birra messicana
- quelli che mancano il Big Mac
- il giapponese che fotografa (nella versione giovane intellettuale occidentalizzato e /o branco con donne dall'equilibrio instabile vestite di bianco con cappelo di paglia e impalati maschi attoniti)

Ovviamente i negozi sono: - MC Donald, ricordi (- grebiulini da cucina con foto di pisello davanti - statuette pressofuse taiwanesi. indipendentemente dalla città trovo tutte le meraviglie del mondo ... anche in formato calamita, sottobicchiere e mug per il caffé).
Se ho fame posso contare anche sul kebab o sulla pizzeria o il gyros.

In qualsiasi città, se mi siedo al ristorante ho la certezza di entrare in contatto con avventori e gestori, di qualunque parte del mondo esclusi i locali ...

Andiamo avanti? E gli affitti o dei prezzi degli immobili?
A piazza Navona o a Trastevere, a Firenze, in tutta Venezia, a Barcellona, a MAdrid in centro a Vienna, nessun locale ... arrivati i turisti ... sarà più in grado di vivere in zona ... e tanto meno vorrà vivere in quella versione del fromat Disneyano.

L'altra sera sono stato a Piazza Navona ed al Pantheon ... sentendomi straniato come tutti i turisti ..
Originally posted 70 months ago. (permalink)
hidden side edited this topic 70 months ago.

view photostream

sangiopanza2000  Pro User  says:

Hai ragione, ma la colpa non è tutta e solo del turismo. Viviamo in tempi in cui la globalizzazione impera, pertanto il turismo è solo una componentedi queste contaminazioni. Dipende poi anche dai locali difendere le proprie caratteristiche. Sono reduce da una vacanza nel Salento, ed a Lecce ho visto negozi di prodotti di artigianato locale, e non "made in China".
Condivido poi il fatto che ogni contatto del " turista" ( ma vale anche se parliamo di "viaggiatore" od "esploratore") altera lo stile di vita locale. Ma esiste un tipo di turismo che entra " con il piede leggero" per quanto possibile in casa d'altri. Il Turismo Responsabile tenta di fare esattamente questo: dare la possibilità di vedere il mondo, senza alterare gli stili di vita locali.
Posted 70 months ago. (permalink)

view photostream

Cinzia A. Rizzo / fataetoile  Pro User  says:

Sangio, io so solo una cosa: che Otranto d'estate è presa d'assalto e violentata. Verissimo tutto quello che puntualizza Hidden...mi sembra di sentire, in toni meno accesi, quello che dice mio marito a ogni piè sospinto...
Posted 70 months ago. (permalink)

view photostream

sangiopanza2000  Pro User  says:

Con tutto quello che ho detto, non voglio certo negare gli aspetti negativi del turismo. O, meglio, del turista. Se imparassimo tutti a comportarci meglio, ad avere rispetto prima di tutto del prossimo in quanto tale, e poi delle abitudini e consuetudini locali, gli aspetti negativi, che sotto molti aspetti rimarrebbero comunque, si ridurrebbero a livelli sopportabili. Ed un'altra cosa, che sostengo da molto, ma che mi si è confermata proprio durante la mia recente vacanza nel Salento: se il turista, decidendo di venire ad Otranto, vedesse la difficoltà ad entrare in città ed a posteggiare e pertanto decidesse di cambiare meta e si dirigesse verso uno dei mille interessantissimi centri minori e semisconosciuti dell'interno (sconosciuti anche per le guide: quali sono le guide che riportano Ruffano, tanto per fare un esempio?), ebbene questo turista comincerebbe a diventare un viaggiatore ed ridurrebbe la massa critica di folla che invade sempre i soliti posti, danneggiandoli irrimediabilmente e rovinando la vita ai residenti ( esempio eclatante di questo è Venezia). E questo, valido per il Salento, può essere trasferito a qualsiasi altra parte d'Italia e, penso, del mondo. Altrimenti fra qualche anno ci troveremo di fronte alla necessità del contingentamento degli ingressi per alcune mete turistiche..
Posted 70 months ago. (permalink)

view photostream

Francesco Lamonaca says:

Mi si perdoni l'interruzione, ma credo di restare piuttosto in tema se scelgo questo thread per postare un concorso ,che ho scovato su internet, proprio dedicato al viaggio :
"IL VIAGGIO COME SOGNO, SUGGESTIONE, SCOPERTA, MISTERO"
indetto dall'Ente bilaterale turismo dell'area veneziana in collaborazione con Ergo - Agenzia di comunicazione.
le informazioni si trovano sul sito www.concorsoebt.net
Potrebbe interessare, no?
Posted 70 months ago. (permalink)

view photostream

sangiopanza2000  Pro User  says:

Interruzione utile e gradita. Ci farei un pensierino! Un week end al Danieli, anche se Venezia è ad un passo da me, non mi dispiacerebbe.;)))
Posted 70 months ago. (permalink)

view photostream

**luisa**  Pro User  says:

Mi ha segnalato questa discussione Hidden Side, pensando che mi interessasse, e aveva ragione. Ho letto tutti gli interventi, sentendomi vicino a chi ancora cerca di capire cosa sia un viaggio e cerchi di non fare il turista. Se dovessi dire qual è una differenza fondamentale per me, direi che da un viaggio non si torna mai come si è partiti, mentre da un tour, da un villaggio all inclusive, si torna con un pò di foto e un pò di souvenir e la vita ricomincia. Forse non è neppure questione del tempo a disposizione, ma solo del proprio spirito, della propria disponibilità ad accogliere le nuove esperienze, ad adattarsi ai posti, a conoscere le differenze, la voglia di capire e di ascoltare, senza pregiudizi. Il bagaglio essenziale di un viaggio per me, oltre la mia macchina fotografica, ovviamente, sono i libri (non le guide, per quelle basta la lonley Planet), che ti introducono nel posto e ti insegnano a guardarlo. Il bagaglio di un turista sono i vestiti adatti a tutte le occasioni che la località offre, l'ipod, possibilmente il portatile, magari anche la psp e via discorrendo.
I racconti di un viaggiatore sono quelli delle persone che ha incontrato; quelli di un turista dei posti che ha visto, fotografato di corsa facendo il gruppo degli amici e poi via verso la nuova tappa. Forse sono ingiusta con i turisti, non lo so. Aspetto chi mi possa far ricredere, anche sul mio blog, se volete.
vicinoelontano.blogspot.com
Posted 70 months ago. (permalink)

Would you like to comment?

Sign up for a free account, or sign in (if you're already a member).

RSS 2.0 feedSubscribe to a feed of stuff on this page...</!!> Feed – Subscribe to antropo-socio-psico-cultural-Flickr - Dinamiche Flickriane discussion threads