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sant.o (a group admin) says:
09 Jul 09 - "la verità è che nell'ordine c'è la noia frustrante dell'imposizione, mentre nel disordine c'è la fantasia esaltante della partecipazione"

(Giancarlo De Carlo)

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Giancarlo De Carlo --- Colletta and Urbino peteshep 1 37 months ago

About giancarlo de carlo, architettura e libertà

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architettura e libertà

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da wikipedia, l'enciclopedia libera:

Giancarlo De Carlo (Genova, 12 dicembre 1919 – Milano, 4 giugno 2005) è stato un architetto italiano.

È stato tra i primi a sperimentare ed applicare in architettura la partecipazione da parte degli utenti nelle fasi di progettazione. È conosciuto internazionalmente per essere uno tra i fondatori del movimento Team X che operò la prima vera rottura con il Movimento Moderno e le tesi funzionaliste di le Corbusier.

Per la sua capacità di instaurare sempre delle relazioni forti tra teoria e pratica non convenzionali si è imposto come uno tra i pensatori più acuti dell'architettura italiana.

Giancarlo De Carlo è sempre stata una personalità scomoda nell'ambito dell'architettura italiana e non è mai sceso a compromessi che potevano intaccare la coerenza delle proprie idee. Per questo motivo ha dovuto rinunciare alla realizzazione di molti progetti, come per esempio il piano regolatore di Rimini. Come mina vagante è sempre sfuggito ad una classificazione univoca del proprio lavoro, accomunato ai brutalisti in un primo momento ha sempre rifiutato questo termine e durante tutte le fasi storiche dell'architettura italiana non ha mai preso parte ad una qualsiasi corrente di moda preferendo eclissarsi e lavorare di meno (come durante la moda post-modernista degli anni ottanta o le correnti High-Tech e decostruttiviste seguenti).
In particolar modo durante tutti gli anni ottanta e novanta, grazie alla rivista da lui fondata Spazio & Società e attraverso l'ILAUD riuscì a costituire un gruppo di riflessione e ricerca totalmente indipendente e controcorrente rispetto alle tendenze architettoniche del momento. In questo modo si pose come un riferimento internazionale importante per molte persone venute da molteplici discipline.
Ha avuto un'impronta personale, di approccio all'architettura che può essere considerata una costante della cultura architettonica italiana, fatta di prese di posizione particolari e non di vere e proprie scuole di pensiero. Nonostante tutto egli si inserisce in alcune correnti, di superamento e critica del razionalismo italiano che si sono sviluppate a partire dagli anni sessanta in poi.
Nonostante abbia passato quasi tutta la sua vita a Milano, non ha mai costruito niente in questa città. A causa delle sue posizioni intransigenti non ha mai trovato un appoggio solido nell'amministrazione milanese e anche la sua morte è passata quasi inosservata.
Recentemente è stato oggetto di una polemica aspra con Vittorio Sgarbi il quale lo accusava di aver rovinato l'armonia e la bellezza del centro storico di Urbino. De Carlo considerava invece che la sua attività avesse impedito una museificazione dell'ambiente costruito della cittadina ed una distruzione sociale della stessa.
Nel 1995 a seguito di una sua partecipazione al progetto di recupero del centro storico di Palermo, progetto mai finalizzato a causa di intoppi burocratici e politici, pubblica il libro il Progetto Kalhesa sotto lo pseudonimo di Ismé Gimdalcha dove racconta in chiave fantastica e ironica le vicissitudini del progetto.



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from wikipedia, the free encyclopedia:

Giancarlo De Carlo (December 12, 1919 - June 4, 2005) was an Italian architect.

He trained as an architect from 1942 to 1949, a time of political turmoil which generated his philosophy toward life and architecture.
Libertarian socialism was the underlying force for all of his planning and design.

De Carlo saw architecture as a consensus-based activity. His designs are generated as an expression of the forces that operate in a given context including human, physical, cultural, and, historical forces. His ideas linked CIAM ideals with late twentieth century reality.

De Carlo was a member of Team 10 along with Alison and Peter Smithson, Aldo van Eyck, and Jacob Bakema, among others.

Although his political beliefs have limited his portfolio of buildings, his ideas remained untainted by postmodernist beliefs through his journal Spazio e Società - Space & Society, and his teaching at the International Laboratory of Architecture and Urban Design (ILAUD).



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